Emergenza casa: in Umbria oltre cinquemila richieste

“In attesa dei finanziamenti stanziati dal Governo nell’agosto dello scorso anno e dei quali ancora non si ha notizia, la Giunta regionale con propri fondi e attraverso un approfondita revisione della spesa, insieme ad Ater Umbria, metterà a disposizione, entro la prossima estate, ben 212 appartamenti che i Comuni potranno assegnare a canone sociale”.

L’assessore regionale alle politiche abitative, Stefano Vinti, ha fatto il punto questa mattina, mercoledì 8 aprile, sull’”emergenza casa, presente anche in Umbria, come nel resto del Paese, che ha prodotto lo scorso anno ben cinquemila richieste di alloggi pervenute ai comuni da parte di famiglie evidentemente in difficoltà.

Un emergenza – ha sottolineato ancora una volta Vinti – divenuta ormai strutturale e che cresce di anno in anno.

Contemporaneamente però sappiamo che l’Ater, nel suo patrimonio abitativo, possiede ben 420 alloggi che risultano inagibili e dunque non assegnabili ed altri 496 già affittati che hanno bisogno di interventi di manutenzione straordinaria.

L’Azienda con le sue risorse non riesce a far fronte a queste esigenze anche a causa dell’ingiusto onere dell’Imu che i Comuni applicano sugli appartamenti pubblici, che sono incredibilmente classificati come seconda abitazione, e che assorbe ogni anno almeno due milioni e mezzo di euro che invece potrebbero essere destinati ai lavori.

Per superare questa impasse – ha proseguito l’assessore -, in assenza dei 6 milioni di euro previsti dal Governo per l’Umbria, la Giunta regionale ha destinato 922.500 euro del proprio bilancio e recuperato, revisionando la spesa degli ultimi venti anni alla ricerca di economie, altri 2 milioni e 416 euro che sono stati destinati ai lavori necessari alla sistemazione di 157 appartamenti.

A questi interventi si è aggiunto poi l’acquisto, sempre da parte dell’Ater, di 46 nuovi alloggi, per un importo di oltre 5 milioni e mezzo di euro.

Un impegno molto forte, dunque, circa 9 milioni di euro per 212 appartamenti, che consentirà di soddisfare in parte le richieste pervenute. E’ evidente che tutto ciò ancora non basta.

Ulteriori disponibilità finanziarie – ha concluso Vinti -, che potrebbero venire da una modifica della classificazione Imu e dall’arrivo delle risorse nazionali, sono dunque assolutamente necessarie, perché almeno consentirebbero di recuperare tutti i rimanenti alloggi che ancora risultano inagibili e dunque non assegnati e una parte di quegli immobili che necessitano di lavori di manutenzione straordinaria sulle parti comuni, che possono essere realizzati anche in presenza di affittuari”.

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