Libri abbandonati, Regione chiarisce, ma Lignani Marchesani richiede sopralluogo

In relazione all’articolo apparso sulla stampa locale con il titolo “Migliaia di libri pagati dalla Regione abbandonati”, una nota della Regione dell’Umbria precisa che “i volumi “ancora incellofanati, assemblati all’interno della struttura…” sono costituiti da raccolte di leggi e decreti, copie del Bollettino ufficiale, cataloghi delle opere conservate presso i musei regionali, brochure sui parchi regionali dell’Umbria, pubblicazioni di monografie (ad esempio su tecniche di potatura, sulla flora e sulla fauna anche ittica regionale), opuscoli divulgativi su eventi e argomenti diversi (le vie dell’olio, Umbriajazz, ricette tipiche regionali, ecc.).

Il materiale divulgativo e le pubblicazioni presenti presso il magazzino (non dimenticato, ma dotato di sistema di allarme e quotidianamente presidiato dalla competente struttura regionale) è con tutta evidenza destinato ad essere distribuito in grandi quantità in occasione dei vari eventi istituzionali, organizzati sia dalla Giunta che dal Consiglio regionale.

Si tratta, infatti, conclude la nota regionale, di pubblicazioni aventi contenuto sempre attuale e quindi stampati in cospicuo numero proprio per garantire una dotazione congrua, con conseguenti elevate economie di scala”.

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La replica della Giunta regionale è lacunosa e non corrispondente al vero. Si richiede un sopralluogo ufficiale della 3^ Commissione

In tanti anni di militanza consiliare non ho mai ricevuto una replica così repentina e piccata. Segno che il segnalare lo stato del magazzino
di Solomeo ed il suo contenuto ha colto nel vivo. Incredibile come nessuno ci voglia mettere la faccia, né un Assessore né un Dirigente e
come la replica sia priva di firma ed affidata genericamente alla Regione come Ente sovraordinato e metafisico.

A questo punto è d’obbligo un sopralluogo istituzionale e scriverò al Presidente della Commissione consiliare competente di effettuare un
sopralluogo ufficiale al magazzino di Solomeo. Vedremo in quella sede chi avrà il coraggio di confermare l’utilità delle pubblicazioni e la loro
corretta custodia. Si rimarca infine la stima per il personale impegnato nella custodia, che si trova ad operare in carenza di organico e in un luogo di lavoro di difficile agibilità’.

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