Forze Armate missioni di pace all’estero se n’è parlato in Prefettura

Forze Armate missioni di pace all’estero se n'è parlato in Prefettura
Maggiore MARCO SIVORI

Forze Armate missioni di pace all’estero se n’è parlato in Prefettura

Qualificati Ufficiali delle Forze Armate – Esercito ed Arma dei Carabinieri – hanno illustrato a studenti delle Scuole secondarie superiori della Provincia il ruolo delle Forze Armate nelle missioni internazionali, condividendo con i ragazzi l’esperienza professionale ed umana maturata nei teatri operativi.

E’ stato questo l’argomento oggetto di un seminario svoltosi oggi in Prefettura che, anche quest’anno, il Prefetto, Antonella De Miro, ha voluto dedicare al mondo della scuola, nell’ambito delle celebrazioni per il 4 novembre, giorno dell’unità nazionale e giornata delle Forze Armate.

All’evento, organizzato in collaborazione con il Comando Militare Esercito Umbria, con il Comando Legione Carabinieri Umbria, con il Centro di Selezione e Reclutamento Nazionale dell’Esercito di Foligno e con l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Umbria, erano presenti alcune classi del Liceo Pedagogico “Assunta Pieralli” di Perugia e dell’Istituto di Istruzione Superiore “Marco Polo – Ruggiero Bonghi” di Assisi, accompagnate da rappresentanti del Corpo docente e dalla dott.ssa Ada Girolamini in rappresentanza dell’Ufficio Scolastico Regionale.

Il Prefetto, nel sottolineare che l’odierno incontro si inquadra nell’ambito delle celebrazioni per il 4 novembre, Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, le quali, ieri come oggi, sono al servizio del Paese a tutela della sicurezza dei confini in guerra a difesa e protezione della nostra sicurezza nei tempi di pace, ha voluto dedicare un ricordo alla Grande Guerra, di cui quest’anno ricorre il centenario dell’entrata italiana nel conflitto, leggendo anche alcuni significativi versi di Giuseppe Ungaretti.

La Prima Guerra Mondiale ha costituito il primo grande evento del Paese di coinvolgimento collettivo, dopo l’unificazione d’Italia; si dice che fu nel dolore e nella sofferenza  dei militari e dei civili di quella tragedia collettiva che si fecero gli italiani, nell’amor patrio, nella lacerazione delle famiglie. l’Italia unita si costruì nelle fredde e disperate trincee scavate sulle montagne al confine con l’Austria dove si trovarono a combattere insieme, in  nome di una stessa patria i tanti  soldati per lo più poveri contadini del Mezzogiorno e delle Isole in un miscuglio di dialetti tra loro incomprensibili, di storie e di differenti tradizioni personali e familiari.

“Voi giovani – ha proseguito il Prefetto – non conoscete la guerra, siete figli della pace ritrovata  dopo le due grandi guerre che hanno devastato l’Italia e l’Europa; siete figli di un sogno, il sogno dei nostri padri che hanno creduto possibile voltare pagina e dare alla storia dei paesi europei un altro corso, ed è il bene della democrazia e della pace insieme che ci è stato consegnato e che noi dobbiamo lasciare in eredità a questi ragazzi”.

La pace, tuttavia, è un bene prezioso che va conservato e difeso, ricercando il dialogo, la coesione, la pace richiede di perseguire la cooperazione tra i popoli attraverso il dialogo, la tolleranza e la giustizia.

Ricordare quindi è importante per trarre dalla tragedia della guerra e delle guerre la forza e la determinazione per essere sempre nella nostra vita privata e professionale costruttori di pace nel mondo.

I nostri soldati eredi di quei giovani morti nelle trincee della grande Guerra sono oggi impegnati nelle missioni di pace in contesti di crisi internazionale e costituiscono l’avanguardia di un paese fortemente impegnato, con tutte le proprie risorse  per lo sviluppo sociale ed economico globale e per la cooperazione pacifica tra popoli.

