BRUXELLES, COMITATO REGIONI D’EUROPA SU PICCOLI AEROPORTI

L'intervento della Marini
L'intervento della Marini
L’intervento della Marini

BRUXELLES – In Europa oltre il 40 per cento degli aeroporti ha dimensioni, in termini di traffico medio annuale, inferiore a 200 mila passeggeri, ma la loro funzione è comunque strategica. Tali aeroporti, infatti, collegano regioni spesso geograficamente svantaggiate, mal collegate, vuoi per ragioni morfologiche, ma anche storiche. Sono aeroporti che sopportano  inevitabili ed  elevati costi fissi che non è possibile ridurre avendo un bacino di utenza estremamente ridotto. Strutture che non potrebbero sopravvivere senza il sostegno pubblico. Questo è quanto sostiene il parere approvato quest’oggi dalla Commissione coesione territoriale del Comitato delle Regioni d’Europa, di cui è stata relatrice la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, con l’assistenza  della dott.ssa Olga Simeon, in qualità di esperto nazionale. Il parere sarà sottoposto alla prossima riunione plenaria del Comitato delle Regioni d’Europa e quindi trasmesso alla Commissione Europea. Nel parere la presidente Marini ricorda che gli interventi pubblici a sostegno della costruzione e dell’ampliamento di infrastrutture rappresentano in larga parte autentiche misure generali di politica economica che non configurano aiuti di Stato. Molti, troppi territori dell’Unione sono scarsamente accessibili, troppe Regioni sono mal collegate, la mobilità dei cittadini dell’Unione è fortemente compromessa, e quindi il mercato unico è frammentato.

Gli obiettivi Europa 2020 richiedono infrastrutture aggiornate, intermodali, e lo Stato e le Regioni hanno un preciso ruolo e una precisa responsabilità pubblica in tal senso.  In riferimento ai piccoli aeroporti, il parere sostiene che in taluni casi questi svolgono autentici servizi di interesse economico generale, altri no, ma non per questo sono meno importanti, perché comunque garantiscono un collegamento migliore e alternativo ai cittadini migliorandone la mobilità: “crediamo fermamente – ha affermato la presidente Marini – che il sostegno pubblico di questi aeroporti non configuri aiuto di Stato, perché incapace di alterare i flussi commerciali e le condizioni di concorrenza tra Stati membri e nemmeno tra Regioni”. Quanto alla volontà della Commissione Europea di varare norme più severe che riducano e in alcuni casi azzerino l’intervento pubblico sia per la gestione degli aeroporti sia per politiche di investimento, al fine di tutelare la libera concorrenza – principio che la presidente Marini, a nome delle Regioni d’Europa, ha sostenuto di condividere in linea generale – nel parere si afferma però che “non sono le regole degli aiuti di Stato lo strumento per indurci ad interrompere il nostro sostegno ai piccoli aeroporti”.

Nel parere, inoltre, si sostiene essere inadeguato il fatto che la Commissione applichi, ad aeroporti estremamente eterogenei per dimensioni e caratteristiche non solo geografiche, uno stesso approccio senza differenziazioni. Il riferimento è al termine di 10 anni che la Commissione individua come tempo massimo entro il quale anni tutti gli aeroporti sotto i 3 milioni di passeggeri l’anno debbano  adottare strategie di mercato che gli consentano di coprire i costi di funzionamento con risorse proprie e dinamiche di mercato. “Alla Commissione, le Regioni d’Europa chiedono – ha proseguito la presidente Marini – di conservare gli aiuti al funzionamento degli aeroporti con traffico annuale inferiore al milione di passeggeri anche oltre i 10 anni di periodo transitorio proposto, in base ad una valutazione della Commissione che tenga conto delle dimensioni e degli eventuali efficientamenti gestionali”.  Secondo le Regioni europee anche gli investimenti pubblici  finalizzati al collegamento intermodale degli aeroporti non dovrebbero rientrare nel campo di applicazione degli orientamenti della Commissione che ritiene invece anche questi interventi configurabili come aiuti di Stato da far rientrare nel blocco.

Il parere si conclude con un preciso riferimento al sistema stringente di controllo degli aiuti di Stato dell’Unione che è unico al mondo per rigidità e che la competitività dell’aviazione europea a livello globale non può prescindere dai massicci finanziamenti pubblici che negli Stati Uniti, in Asia e in Medio Oriente continuano ad essere elargiti alle infrastrutture aeroportuali e alle compagnie  ponendo l’Unione in una situazione di rischioso svantaggio competitivo: “anche per questa ragione – ha concluso la presidente Marini – chiediamo alla Commissione di prendere in considerazione la possibilità di finanziare nuove rotte da aeroporti europei verso aeroporti al di fuori dello spazio aereo comune europeo”.

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