Club Pallotta, Tamburi, “La sicurezza: un bene prezioso di tutti”

Centro Storico Perugia

di Giampiero Tamburi (Comitato Club Pallotta Perugia)
Anche se, in questi ultimi tempi, con la crisi che investe praticamente tutta la Nazione, il motivo principale di preoccupazione, anche e soprattutto nella nostra regione, è la necessità di dover avere la possibilità di un posto di lavoro e, per chi lo possiede, quella di non perderlo, non ne è calata di tono un’altra che, per la collettività, è ugualmente molto importante: la sicurezza urbana nelle sue varie espressioni ed è per questo che occorre affrontare il problema nella sua globalità e nella sua complessità non realizzando palliativi che possono dare solo l’impressione di risolvere mentre in realtà non sono efficaci.

La certezza relativa della sicurezza dell’individuo all’interno di una collettività deve essere considerata come un diritto della persona al pari di tutte le altre necessità, tenendo sempre presente che ottenere questa relativa certezza non è ne semplice ne, al tempo stesso, realizzabile in maniera assoluta. I molteplici aspetti che concorrono alla richiesta di questo bisogno, pur essendo facili da individuarsi, non lo sono altrettanto da realizzare ed avere su di essi un controllo positivo.

Il prezzo da pagare è alto per la trasformazione rapida che Perugia sta subendo da qualche decennio a questa parte, che va da una incapacità oggettiva del nucleo familiare di rappresentare una concreta garanzia di protezione alla presenza sempre più numerosa di persone anziane che vivono sole e, qualche volta anche senza parenti nel contesto in cui vivono, passando per una realtà in cui vediamo persone non appartenenti alla nostra cultura concentrati massicciamente in alcuni luoghi e quartieri della città, che accresce, a ragione o a torto, non avendo la capacità ed in molti casi la volontà, di discriminare tra di essi chi è utile con il loro lavoro o chi risulta dannoso con il suo comportamento criminale, perché il senso della paura non da la possibilità di identificazione nei loro confronti, specialmente per chi è anziano di questi tempi, e viene da una società dove la conoscenza del proprio vicino era alla base della sicurezza quotidiana.

Fa un notevole gioco su questo senso di insicurezza anche la presenza di aree della città dismesse, degradate e quindi poco frequentate dai cittadini e qui si potrebbe disquisire sul fatto che la gente non frequenta questi luoghi perché vi insiste la criminalità o è la stessa che se ne appropria perché li vede liberi e non frequentati!

Spetta in definitiva alla nostra Amministrazione Comunale coordinarsi per garantire questo diritto.
Un diritto che non deve essere considerato come individuale ma altresi come un bene appartenete alla collettività in quanto nucleo soggetto finale, ed essere, di conseguenza di tutti.

Ed ecco che per questi motivi, va richiamata la necessità che la soluzione per garantire questo diritto, venga cercata ed ottenuta attraverso il completo coinvolgimento e la completa partecipazione di tutta la collettività, dando ad ogni singolo individuo la possibilità di apportare il proprio contributo.
Ma questo modo di gestire il problema può essere realizzato solamente coordinandosi in una unica struttura centrale di partecipazione, necessità sempre auspicata da noi del Comitato.

Gli interventi occorrenti, devono essere studiati e realizzati nell’ambito cittadino perché, all’evidenza dei fatti per quello che ci è dato a vedere, non esistono in assoluto spazi più e spazi meno deputati alla “microcriminalità”.

Termine riduttivo di un malessere che crea danni seri e che colpisce, più di ogni altra forma di criminalità, il singolo trascinandolo in una sperale che accresce sempre più la paura, dal quale è difficile venirne fuori.

Ricordiamoci sempre che le nostre forze politiche si sono impegnate su queste necessità, dandoci la certezza di un loro consistente e concreto intervento per risolverle nel contesto di un coinvolgimento concreto e di una attiva partecipazione della città: ed il momento è arrivato!

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*