L’incontro di oggi si muove quindi in questa direzione tra la memoria del passato e uno sguardo forte proiettato sul presente e sul futuro, sull’impegno delle nostre Forze Armate per costruire la pace.

Nel cedere la parola ai relatori, il Prefetto ha voluto ringraziare le Forze Armate per l’impegno costantemente profuso in numerosi contesti di crisi, sottolineando come il loro contributo sia particolarmente apprezzato, tanto da rappresentare un vero e proprio modello grazie alla capacità di dialogo dei nostri contingenti con le popolazioni interessate  ed all’elevata competenza offerta nell’addestramento delle polizie locali.

I  relatori hanno intrattenuto gli studenti condividendo con loro anche l’esperienza maturata nelle missioni all’estero.

Il Capitano dell’Esercito Leonardo Pazzagli ha fornito un quadro generale degli scenari internazionali in cui sono attualmente impegnate le Forze Armate, indicando, nell’area balcanica (paesi dell’ex Jugoslavia), nell’Afghanistan, Nell’Iraq e nel Libano i principali teatri operativi in cui sono presenti i nostri Militari, senza peraltro trascurare missioni in paesi come Mali, Somalia, Libia, Malta e nell’Antartico.

L’Ufficiale ha poi analizzato la genesi, le finalità ed i compiti delle diverse missioni in atto, spiegando ai ragazzi che ciascuna di esse nasce da uno specifico mandato conferito da organismi internazionali, nel quale vengono anche definite le finalità da perseguire e l’entità del contingente da impiegare.

Il Capitano Medico del Centro di Selezione e Reclutamento Nazionale dell’Esercito di Foligno, Ester Rossi, ha parlato delle attività svolte dal Corpo Sanitario Militare che è oggi sempre al fianco dei soldati nei diversi contesti operativi, comprese le missioni all’estero.

In queste ultime, tuttavia, ha sottolineato il Capitano Rossi, il personale medico ed infermieristico si trova nella necessità di dover rimodulare la propria azione in funzione delle peculiarità del paese in cui agisce ed è impegnato in attività di prevenzione igienico-sanitaria, di accompagnamento alle truppe, nonché di assistenza e sostegno alla popolazione, anche attraverso ambulatori itineranti sul territorio.

In proposito, ha diffusamente condiviso con i ragazzi l’esperienza recentemente fatta in Libano, particolarmente significativa sia sul piano professionale che umano, ricordando episodi vissuti in prima persona, e rilanciando una foto in cui abbraccia una bambina cardiopatica destinata a sicura morte, ma guarita grazie all’impegno ed agli interventi specialistici dei sanitari italiani.

Il Maggiore Marco Sivori, Comandante della Compagnia Carabinieri di Assisi, ha illustrato il ruolo e l’esperienza dell’Arma dei Carabinieri nelle missioni all’estero.

In particolare, dopo aver spiegato le essenziali funzioni di sicurezza e di polizia che, in quei contesti, il personale dell’Arma è chiamato a svolgere con le altre Forze Armate, ha sottolineato l’estrema importanza delle successive attività di addestramento e formazione delle Forze di Polizia locali, le quali devono essere poste in grado di provvedere autonomamente a garantire la sicurezza del proprio paese.

Anche il Maggiore Sivori ha poi arricchito la propria esposizione con il racconto di significativi episodi vissuti in prima persona in Iraq ed in Afghanistan e si è soffermato sulla condizione femminile in quei paesi.

L’Ufficiale, infine, si è soffermato sulle attività operative svolte dai Reparti Speciali, soprattutto in funzione antiterrorismo, che costituiscono una componente meno nota ma comunque importante nelle missioni all’estero. In proposito ha mostrato taluni filmati che hanno molto preso i ragazzi, relativi all’addestramento e ad operazioni di sminamento. Ha poi rilanciato un’intervista ad un Comandante Generale delle Forze Speciali, il quale, nel rivendicare l’orgoglio di indossare il tricolore nei teatri operativi, ha evidenziato l’importanza del ruolo svolto dall’Italia nel favorire il mantenimento della pace in numerosi paesi.

missioni di pace

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