FUSIONE COMUNI ALTO-ORVIETANO, I SINDACI LA VOGLIONO, NON TUTTI I CITTADINI SONO D’ACCORDO

12901052955_48d9f8952b_z(umbriajournal.com) PERUGIA – La Prima commissione consiliare, presieduta da Oliviero Dottorini, ha ascoltato stamani in audizione i sindaci dei cinque Comuni dell’alto Orvietano (Fabro, Ficulle, Parrano, Montegabbione e Monteleone) interessati al progetto di fusione ed i rappresentanti dei comitati di cittadini che si oppongono o sono favorevoli alla fusione stessa.

Oggetto dell’audizione il disegno di legge della Giunta che propone di consentire un referendum sul tema “in ogni periodo dell’anno”, con una modifica legislativa della legge regionale “14/2010” (Disciplina degli istituti di partecipazione alle funzioni delle Istituzioni regionali – Iniziativa legislativa e referendaria, diritto di petizione e consultazione)”. I tre sindaci intervenuti (Fabro, Ficulle e Montegabbione) si sono espressi favorevolmente nei confronti della fusione e dell’immediatezza della consultazione referendaria, rammentando le difficoltà sempre maggiori che le piccole amministrazioni devono gestire, arrivando anche a prestarsi il personale, esiguo, laddove vi sono comuni sprovvisti perfino di un ragioniere per fare i conti.

Ma fra i comitati che rappresentano i cittadini dell’alto Orvietano vi sono anche pareri contrari alla fusione dei Comuni e viene contestata la vicinanza del referendum con le elezioni amministrative. INTERVENTI: FABIO ROSCELLA (Comitato ‘no’ alla fusione): “No al referendum prima delle elezioni amministrative perché l’esito referendario influenzerebbe in maniera determinante questo appuntamento. I quesiti referendari devono essere più chiari e privi di ogni ambiguità, e così come previsto non lo sono. Rispetto alle fusioni, si rispettino le volontà della maggioranza dei cittadini di ogni singolo comune”. PAOLA LANZI (Comitato ‘cambiamenti’ Ficulle): “Continuiamo a chiedere alla Regione di soprassedere all’iter per la fusione dei Comuni.

La fretta sta creando grandissima confusione nei cittadini. Manca chiarezza nella lettura dei diversi risultati che potrebbero emergere dalla consultazione referendaria”. FRANCESCA BARBINI (Comitato ‘Cambiamenti’ Ficulle): “È innegabile il dissenso presente nei territori nei confronti delle amministrazioni locali. Il progetto di fusione è strumentale, senza un piano di fattibilità. Si dia vita a forme associative di gestione di servizi, ma no ad una troppo frettolosa fusione. Si tratta di una fusione a freddo che va fermata per tutelare il territorio e soprattutto i diritti dei cittadini”.

ISABELLA MARCHINI (Comitato ‘no’ alla fusione): “Chiediamo che non vengano modificati i criteri già previsti circa il raggiungimento del quorum. Serve ed è importante programmare questo obiettivo di fusione, ma ad oggi manca un progetto concreto e credibile”. MATTEO RAGNACCI (Comitato ‘sì’ Officina comune): “Il nostro è un territorio sottosviluppato che non riesce a dare risposte ai giovani, agli anziani e ai disabili. Categorie svantaggiate che oggi non hanno alcuna possibilità di avere servizi adeguati. Serve uno scatto culturale, un trampolino di lancio che la Regione è chiamata a prevedere per questi territori dove lo spopolamento è costante e preoccupante. Il referendum è una opportunità per tutti”.

RENATO TESTA (Comitato ‘sì’ Officina comune): “La viabilità, le strade nei nostri territori sono un vero e proprio disastro. Negli ultimi tre anni si sono azzerate le risorse. La risposta non è rappresentata dalle convenzioni, bisogna perseguire la fusione come obiettivo oggettivamente ottimale”. MARIA GRAZIA NERI (Comitato ‘sì’ Officina comune): “Dopo 25 anni di chiacchiere, finalmente le amministrazioni comunali hanno dato il via al processo di una fusione che non si può definire ‘a freddo’, perché saranno comunque i cittadini a deciderne il risultato. E non bisogna avere paura delle scelte dei cittadini.

