UMBRIA, PAGAMENTI IMPRESE, META’ REGOLARI, RADDOPPIATI I RITARDI

Pagamenti(umbriajournal.com) UMBRIA – Nel primo trimestre del 2013 il 49,5%, delle imprese umbre ha pagato alla scadenza le fatture ai propri fornitori. L’11,8% ha accumulato un ritardo superiore ai 30 giorni. Perugia più virtuosa di Terni. Micro imprese più puntuali delle grandi. Tra i settori, in particolare difficoltà il Commercio al Dettaglio.

I risultati dello Studio Pagamenti 2013 di CRIBIS D&B in Umbria

Perugia, 8 luglio 2013 – Nei primi mesi del 2013 in Italia si conferma il trend negativo dei pagamenti commerciali: migliorano leggermente i buoni pagatori ma continua ad aumentare il numero di imprese che saldano le fatture con ritardi superiori ai 30 giorni.

All’interno di questo preoccupante scenario, nel primo trimestre dell’anno in corso il 49,5% delle imprese dell’Umbria ha onorato puntualmente i propri impegni nei confronti dei fornitori, mentre il 38,7% ha saldato le fatture con un ritardo fino a 30 giorni dai termini concordati e l’11,8% oltre i 30 giorni. Una performance migliore della media nazionale (45,9% di imprese puntuali, 11,1% di ritardi oltre i 30 giorni) e di quella del centro Italia. (42,6% di imprese puntuali e 12,9% di ritardi oltre i 30 giorni)

Ma dall’analisi del trend si osserva un netto peggioramento. In particolare i ritardi superiori ai 30 giorni sono aumentati del 127% in tre anni. A dimostrazione che anche in Umbria sono drammaticamente cresciute le difficoltà delle imprese a onorare gli impegni assunti entro i termini concordati.

È quanto si evince dallo Studio Pagamenti 2013 realizzato da CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information, che ha analizzato i comportamenti di pagamento delle imprese umbre.

Entrando nel dettaglio provinciale, Perugia risulta più virtuosa di Terni per quanto i riguarda la puntualità nei pagamenti commerciali.

Nel primo trimestre 2013, il 51,1% di imprese della provincia di Perugia risulta puntuale, mentre il 38% ha saldato le fatture con un ritardo fino a 30 giorni dai termini concordati e il 10,9% oltre i 30 giorni. Per quanto riguarda la provincia di Terni, invece, solo il 45,3% delle imprese ha onorato puntualmente i propri impegni, il 40,6% ha accumulato un ritardo fino a 30 giorni dai termini concordati e il 14,1% oltre i 30 giorni. In entrambe le province, ma in particolare in quella di Terni, aumentano i ritardi gravi. Dal 2010 ad oggi, le imprese con pagamenti un ritardo oltre i 30 giorni a Perugia sono passate dal 5,1% al 10,9%, mentre a Terni sono quasi triplicate, passando dal 5,6% al 14,1%.

Per quanto riguarda le performance in relazione alla dimensione aziendale, come nella media nazionale le Micro imprese risultano le più puntuali (il 54% ha saldato i fornitori alla scadenza), seguite dalle Piccole (con il 38,8% del totale), dalle Medie (23,6%) ed infine dalle Grandi, regolari solo nel 10% dei casi.

A livello settoriale, infine, è il Commercio al Dettaglio a mostrare le maggiori criticità con appena il 43,8% di imprese puntuali e il 19,1% del totale in ritardo oltre i 30 giorni medi, seguito dal Commercio all’ingrosso (45,3% di imprese regolari e il 10,9% di pagamenti oltre i 30 giorni ). E’ invece l’Agricoltura – foreste – caccia – pesca il settore con le migliori performance (58,7% di imprese puntuali e 8% di ritardi gravi) seguito da quello dei Servizi (54,6% di imprese puntuali e 9,6% di ritardi gravi).

“Nel nostro Studio abbiamo registrato delle dinamiche che in questi ultimi anni hanno caratterizzato in modo significativo la vita delle imprese – commenta Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS D&B -. Prima di tutto continua il processo di istituzionalizzazione dei ritardi nei pagamenti commerciali, cioè la trasformazione dei ritardi in termini contrattuali: le imprese non vogliono perdere clienti e fatturato e quindi concedono qualcosa nei termini di pagamento. Secondariamente alcune imprese non riescono più a stare sul mercato e ritardano oltre modo il saldo delle fatture. Basti pensare all’andamento dei fallimenti, aumentati del 65% rispetto al 1° trimestre 2009, con quasi 40 imprese fallite al giorno. Nonostante alcuni segnali di timido miglioramento non bisogna però abbassare la guardia in quanto rimane ancora rilevante il numero di imprese che non onorano gli impegni entro i termini contrattuali”.
“Negli ultimi anni, però, le imprese italiane hanno messo sempre più la gestione dei pagamenti al centro della propria gestione finanziaria – conclude Preti – e hanno investito in strumenti come quelli messi a disposizione da CRIBIS D&B, che consentono di intercettare tempestivamente i segnali deboli di deterioramento dell’affidabilità dei propri partner, di mantenere sotto controllo la capacità del proprio portafoglio clienti di generare ricavi, di intervenire in modo efficace con azioni di prevenzione e limitazione del rischio e, soprattutto, di fare previsioni sui propri flussi di cassa. Un’operazione, questa, non a costo zero ma che riteniamo potrà portare benefici concreti anche dopo la fine della crisi”.

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