Consiglio regionale Umbria approva riduzione e riqualificazione spesa del 10 per cento

Consiglio regionale rinviato alla prossima riunione
Consiglio regionale rinviato alla prossima riunione

Con voto quasi unanime, unico contrario Gianluca Cirignoni (Gruppo misto), l’Aula di Palazzo Cesaroni ha approvato il bilancio per il 2015 dell’Assemblea legislativa dell’Umbria. L’ammontare delle risorse occorrenti per il suo funzionamento ammontano a 20milioni 286mila euro, in linea con la programmazione regionale. “Il bilancio – ha detto il vice presidente dell’Assemblea, Damiano Stufara nella relazione all’Aula – è stato elaborato tenendo conto degli indirizzi e principi fondamentali in materia di coordinamento regionale, rafforzato dai provvedimenti adottati a seguito delle manovre del Governo. L’obiettivo, come negli anni precedenti, è quello di ridurre e riqualificare la spesa. Sono state perseguite scelte – ha aggiunto – basate su criteri di economicità tese a aumentare il livello di efficacia dell’azione amministrativa in generale. Tale obiettivo – ha quindi spiegato – è perseguibile anche attraverso l’attività di monitoraggio della spesa al fine di garantire il rispetto dei tetti stabiliti con riferimento all’attività di formazione e aggiornamento del personale dipendente, uso di autovetture di servizio, all’effettuazione di misioni fuori sede e alla razionalizzazione organizzativa al lavoro straordinario”. Alle previsioni di spesa si aggiungono ulteriori entrate per 146mila euro, riguardanti il finanziamento proveniente da Agcom, per le funzioni delegate al Corecom, gli interessi attivi del conto corrente bancario aperto presso il Tesoriere dell’Assemblea legislativa e l’entrata contrattuale relativa alla gestione della buvette. Stufara ha infine sottolineato che “la gran parte delle spese indicate nella proposta di bilancio sono sostanzialmente fisse e riguardano i gruppi consiliari, il Consiglio delle Autonomie locali, l’Isuc, il centro studi politici e giuridici. Si tratta, di fatto – ha concluso – di un bilancio ridotto all’osso nel quale il margine di discrezionalità dell’allocazione delle risorse è sostanzialmente azzerato”.

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