Il referendum si tenga quanto prima”. SIMONE BARBANERA (Comitato ‘sì’ Officina comune): “Dobbiamo sentirci tutti cittadini dell’Umbria.Oggi siamo rimasti l’unica Regione in cui diventa quasi impossibile dare luogo a riforme di questo tipo. Quindi ben vengano le modifiche legislative necessarie. I cittadini devono potersi liberamente esprimere nei referendum. Tra noi servirebbe un confronto molto più costruttivo”. LUCIANO MARTELLONI (Comitato ‘sì’ Officina comune): “Da oltre dieci anni si parla di Comune unico o comunque di unificazione dei servizi. Ma non si sono fatti passi in avanti. La cosa importante è che tra tutti questi territori c’è comunque, una buona integrazione sociale. Oggi c’è l’opportunità che i cittadini si possano esprimere e questa è la maggiore espressione della democrazia. Sarebbe importante poter effettuare il referendum prima delle ‘amministrative’”.

ANNA MARIA BAMBINI (Comitato Sì Officina Comuni): “Credo nel progetto della fusione ed il referendum rappresenta l’unico strumento democratico per raggiungere lo scopo. La situazione nei nostri territori è allo sfascio, ci si basa quasi esclusivamente sui redditi dei pensionati. Dobbiamo lasciare da parte i tornaconti elettorali e dare voce ai cittadini”. MICHELE GUATINI (Associazione Radicali Perugia.org): “Finalmente ci si è accorti che la legge regionale attuale non rende possibile la celebrazione dei referendum perché ogni anno si svolgono elezioni. La modifica apre questa possibilità, ma si aggiunga al ‘consultivo’ la possibilità di poter svolgere anche referendum abrogativi”.

LUCIANO GIACCHÈ (Officina Comune): “La modifica proposta dalla Regione è una buona opportunità. Il cambiamento e le riforme non possono essere fermate, ne va, in questo caso, la sopravvivenza dei piccoli territori come quelli in questione. I cittadini devono essere protagonisti di un cambiamento non più procrastinabile”. ANDREA RICCI (Sindaco di Montegabbione): “La Commissione consenta il referendum affinché i cittadini possano esprimersi. L’unione è un qualcosa in più. I servizi non potranno che migliorare. Attualmente a Montegabbione ci sono 4 dipendenti e 2 operai. E’ il sindaco stesso che firma gli atti dell’anagrafe”.

GINO TERREZZA (sindaco di Ficulle): “Diamo ai cittadini la possibilità di esprimersi attraverso il referendum. Teniamo conto che per i comuni ci sono sempre meno risorse. Abbiamo dovuto ridurre i servizi per gli anziani, a fronte di un notevole incremento della popolazione anziana. Dobbiamo cambiare rotta al più presto”. MAURIZIO TERZINO (sindaco di Fabro): “Dobbiamo fare il referendum al più presto. Attualmente prestiamo personale a chi non ce l’ha. Per esempio il Comune di Parrano non ha nemmeno la ragioniera, gli prestiamo la nostra. C’è urgenza immediata di diventare più strutturati, di avere uffici tecnici che diano risposte ai cittadini. Unendoci, diventeremmo da area più marginale dell’Umbria a ente fra i primi venti per dimensioni”.

WALTER MORETTI (Comitato “No alla fusione”): “Chiediamo il rispetto delle regole democratiche. Il periodo che va dal 15 aprile al 30 giugno è quello indicato dalla legge 14 per i referendum abrogativi. I nuovi termini che si stanno prendendo in considerazione, potrebbero andare bene solo per referendum generici. Il ricorso alla procedura d’urgenza è illegittimo, mancano i caratteri di astrattezza, generalità ed universalità. Rimarchiamo il fatto che temi così delicati non possano essere trattati in fretta, vicino alle consultazioni amministrative”.

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