Area di crisi industriale complessa Terni-Narni, rinviata mozione

Ast, ingegner Antonio Bufalini lascia il suo incarico
Ast, ingegner Antonio Bufalini lascia il suo incarico

thyssen-terni_69La mozione “Rilancio, riqualificazione ed innovazione del sistema produttivo e manifatturiero del territorio di Terni e Narni, attivazione, da parte della Giunta regionale, delle procedure per il riconoscimento, da parte del Governo nazionale, dello stato di crisi industriale complessa”, firmata dai consiglieri Damiano Stufara (Prc), Manlio Mariotti (Pd), Oliviero Dottorini (Idv), Massimo Buconi (Psi) e Fausto Galanello (Pd) verrà discussa nel primo Consiglio regionale utile dopo la pausa estiva, in una data da individuare nell’ambito della prossima Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari.

Lo ha deciso l’Assemblea legislativa dell’Umbria, approvando a maggioranza la richiesta di rinvio avanzata dal capogruppo Massimo Buconi durante la seduta odierna: 15 sono stati i voti favorevoli al rinvio, 2 quelli contrari (Brutti, Idv – Stufara, Prc) e 2 le astensioni (Brega, Pd – Goracci, Cu). Dopo vari interventi e un articolato confronto in merito a modalità e termini del rinvio, su proposta del presidente Eros Brega è stata decisa, sempre a maggioranza, la convocazione della Conferenza dei capigruppo per la mattina di mercoledì 6 agosto. All’incontro, in cui verrà calendarizzata la discussione della mozione, dovrebbero partecipare anche componenti dell’Esecutivo regionale.

LA RICHIESTA DI RINVIO E IL DIBATTITO. MASSIMO BUCONI (Psi): “NECESSARIA UNANIMITÀ SU MATERIA COMPLESSA – Per una materia così complessa sono necessari numeri unanimi in Aula. Il susseguirsi delle vicende, oggettivamente difficili, non ha consentito il maturare di una convergenza unanime del Consiglio sulla mozione proposta. L’obiettivo di questo atto potrà essere raggiunto solo con una espressione unanime di questo Consiglio, una eventualità che al momento non sembra possibile”.

DAMIANO STUFARA (Prc – Fds): “DOPO SEI MESI DI RINVII NECESSARIO PRENDERE POSIZIONE – Non sono convinto che si possa continuare ad avere un atteggiamento dilatorio e non responsabile verso una discussione che alberga in questo Consiglio da 6 mesi, dato che è dal febbraio di quest’anno che dibattiamo sulla richiesta di area di crisi complessa. Abbiamo varie volte rinviato, ora è il momento di prendere una posizione e spiegare come la si pensa. Ci sono posizioni diversificate, anche attraverso gli schieramenti. Ed anche in maggioranza, nonostante l’atto riporti le firme dei capigruppo di maggioranza. Non possiamo continuare all’infinito. La vicenda che sta scuotendo tanto la regione quanto la comunità ternana in merito al piano della Thyssen non era imprevedibile. Ma dopo sei mesi di discussione, nell’impossibilità di arrivare all’unanimità, dobbiamo farci una ragione dell’assenza di una posizione condivisa. Dobbiamo verificare se la coalizione di maggioranza di questo Consiglio regionale, che ha firmato la mozione, è ancora tale. Le forze sociali di Terni, così come l’Amministrazione comunale, ci hanno chiesto di prendere posizione per la richiesta di stato di crisi complessa. Non possiamo certo aspettarci che vengano le multinazionali a chiedercelo”.

ALFREDO DE SIO (Fd’I): “APPROFONDIRE SCENARI E CONSEGUENZE PRATICHE PRIMA DI CHIEDERE LO STATO DI CRISI COMPLESSA – Il rinvio della mozione è dovuto ad un momento straordinario in cui occorre un supplemento di approfondimento rispetto agli scenari complessivi. È anche un rinvio necessario a fronte di una posizione non ancora espressa del Governo regionale e di quello nazionale, visto che la presidente della Giunta e l’assessore allo sviluppo economico sono assenti. La mozione riguarda aspetti urgenti sull’uso di uno strumento nazionale i cui effetti, depressivi o di rilancio della ripresa, sono da verificare. Sarebbe stato necessario chiarire qual è il ruolo che la Regione intende esercitare, ma l’assenza della presidente non ci consente di capirlo. Sarebbe dunque opportuno rinviare la discussione e le determinazioni conseguenti”.

Print Friendly, PDF & Email

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*