Diritto penale, la Camera penale di Perugia analizza la Riforma Orlando

La Camera penale di Perugia analizza Riforma Orlando

(umbriajournal.com) by Avi News PERUGIA – Oltre 120 avvocati penalisti perugini hanno preso parte all’incontro di studio dal titolo ‘Prescrizione, condotte riparatorie e inasprimento delle pene: la Riforma Orlando alla sbarra’ organizzato giovedì 18 gennaio dalla Camera penale di Perugia ‘Fabio Dean’. Il convegno moderato da Vincenzo Bochicchio, vicepresidente della Camera penale di Perugia, si è tenuto nel capoluogo umbro, a palazzo Cesaroni, e vi sono intervenuti Massimo Ricciarelli, consigliere della Corte suprema di Cassazione, David Brunelli, professore ordinario di diritto penale all’Università degli Studi di Perugia, e Francesco Crisi del Consiglio direttivo della Camera penale di Perugia. L’evento formativo aveva l’obiettivo di fornire un’analisi approfondita e dettagliata sulle molteplici modifiche introdotte dalla legge numero 103 del 2017 al diritto penale sostanziale.

“In particolare – ha spiegato il presidente della Camera penale di Perugia Franco Libori –, oggi valutiamo il tema della prescrizione che viene allungata rispetto alla normativa precedente e, quindi, adesso sarà molto più difficile arrivare alla prescrizione. Analizzeremo anche il fatto che per alcuni reati c’è stato un inasprimento delle pene, quindi una stretta di vite, sostanzialmente, per rendere ancora più severa la normativa e aumentare la deterrenza al delinquere”.

“Questa iniziativa – ha commentato, inoltre, Libori – vuole anche analizzare criticamente queste modifiche normative che, a nostro avviso, di per sé non riescono a risolvere i problemi della nostra giustizia. Ci vuole qualcosa di più e qualcosa di diverso che riguardi anche il problema delle strutture, del numero dei magistrati e dei dipendenti dei tribunali. Non è soltanto inasprendo le pene e allungando le prescrizioni che si risolvono i problemi del nostro processo penale, anche perché poi il problema è sempre quello della ragionevole durata del processo che in questa maniera non viene risolto”.

 

Nicola Torrini

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