Fabrizio Curcio lascia la protezione civile per motivi personali [VIDEO]

Era subentrando a Franco Gabrielli, nominato prefetto di Roma

Fabrizio Curcio lascia la protezione civile per motivi personali

Fabrizio Curcio lascia la protezione civile per motivi personali

ROMA – “Due anni e mezzo intensi, complicati ed entusiasmanti insieme”. E’ stato Fabrizio Curcio, subito dopo aver rassegnato le dimissioni per motivi “strettamente personali”, a riassumere cosi’ la sua ‘avventura’ alla guida del Dipartimento della protezione civile. Guida assunta nell’aprile 2015, subentrando a Franco Gabrielli, nominato prefetto di Roma: fu lo stesso Gabrielli a dare l’annuncio del nome del suo ‘erede’, nella sua conferenza stampa di commiato dal Dipartimento, e dopo la firma apposta in calce al provvedimento di nomina dall’allora premier Matteo Renzi.

Nato nel 1966, laureato in ingegneria alla Sapienza di Roma (ma nel suo curriculum di studi figurano anche due master, in Protezione civile europea e in Sicurezza e protezione), Curcio inizia la sua carriera nel Corpo nazionale dei Vigili del fuoco nel ’94, con la qualifica di ispettore antincendi: nel periodo in cui presta servizio presso il Comando provinciale di Venezia ricopre vari incarichi, collaborando con l’ufficio del Commissario delegato per la ricostruzione del teatro “La Fenice” (devastato dalle fiamme nel gennaio del ’96) e guidando i soccorsi dei Vigili del fuoco veneti a seguito del terremoto che ha colpito Umbria e Marche del 1997.

Nella capitale coordina l’attivita’ dei Vigili del fuoco romani in occasione del Giubileo del 2000. Il passaggio alla Protezione Civile nazionale e’ datato 2007: e’ responsabile della segreteria del capo del Dipartimento prima di diventare direttore dell’Ufficio gestione delle emergenze. Ruolo nevralgico, questo, che lo vede alle prese, tra l’altro, con il sisma in Emilia Romagna, nel 2012 , e l’anno dopo, con il naufragio della Costa Concordia, per mesi sotto i riflettori delle cronache italiane e internazionali. La ‘promozione’ a capo risale, come detto, al 3 aprile di due anni fa: “il Dipartimento – promette al momento dell’insediamento – continuera’ ad affrontare i problemi del Paese, in perfetta continuita’ con la gestione precedente” e “in maniera chiara e trasparente”. A Curcio piace soprattutto che la scelta sia ricaduta su una figura ‘interna’: significa – sottolinea – una crescita di tutta la struttura”.

Dal 24 agosto 2016, giorno della prime violente scosse che mettono in ginocchio l’Italia centrale, come capo del Dipartimento della Protezione civile assicura il coordinamento degli interventi necessari a fronteggiare la situazione emergenziale. Mesi durissimi, complicati anche dalle inevitabili polemiche sulla ricostruzione e dalla tragedia di Rigopiano, che pero’ non fanno cambiare idea a Curcio: “la prevenzione – ribadisce ogni volta che ne ha l’occasione – resta fondamentale. Non dobbiamo misurare i sistemi soltanto sulla gestione dell’emergenza”.

Catiuscia Marini: “Voglio ringraziare  a nome mio,  della giunta regionale e dell’intera comunità umbra,  Fabrizio Curcio per il lavoro svolto in questi anni a Capo del Dipartimento della protezione civile, un lavoro fatto di professionalità ed abnegazione nell’affrontare le numerose criticità  ed improntato sempre ad una leale collaborazione per il bene del Paese ed al fianco delle comunità colpite”. Così la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. “Soprattutto in questi lunghi, difficili  mesi che hanno caratterizzato il dopo terremoto nell’Italia centrale, lavorando al suo fianco  ho potuto apprezzare la straordinaria capacità organizzativa e la profonda  umanità come tratti salienti del suo instancabile impegno. Ad Angelo Borrelli – ha concluso la presidente  – vanno i miei più sentiti auguri di buon lavoro”.

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