Bravi al congresso nazionale Cgil, vertenza comune per difendere la siderurgia

BRAVIPERUGIA – “Una mobilitazione comune, che coinvolga le regioni direttamente interessate, Toscana, Puglia e Umbria, per la difesa del settore siderurgico, un settore strategico per l’industria, che il paese non può permettersi di perdere”. La proposta arriva da Mario Bravi, segretario generale della Cgil dell’Umbria, nel suo intervento al congresso nazionale della Cgil in corso di svolgimento a Rimini.

Bravi ha espresso la solidarietà dell’Umbria ai lavoratori di Piombino, rappresentati al congresso dall’intervento, molto apprezzato, di Mirko Lami, delegato Lucchini. “Sottolineiamo l’esigenza di una mobilitazione comune – ha detto il segretario – perché anche in Umbria gli attacchi al settore manifatturiero, a partire dal polo siderurgico che ruota attorno all’Ast ThyssenKrupp di Terni, sono pesanti”.

Bravi ha poi sottolineato “il fallimento delle politiche liberiste che anche il governo Renzi continua a riproporre, come dimostra il decreto Poletti”. Politiche che in Umbria, ha detto Bravi, trovano la rappresentazione evidente di un fallimento: “Nonostante nella nostra regione ci siano salari e pensioni mediamente più basse del 7% rispetto alla media nazionale – ha spiegato – la crisi ha colpito in maniera violenta, portando ad un numero impressionante di persone che incontrano gravi difficoltà occupazionali: 120mila persone su una popolazione complessiva di 900mila”.

Polo chimico, vertenza Merloni, grande industria alimentare (tra cui Colussi e Nestlè Perugina), sono solo alcuni dei tanti altri punti di criticità aperti, in una contesto territoriale nel quale si registrano oltre 160 vertenze aperte. “La risposta della Cgil però – ha concluso Bravi – non è mancata. Nel 2013 abbiamo elaborato un Piano del lavoro regionale e con Cisl e Uil abbiamo aperto una ‘Vertenza Umbria’ che nelle nostre intenzioni vuole essere un contributo alla mobilitazione generale del sindacato italiano”.

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