Club Pallotta, Parco Vallone Sant’Anna, la nostra Agorà!

da Giampiero Tamburi (Coordinatore Comitato Club Pallotta Perugia)
Non possiamo che essere d’accordo quando sentiamo, dalle parole del Signor Sindaco, focalizzando l’attenzione su certe questioni, il dire che: “Piazza Grimana, in una strategia complessiva volta al recupero ed alla valorizzazione delle piazze come spazi di aggregazione sociale, è uno dei luoghi più significativi della città e, di conseguenza, deve essere il punto di partenza di questa strategia.

Anzi: senza paura di essere smentiti, per la precisione si potrebbe affermare che, dopo Piazza IV Novembre quale simbolo di Perugia per antonomasia, piazza Fortebraccio, se non l’unica, è la più vicina ad essere papabile a questo ruolo ed in tutto questo movimento di strategie, di intenzioni e di fatti, non v’è dubbio della necessità espressa dal Vice Sindaco Barelli, del metodo, come lui stesso ha sottolineato: “comunicare i progetti in corso, non più i progetti già compiuti; lavorare ascoltando e interloquendo con i cittadini; informarli delle opere in progresso, aperti alla condivisione e ai contributi che da loro proverranno”. Questo, in fondo, è quello che si aspettavano i cittadini quando hanno espresso attraverso il loro voto, chiaro, deciso ed inequivocabile, nell’attribuire il potere alla Giunta ed alla maggioranza che ora sta gestendo il nostro Comune.

I perugini vogliono che questo sia realizzato e gli amministratori hanno il dovere di farlo e su ciò non vi è nessun dubbio ed è chiara la volontà da ambo le parti.

Resta tuttavia in piedi il concetto che di Perugia non si può pensare, come punto di aggregazione, solamente il centro storico, seppur significativo per tutto quello che può rappresentare, culturalmente, socialmente, commercialmente e chi più ne ha più ne metta.

È chiaro che il resto della città non può essere visto in funzione di ciò che rappresenta la sua parte storica. Perugia è una e solo una in tutta la sua complessità e con questa prospettiva bisogna lavorare per una equa e giusta dimensione di tutti i cittadini, che abitino al centro o nella più remota zona della città e comunque, un cittadino che abita nella periferia, ha il diritto di trovare in quel posto, l’agorà che gli spetta di diritto.

A tale scopo, laddove sia possibile, è necessario trovare le soluzioni adeguate. Soluzioni che possono risolversi trovando un novo modo di vedere, in una prospettiva diversa, considerando gli spazi disponibili che la città stessa ci offre, come per esempio il verde dei nostri parchi.

Spazi verdi che possono, a pieno titolo, supplire alla mancanza della piazza, luogo deputato alla socializzazione, per trovare un’altra dimensione che sia di utilità ai residenti.

Un esempio lampante e concreto di ciò che voglio dire è lo stato in cui noi, della zona sud, a ridosso del centro e cioè da via dei filosofi, via Fonti Coperte, via della Pallotta, comprendendo anche la zona di Prepo, ci troviamo e cioè senza una piazza significativa che possa essere adatta allo scopo. Perché allora non rivolgere lo sguardo al nostro bel Parco di Sant’Anna per farlo diventare il nostro punto di aggregazione?

Riorganizziamo questo spazio in funzione di questa prospettiva: in ugual misura come faremmo per un nuovo e funzionale riordino urbanistico di una piazza. Una volta che tutto sarà messo nella dimensione che gli spetta, in quei bei 3 ettari di verde potremo organizzare tutto ciò che vogliamo, dai mercatini, ai concerti, alle manifestazioni sportive e altre cose che ci aggrada fare e con questi intenti avremo anche dato un colpo definitivo alla delinquenza ed allo spaccio che attualmente vi staziona con grande pericolo di chi ne usufruisce.

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