Lettera d’intenti tra Villa Umbra e sindaci palestinesi per sviluppare attività formative

La Scuola umbra di amministrazione pubblica mette a disposizione la propria esperienza – Il sindaco Akram Bader: Abbiamo bisogno di conoscere il modello italiano per crescere

(umbriajournal.com) by Avi News PERUGIA – Promuovere e implementare iniziative formative rivolte ai quadri politici e ai tecnici degli enti locali palestinesi da sviluppare attraverso la Scuola umbra di amministrazione pubblica di Perugia. È questo l’obiettivo che, mercoledì 29 aprile, si sono impegnati a perseguire il consorzio stesso, il Joint service council di Betlemme, Felcos (Fondo di enti locali per la cooperazione decentrata e lo sviluppo umano sostenibile) e Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) umbre. A sottoscrivere la lettera d’intenti, nella sede di Villa Umbra, sono stati per i soggetti coinvolti rispettivamente l’amministratore unico Alberto Naticchioni, il presidente Akram Bader, il direttore Massimo Porzi, e il presidente della Consulta ambiente ed energia Paolo Maurizio Talanti. L’accordo è stato firmato nell’ambito di una visita ufficiale in Umbria, per promuovere progetti di cooperazione, di una delegazione palestinese composta dallo stesso Bader, anche sindaco di Battir, da Hani Haik, sindaco di Beit Sahour e vicepresidente dell’Unione dei Comuni palestinesi, e Nicola Khamis, sindaco di Beit Jala. A prendere parte all’incontro sono stati inoltre Giovanni Paciullo, rettore dell’Università per stranieri di Perugia, Fabrizio Frigorilli, prorettore dell’Università degli Studi di Perugia, e Paolo Ricci, portavoce degli enti regionali e locali italiani nel Programma di sostegno alle municipalità in Palestina. A illustrare ai tre ospiti le caratteristiche del modello istituzionale ed economico italiano sono stati Emanuela De Vincenzi, segretario comunale, Franco Marini, dirigente all’Urbanistica del Comune di Perugia, e Alessandro Meozzi, direttore di Legacoop Umbria. “Tra le nostre finalità – ha spiegato Naticchioni – c’è la promozione delle relazioni internazionali e la messa a disposizione delle buone pratiche. Ed è quello che vogliamo fare: condividere con le municipalità della Palestina le nostre conoscenze, dare loro la possibilità di vedere le cose che stiamo facendo al meglio in Italia, confrontarle con le loro esperienze e, magari, dare qualche suggerimento utile alla loro struttura organizzativa”. Ad essere trattati in eventuali future attività di formazione saranno in particolare i temi relativi alla gestione del bilancio, degli appalti, del personale e dei servizi pubblici. Si potranno affrontare, inoltre, tematiche quali la razionalizzazione dei costi dei servizi attraverso la digitalizzazione, le normative anticorruzione e la trasparenza delle amministrazioni. “In Palestina – ha commentato Bader – abbiamo bisogno di conoscenze. I nostri funzionari necessitano di informazioni e di apprendere dall’esperienza italiana. Questa è una grande opportunità per noi. Purtroppo, vivendo sotto occupazione israeliana, abbiamo enormi difficoltà a svilupparci. Non controllando a pieno i nostri territori, non siamo neanche in grado di fare dei piani regolatori. Le nostre città sono isolate tra di loro e i sindaci sono spesso costretti a fare le veci del governo stesso. Essi hanno quindi un ruolo fondamentale e un’enorme responsabilità nei confronti dei propri cittadini. Vogliamo costruire progetti pace e sarà anche grazie a simili accordi se riusciremo a dare il nostro meglio”. “L’iniziativa è importante – ha sottolineato Ricci – perché mettendo insieme delle sinergie italiane con delle necessità palestinesi diamo un contributo importante alla costruzione dello Stato palestinese con un approccio bottom up”.

Nicola Torrini

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