Workshop sui servizi elettrici a Terni

lampadina_ge_020142013(UJ.com3.0) PERUGIA – La Sezione Energia di Confindustria Terni ha organizzato il workshop sul tema “IL SETTORE ELETTRICO E I SERVIZI ENERGETICI A RETE NELL’AREA TERNANA”, che si è svolto oggi a Terni presso il Circolo Il Drago. L’evento ha riunito un’ampia è qualificata platea di partecipanti rappresentativi dei vari gruppi di operatori attivi o comunque interessati al settore energia, vale a dire: imprese, sindacati, università, centri di ricerca. Con questo workshop la Sezione Energia, recentemente costituita all’interno di Confindustria Terni, si è ufficialmente presentata al territorio ed ha inteso stimolare una riflessione ed un dibattito ad ampio raggio, finalizzato alla ricognizione dello stato dell’arte ma anche utile per delineare gli scenari di sviluppo del settore elettrico e dei servizi energetici a rete ad esso collegati.

Il Presidente Stefano Neri, aprendo i lavori dopo il saluto iniziale del Presidente di Confindustria Terni Bernardini, ha indicato come tale settore, in effetti, rappresenta ormai il secondo bacino per numero di imprese e per addetti tra le attività manifatturiere ed è probabilmente tra i pochi comparti produttivi che, nonostante le grandissime difficoltà di contesto che affliggono le aziende, presenta comunque potenzialità di crescita anche nel breve periodo, a condizione che vengano rimossi i vincoli più penalizzanti quali l’assenza di un quadro regolatorio certo e la ormai cronica carenza di mezzi finanziari. Altrettanto necessario, ha aggiunto Neri, appare l’evoluzione dei modelli di governance societaria di molte piccole e medie imprese, ancora incentrate sul paradigma dell’azienda familiare.

Il Presidente ha poi rilevato come iniziative come quella odierna si pongono come momenti di riflessione attiva che intendono stimolare la partecipazione di tutti i soggetti interessati, al fine di individuare problematiche attuali, ricercare delle possibili soluzioni, nonché indicare delle traiettorie future, fatte di progetti ed iniziative concrete e realizzabili. Nelle relazioni che si sono svolte sono stati illustrati i temi salienti che caratterizzano il settore energetico, analizzandone le questioni tecnico-normative ed evidenziando, per ciascuna, prospettive in termini di possibili progetti, sinergie, ottimizzazioni, nuovi investimenti.

Il primo relatore è stato l’Ing. Francesco Fattibene dell’ENEL, il quale ha trattato dell’evoluzione delle reti ed infrastrutture energetiche e dei sistemi di accumulo. Fattibene ha specialmente spiegato i vantaggi dell’adozione di un sistema evoluto per la pianificazione dell’architettura della rete e dell’innovazione dei centri di conduzione attraverso sistemi di telecontrollo, automazione e telegestione. Quest’ultimo aspetto, peraltro, ha permesso nella regione l’implementazione dei sistemi di “generazione distribuita” attraverso i quali sono stai migliorati gli interventi e i servizi per l’utenza, riducendo drasticamente i tempi di risposta, come dimostrato dalle oltre 115 mila transazioni automatiche effettuate direttamente da remoto grazie ai contatori elettronici.

L’Ing. Paolo Ricci di TerniEnergia ha invece approfondito l’argomento delle reti riguardo alle linee di trasmissione, partendo da una panoramica del livello nazione per poi scendere al focus territoriale, distinguendo tra reti ad alta e medio-bassa tensione. Da questa disamina è merso come ci sarebbe spazio per importanti interventi di razionalizzazione, potenzialmente estendibili fino all’abbattimento di oltre 10 km di linee ad alta tensione, non più utilizzate, con evidenti effetti benefici anche dal punto vista ambientale.

È stata quindi la volta dell’Ing. Piero Sechi della Umbria Energy, che ha dal canto suo tracciato la scenario del mercato del gas naturale e delle infrastrutture a servizio di questo segmento energetico. Sechi ha ripercorso la situazione determinatasi in Europa negli ultimi cinque anni, laddove sul lato dell’offerta si è verificata una maggiore disponibilità di gas mentre sul lato della domanda si è verificata una contrazione dovuta ai minori consumi per effetto della recessione, alla maggiore disponibilità di carbone a basso prezzo e all’incremento di energia da fonti rinnovabili. Ha poi concluso il suo intervento evidenziando l’impatto del nuovo quadro di regolazione del mercato e le opportunità che scaturiranno dalla creazione degli ambiti ottimali che in Umbria saranno soltanto tre.

L’ultima relazione l’ha portata l’Ing. Massimo Cresta dell’ASM Terni circa il progetto per le Smart Grid sviluppato dalla sua azienda con la finalità di ottenere un modello della rete che permetta la sperimentazione delle possibilità di aumentare la caricabilità della rete stessa, di migliorare la qualità della tensione ed il fattore di potenza all’interfaccia con la rete nazionale. Il tutto attraverso la gestione dei flussi di energia reattiva in rete e il coordinamento fra il produttore e il distributore. Cresta ha spiegato che si tratta di un progetto pilota cui dovranno seguire diverse fasi di sviluppo e che l’approccio, se proseguito nella sua interezza e d adeguatamente sostenuto, potrà portare notevoli benefici di vario tipo: culturali, tecnologici ed economici.

Si sono poi svolti alcuni interventi programmati tra i quali quello del Prof. Burrascano dell’Università di Perugia che ha ricordato le competenze dei ricercatori e le dotazioni dei laboratori universitari ternani, enfatizzandone la propensione alla collaborazione con il sistema delle imprese, e quello del Dott. Checcucci dell’istituto Nazionale di Fisica Nucleare che ha messo in luce le potenzialità di sviluppo dell’ambito delle Smart Grid e soprattutto delle Smart Cities.

È seguito quindi il dibattito con interventi tra gli altri dei sindacalisti Cardinali della CGIL e Ottaviani della CISL, che hanno condiviso le ipotesi e l’approccio metodologico del workshop, rammentando per un verso gli ostacoli allo sviluppo del settore energetico e per altri versi riconoscendo il coraggio degli imprenditori che operano su questo mercato pur essendo penalizzati dal contesto sfavorevole, soprattutto a causa della mancanza di regole chiare e stabili.

Il Presidente Neri concludendo i lavori ha fatto il punto delle numerose proposte emerse, invitando a dargli un seguito, attraverso lo stesso metodo del confronto con le Parti sociali, per trasformarle rapidamente in compiute progettualità, anche in collaborazione con l’Università e i Centri di ricerca attivi sul territorio.

Quello che purtroppo è di fatto mancato nei lavori del workshop, ha chiosato Neri, è stata la possibilità di rappresentare i fatti e le idee espresse e le posizioni maturate a chi ha responsabilità pubbliche e regolatorie, per poter auspicabilmente giungere ad un’assunzione di responsabilità condivisa nel perseguimento delle finalità e gli obiettivi strategici oggi individuati.

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