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Innovazione sociale, a Villa Umbra tre giorni di confronto promossi dalla Regione

Innovazione sociale, a Villa Umbra tre giorni di confronto promossi dalla Regione

Innovazione sociale, a Villa Umbra tre giorni di confronto promossi dalla Regione
PERUGIA –  “L’obiettivo di queste tre giornate è disegnare politiche pubbliche nuove a favore dei territori, utilizzando le risorse messe a disposizione dal Fondo sociale europeo (FSE) e dal Fondo per lo sviluppo regionale europeo (FSRE), che per l’Umbria ammontano a circa 7,5 milioni di euro nel periodo 2014-2020. Da questo confronto vogliamo innescare un processo  virtuoso, che faccia emergere nella nostra regione una sorta di ‘intelligenza collettiva’, attraverso la quale rendere l’innovazione sociale qualcosa di tangibile, che produca effetti concreti e positivi nella comunità regionale, modificando processi decisionali locali e politiche  del welfare”.

Con queste parole, l’Assessore regionale alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, Luca Barberini, ha salutato l’apertura delle “Giornate sull’innovazione sociale”, tre giorni di confronto regionale, oggi, domani e il 12 aprile, ospitati a Villa Umbra, sui temi dell’innovazione sociale per disegnare politiche pubbliche nuove, a favore dei territori.

“Ritengo – sottolinea l’Assessore Barberini – che l’innovazione sociale sia un tema centrale per lo sviluppo futuro dell’Umbria e mi aspetto molto da queste tre giornate di confronto, da cui potranno emergere proposte importanti per dare nuovo slancio alle politiche sociali, urbane e del lavoro nella nostra regione”.

Prima giornata

L’avvio delle “Giornate sull’innovazione sociale’, promosse dall’Assessorato regionale umbro alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, ha registrato oltre 130 iscritti. I lavori sono stati aperti dall’Amministratore Unico della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica.

Nel suo intervento l’Amministratore Unico ha ringraziato i presenti, tra cui numerosi giovani e due studenti accolti nell’ambito del progetto di alternanza scuola – lavoro, ed ha ricordato la definizione del Libro bianco sull’innovazione sociale secondo cui “si definiscono innovazioni sociali le nuove idee che soddisfano dei bisogni sociali e che allo stesso tempo creano nuove relazioni, nuove collaborazioni. Innovazioni che sono buone per la società e che accrescono le possibilità di azione per la società stessa. Le pratiche di innovazione sociale tendono a collocarsi al confine tra non profit, pubblico e privato, società civile e sono trasversali. Una trasversalità che intendiamo continuare a valorizzare anche nei percorsi formativi promossi dalla Scuola”.

La delibera 181/2017

In ambito di innovazione sociale, la Giunta regionale dell’Umbria ha adottato a febbraio di quest’anno una delibera, la numero 181, attraverso cui definisce gli elementi di innovazione sociale nell’implementazione degli interventi declinati nel POR FSE – Asse inclusione sociale. L’obiettivo del percorso regionale, iniziato oggi, è approfondire queste linee d’indirizzo e valorizzare il confronto con i soggetti territoriali.

“L’innovazione sociale – afferma l’Assessore Barberini – non è un concetto astratto, ma riguarda interventi diretti a gruppi vulnerabili della società, capaci di intercettare e valorizzare la creatività delle associazioni di volontariato, delle organizzazioni e degli imprenditori sociali, creando nuove opportunità di lavoro e sviluppo, per rispondere meglio a bisogni sociali impellenti, a cui non sempre arriva una risposta adeguata né dal settore pubblico né da quello privato, attraverso le forme tradizionali”.

Esperienze nazionali a confronto

Al centro dei lavori della mattinata tre esperienze nazionali, pubbliche e private, esempio di inclusione sociale. A cominciare dagli interventi illustrati da Daniela Castagno e sostenuti da “Fondazione con il sud”, ente non profit privato nato dall’alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato per promuovere lo sviluppo sociale del Mezzogiorno. Focus poi su “Il progetto di ricucitura urbana del G124 per il quartiere Giambellino di Milano” descritto da Chiara Valli, e sul progetto “Tra spazio pubblico e verde condominiale? Il caso del quartiere giardino di Reggio Emilia”, illustrato da Francesco Bagni. I tre interventi sono stati coordinati da Nera Bizzarri, Dirigente del Servizio Programmazione nell’area dell’inclusione sociale, economia sociale e terzo settore della Regione Umbria. Le conclusioni sono state affidate ad Antonio Picciotti dell’Università degli studi di Perugia.

Gruppi di lavoro

Nel pomeriggio, i numerosi partecipanti sono stati suddivisi in gruppi di lavoro, distinti per aree tematiche dall’abitare al lavoro, dal rigenerare al prendersi cura. Subito riuniti, nella prima giornata, i gruppi “Abitare e innovazione sociale” e “Lavorare e innovazione sociale”, il primo coordinato da Alessandro Bruni, Istituto Nazionale di Urbanistica, e il secondo da Antonio Picciotti e Francesca Picciaia, Università degli Studi di Perugia. Domani, 5 aprile, si riuniranno i gruppi “Rigenerare e innovazione sociale” e “Prendersi cura e innovazione sociale”, coordinati rispettivamente da Paolo Polinori, Università degli Studi di Perugia, ed Anna Lisa Lelli, Regione Umbria.

Sintesi dei risultati dei focus group

Nell’ultima giornata programmata per il 12 aprile, sempre a Villa Umbra, sarà presentata la sintesi dei risultati dei focus group. Seguiranno gli interventi di Luciano Gallo sugli strumenti previsti dal quadro normativo e di Vincenzo di Maria sulle buone pratiche da seguire. A trarre le conclusioni del percorso delle tre giornate l’Assessore regionale alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, Luca Barberini.

Villa Umbra, al via le tre giornate sull’innovazione sociale promosse dalla Regione Umbria

 

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