Club Pallotta, Tamburi, Parco Vallone Sant’Anna

Giampiero Tamburi, Impianti sportivi comunali
gianpiero TAMBURI

da Giampiero Tamburi (Comitato Club Pallotta Perugia)
Parco Vallone Sant’Anna. NON SI POTREBBE CHIEDERE DI PIÙ AD UN PARCO CITTADINO!
Queste sono le parole con cui in un sito del Comune viene illustrato il parco:
“Il parco appare dotato di numerose attrezzature per attività sportive e ricreative; al suo interno sono presenti alcuni elementi di particolare interesse: (A, nella mappa) Vascone: grande vasca in mattoni quasi del tutto interrata, utilizzata per la raccolta delle acque sorgive del crinale collinare destinate all’irrigazione degli orti sottostanti. la vasca è prospiciente ad un tratto della III cerchia delle mura urbiche (I etrusca e II medievale) la cui costruzione iniziata nel 1400 non fu mai portata a termine. (B, nella mappa) Rudere romano: resti di cisterna romana in opera cementizia con malta idraulica al cui interno è presente un pozzetto di decantazione dell’acqua in ottimo stato conservativo”.

Ecco; è la descrizione fatta del nostro Parco Vallone Sant’Anna! Tre ettari di magnifica flora con una varietà che veramente farebbe invidia a tutti. Un parco che potrebbe fare la gioia di grandi e bambini ed essere l’orgoglio di Perugia ma, purtroppo, di questo parco bisogna parlarne al condizionale. Perché? Perché, come può vedere chi vuole recarsi sul posto, è tenuto in una maniera che è bene non aggettivarla: diventeremmo scurrili nel qualificarla.

Elenchiamo queste meraviglie:
– I servizi igenici:
Ne sono esistiti due, uno a monte ed uno a valle del parco. Dico che ne sono esistiti e non che ci sono perché, oramai, si può solo ammirare le costruzioni che, anni fa, erano servizi igenici pubblici a disposizione di chi frequentava il parco. Ora sono sprangati e non si sa cosa contengano all’interno! Facciamo una semplicissima considerazione: il Comune, la ASL e quanti altri preposti alla vigilanza sanitaria, giustamente, non danno l’agibilità ai luoghi pubblici che non sono forniti di adeguate strutture in quel senso, ed allora, con la stessa logica perché non chiudono il parco?
Vi sembra normale che un anziano, un bambino o chi ha un’emergenza di tal genere, si ritrovi in 3 ettari di parco come il vallone e non gli venga data la possibilità di espletare con decenza le sue funzioni corporali? Con decenza perché in qualche modo, qualcuno, si arrangia (come si può vedere dall’album di foto “parco bello”!

– Elementi di particolare interesse storico:
Il cosi detto “Vascone” è una vasca medioevale oramai ridotta ad una pozza d’acqua putrida e maleodorante, con liquami di piccione che vi galleggiano e carogne dei medesimi sparsi ovunque dato che nel muro della stessa vi nidificano in quantità. Parlando poi dell’altro gioiello storico, “la cisterna romana” c’è da dire che da come viene descritta a come è, la differenza è enorme: sembra un ammasso di pietrisco, detrito di qualche cosa che una volta fu una costruzione rurale, piena di terra calpestata dai bambini che ci saltano sopra con il rischio di cadere e farsi male seriamente (un pozzetto di decantazione dell’acqua in ottimo stato? E dov’è?).

– Fontanelle di acqua potabile:
Ne sono impiantate due, una ogni ettaro e mezzo di terra; una al centro ed una a valle.
L’acqua dal rubinetto vi scorre ma quello che è problematico è che non fluisce dal pozzetto di scarico perché le tubazioni che dovrebbero farla defluire sono intasate per la totale mancanza di pulizia che ogni tanto dovrebbe essere fatta perché foglie, erba, terra e altre sostanze le vanno a chiudere, cosicché se qualcuno volesse avvicinarsi per utilizzarle, si dovrebbe munire di stivali e stare attenti a non incontrare qualche coccodrillo nelle paludi circostanti.

– Attrezzature sportive e ricreative:
Nella zona a monte (denominata A nella mappa) esisteva una pista circolare di circa dieci metri di raggio, citata come “pista pattinaggio” che sarebbe dovuta servire anche come pista da ballo in occasioni speciali di intrattenimento. Una struttura rotonda esiste ma andateci a pattinare o a ballare se potete. È diventata un deposito di breccia praticabile solo con una bici Mountain Bike. Per quanto riguarda quel deserto che chiamano campo di foot-ball, con quei paletti piantati da una parte e dall’altra, che vorrebbero simulare le porte con alle spalle del lato sud quell’ammasso di rete quasi totalmente strappata che un tempo serviva al contenimento in campo dei palloni, bisogna stare molto attenti a come ci si muove perché si solleva un polverone tale che se si trovasse nelle vicinanze qualcuno sofferente di asma potrebbe sentirsi male seriamente. A onor del vero c’è da dire che l’unica cosa che è praticabile è il campo di palla canestro perché, non tanto tempo fa, sono intervenuti con qualche opera di manutenzione.

