UMBRIA, “RIPRENDIAMOCI IL FUTURO”, COMMERCIANTI E ARTIGIANI IN PIAZZA A ROMA

Mobilitazione a Roma
Mobilitazione a Roma
Mobilitazione 

(umbriajournal.com) UMBRIA – Saranno migliaia gli imprenditori che dall’Umbria, il 18 febbraio prossimo, confluiranno sulla capitale aderendo alla grande giornata di mobilitazione nazionale indetta da Rete Imprese Italia per chiedere al Governo e alla politica una svolta urgente in politica economica, con lo slogan: Senza impresa non c’è Italia. Riprendiamoci il futuro”. La mobilitazione riguarda 4 milioni di imprese in Italia, il tessuto produttivo del paese.

Sono stremate dalla crisi e dicono “BASTA ad un fisco che schiaccia imprese e famiglie e sottrae risorse allo sviluppo; al calvario burocratico, ad una tassazione locale irresponsabile”. VOGLIONO “che si tolgano i vincoli e che si taglino i costi che pesano sul lavoro per poter assumere i giovani; che le banche ricomincino a investire sull’economia reale; che lo stato saldi i suoi debiti con le imprese”.

VOGLIONO, soprattutto, “interventi di forte impulso alla ripresa economica, misure urgenti per consentire alle imprese di resistere alle difficoltà e tornare rapidamente allo sviluppo”. Le ragioni delle imprese sono state presentate oggi nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a Perugia, organizzata dal Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti, alla quale hanno presto parte, tra gli altri, il presidente di CNA Umbria Renato Cesca, il presidente della consulta di Terni Gianluca Bellavigna e il direttore Roberto Giannangeli; il presidente di Confcommercio Umbria Aldo Amoni e il direttore Vasco Gargaglia, il presidente di Confartigianato Imprese Perugia Giorgio Moretti e il segretario Stelvio Gauzzi, Daniele Stellati coordinatore regionale di Confesercenti.

Dopo cinque anni di crisi terribile che, solo in Umbria, hanno lasciato sul tappeto più di 2.400 imprese artigiane (-10% circa) e 2.500 imprese del terziario, con migliaia di posti di lavoro persi e un vertiginoso aumento del ricorso alla cassa integrazione, il tempo delle attese è finito. “Senza l’impresa non c’è lavoro, senza lavoro non c’è benessere diffuso e quindi si rischia di mettere in discussione quella coesione sociale che sta alla base del vivere civile”, ha dichiarato Renato Cesca, presidente di Cna Umbria.

“Gli artigiani, i commercianti, i piccoli imprenditori dell’Umbria rifiutano il declino e lanciano un forte allarme al Governo nazionale e locale: guerra ai privilegi, avanti con la riduzione della spesa pubblica improduttiva e della tassazione, valorizzazione del lavoro, anche manuale, soprattutto giovanile, sostegno all’iniziativa privata attraverso una ripresa del credito alle famiglie e alle imprese. La pressione fiscale alle stelle e la mancanza di credito sta soffocando le nostre attività, che sono allo stremo”.

“Rappresentiamo imprese che non possono delocalizzare – ha aggiunto il presidente della consulta Cna di Terni Gianluca Bellavigna – che sono legate al territorio, le cui ragioni non possono essere ignorate se non si vuol colpire a morte il tessuto produttivo italiano e umbro”. “La moria di imprese anche storiche e strutturate ha colpito a morte questo segmento dell’economia che si connota per essere da 50 anni la caratteristica del sistema industriale e del terziario umbro e italiano”, ha affermato il presidente di Confartigianato Perugia Moretti. “Con la chiusura di tante imprese artigiane – ha aggiunto – si perde un enorme patrimonio di competenze e di professionalità, che non è poi recuperabile.

E’ un danno immenso, che impoverisce la nostra economia”. “In Umbria, solo nel corso del 2013, il terziario ha perso 812 imprese”, ha sottolinea Aldo Amoni, presidente Confcommercio regionale, che ha lanciato un vero e proprio appello agli imprenditori: “Il 18 a Roma dobbiamo esserci, dobbiamo farci vedere. Perché più siamo e più contiamo. Noi abbiamo bisogno di interlocutori politici, a tutti i livelli, che comprendano il disagio di chi rappresentiamo e forniscano risposte credibili e urgenti. La tassazione è a livelli insopportabili, e ci aspetta la nuova mazzata della Tasi. I dati sulle chiusure dovrebbero far pensare i nostri politici. La nostra è certamente uno mobilitazione di protesta, ma vogliamo anche dare il nostro contributo di proposte a chi deve decidere, nell’interesse generale, le priorità di intervento per far uscire il paese dalla crisi”.

“Se non riprendono i consumi delle famiglie e, dunque, se non si ritorna a dare lavoro e potere d’acquisto alla busta paga, abbattendo il carico fiscale e l’Irap, facendo tornare competitiva la manifattura umbra e italiana, è inutile mettere a leva i prodotti eccellenti se il loro valore aggiunto non resta in Italia, sia come livelli occupazionali che come attrattiva di flussi turistici – ha sostenuto il rappresentante di Confesercenti Umbria”. Una protesta costruttiva quindi, da parte di queste categorie da sempre moderate, ma giunte ormai allo stremo. Anche le politiche regionali di settore hanno perso negli anni spessore e capacità di incidere, oggi ulteriormente penalizzate dai tagli dei trasferimenti statali che hanno colpito indiscriminatamente tutte le regioni, indipendentemente dalla loro virtuosità.

Non c’è un solo accenno in Italia a una politica per le piccole imprese, quella reclamata dallo Small business act europeo e introdotta in quello Statuto delle imprese che, come al solito, è restato lettera morta. Una volta valvola di sfogo del sistema economico flessibile italiano, oggi la micro-piccola impresa diventa protagonista solo quando si parla di evasione fiscale, di non rispetto delle regole, andando a colpirla con adempimenti e pesi amministrativi a misura di grandi industrie: il risultato è il 41% di disoccupazione giovanile e femminile, ottenuto grazie alle regole assurde e solo italiane che rendono difficilissimo entrare e uscire dal mercato del lavoro.

Questo e altro si potrà leggere nel manifesto che sarà presentato il 18 febbraio a Roma, dove ci saranno decine di migliaia di piccoli imprenditori a testimoniare direttamente il forte disagio e il senso di sfiducia nel futuro che serpeggia nelle città e nei borghi d’Italia. Le associazioni Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti dell’Umbria organizzano la mobilitazione degli imprenditori umbri, mettendo loro a disposizione pullman gratuiti. Chi intende partecipare, deve rivolgersi al più presto, alla propria associazione di riferimento, sia presso le sedi regionali che territoriali. La raccolta delle adesioni è in pieno svolgimento, ma fin d’ora si stima che a Roma andranno a manifestare non meno di 2000 imprenditori umbri.

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