GUERRE IN SIRIA E IRAQ NELLA GIORNATA DI FORMAZIONE PER OPERATORI SPRAR

Nima Baheli
Nima Baheli
Nima Baheli

(umbriajournal.com) by Avi News PERUGIA – “Oggi è soprattutto dal conflitto siriano e dall’Iraq post Saddam che scappano le persone che arrivano in Italia in cerca di aiuto. È perciò su questi paesi che abbiamo voluto focalizzare l’attenzione”. Queste le parole con cui Francesco De Rebotti, sindaco di Narni e coordinatore della Commissione immigrazione dell’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) Umbria, ha aperto i lavori del seminario “La Primavera araba: Iraq e Siria la trascrizione di un conflitto”, organizzata dall’Anci Umbria a Perugia, lunedì 28 ottobre, nell’ambito della settima edizione del progetto “Diritto di essere in Umbria”. La giornata di formazione, a cui hanno preso parte circa trenta operatori del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) nazionali e regionali e addetti degli uffici di cittadinanza di Comuni umbri, è stata tenuta da Nima Baheli, analista geopolitico, collaboratore della rivista italiana di geopolitica Limes e dell’Istituto per gli studi di politica internazionale.

Dopo un lungo excursus di approfondimento del quadro storico-etnico e religioso dei due paesi e di tutto il Medio Oriente, Baheli ha spostato l’attenzione sulla stretta attualità, con particolare riferimento alla crisi siriana. “Nel paese – ha spiegato Baheli – ormai si combattono quattro tipi di guerra: civile, tra il regime ba’atista e i settori della società siriana a esso avversa, religiosa, tra le confessioni sunnita contro quella sciita e cristiana, di terrorismo, con le infiltrazioni di Al Qaeda che puntano a fare del paese un nuovo emirato islamico, e una guerra politica per il predominio del Medio Oriente, fra attori regionali e globali che cercano di prendere il sopravvento l’un l’altro. Da una parte ci sono gli Stati Uniti, alcuni paesi europei e paesi arabi, come Turchia, Qatar e Arabia Saudita che finanziano ribelli e terroristi, dall’altra Russia, Iran e Cina che difendono il governo Assad. Il conflitto iracheno e soprattutto quello siriano vanno considerati come una sorta di guerra mondiale combattuta su scala regionale”. “In Siria – ha aggiunto Baheli – c’è stato un inizio di primavera araba che poi, per un insieme di fattori è immediatamente degenerata in una brutale guerra civile e in questo c’è chi ci vede lo zampino del governo, chi di potenze esterne. Attualmente non c’è una forza che prevale sull’altra e chi più ci rimette è la popolazione civile”. “I drammi che in questi mesi si sono consumati nel mar Mediterraneo – ha affermato De Rebotti – hanno permesso di accrescere consapevolezza rispetto al tema dell’immigrazione. Il nostro sistema istituzionale è però già da tempo che lavora per garantire un’accoglienza degna di questo nome”.  Dal luglio 2001 al giugno 2012, infattti, l’Umbria ha accolto, con il suo Sprar gestito dall’Anci Umbria, 706 persone provenienti per la maggior parte da Eritrea, Afghanistan e Somalia. A queste vanno ad aggiungersi altri 706 immigrati arrivati, dall’11 aprile 2011 al 31 dicembre 2012, in fuga dalle cosiddette “Primavere arabe” e dalla guerra in Libia.

 

Nicola Torrini

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