– Aree attrezzate:
Qua e là esistono dei tavoli con dei sedili, anche quelli in pessime condizioni, che essendo alcuni non fissati al suolo, vengono continuamente spostati da una parte all’altra, non si sa bene da chi, facendo in modo che sempre di più il loro stato sia danneggiato. Ci sono poi, sparsi per il parco, dei giochi per i bambini ( altalene, scivoli, sbarre svedesi, ecc.. ). Come tutto i resto lo stato di questi attrezzi è alquanto malmesso e, in questo caso, la cosa è più grave che per altri impianti perché, essendo utilizzati da chi non è in grado di valutarne la pericolosità, potrebbero causare seri danni, anche non riparabili, ai minori. Pensiamo che, almeno in questo caso, l’ispezione periodica dello stato di questi oggetti dovrebbe essere obbligatoria per legge e, quando occorre, ripararli o sostituirli secondo i casi specifici. Parlando poi dei pallai (campi per il gioco delle bocce ) ci sarebbero da dire molte cose ma ci soffermeremo solo sul fatto che dei sei esistenti, quattro a valle e due a monte del parco, solo due, situati vicini al piazzale Giotto, vengono utilizzati e tenuti abbastanza in efficienza da coloro che li usano per giocare. Se aspettassero la manutenzione dal Comune si arriverebbe alla fine dei tempi. Gli altri quattro svolgono discretamente la funzione di toilette per cani e, qualche volta, anche di esseri superiori. Come li potete ammirare dalle foto, sembrano letti di fiumi in secca, con tanto di erbacce nate per abbellire il tutto.

– Area riservata per i cani:
A nord, nella zona A, c’è una stupenda area recintata che dovrebbe servire a portarci i propri cani per farli scorrazzare in modo assolutamente sicuro e dove, senza imbrattare il resto del parco, possono espletare le proprie funzioni corporali. In questo luogo, tra l’altro molto ampio, possono essere lasciati liberi, cioè senza guinzaglio, che invece è obbligatorio in aree che non sono riservate a loro. Ma come tutti hanno la possibilità di vedere, sono pochissimi i proprietari che la utilizzano. La maggior parte degli accompagnatori li lasciano scorrazzare liberamente e senza le dovute cautele (guinzaglio o museruola) il mezzo a tutta quella gente, bambini e adulti, che vanno lì per potersi rilassare e passare qualche ora in compagnia a giocare. Ma non è tutto: oltre a ciò, che potrebbe anche essere in misura tollerato, alcuni di coloro che li accompagnano, non hanno neanche il buon senso e l’educazione civica di togliere dall’erba o dalle strade, gli escrementi che sono lasciati lì a puzzare e insozzare il malcapitato che ci va sopra. Farebbe bene il Comune a controllare, come viene specificato nell’ordinanza comunale, e multare con salassi di danaro di modo che siano più accorti ed educati in futuro.

Ed ora spendiamo qualche parola su chi frequenta il parco!
Ogni fine settimana assistiamo ad un’invasione pacifica del parco da parte di persone che, pur avendo il diritto di frequentarlo, hanno il dovere di comportarsi civilmente. Non hanno nessun rispetto e nessuna cognizione di causa di come si debbano utilizzare gli spazi pubblici.

Il lunedì mattina, per ripulirlo da tutta l’immondizia che questi signori lasciano in giro (bottiglie di birra e vino vuote, lattine, cartaccia sporca e quant’altro sia possibile) occorrono flotte di dipendenti di aziende pubbliche, con sperpero di denaro che potrebbe essere utilizzato per altri scopi, come per esempio, per tenere più efficienti le attrezzature dello stesso.

Famiglie intere di Rom (anche loro con diritto di frequentarlo) che, quasi tutte la mattine, specialmente davanti ai palazzi che danno sul piazzale Giotto, schiamazzano e mangiano scatolame di tonno ed altre derrate, lasciando poi i vuoti sparsi per tutta l’area dove hanno stazionato.

Infine, cosa molto più inquietante, la criminalità. Non vogliamo dire che il vallone di sant’Anna sia particolare ma solamente che rappresenta un polo di attrazione, per la delinquenza, molto forte: dallo spaccio di droga agli scippi a persone anziane e tanti altri atti criminali che fanno di questo posto una zona, che in certe ore del giorno e della notte, non è sicura.

Diventa terra di confine dove, molto spesso, è pericoloso avventurarsi. Le forze dell’ordine fanno e vanno anche oltre il loro dovere, assicurando spessissimo, questa gente alla giustizia ma, secondo noi si potrebbe fare di più: mandare quanto più possibile pattuglie di polizia municipale, provinciale come deterrente ad eventuali atti di criminalità. (e questo è il link del video: https://www.youtube.com/watch?v=wRpTf8MEHak )

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