Uffici postali, in Umbria 11 chiuderanno, confermati i tagli preannunciati

Uffici postali, in Umbria 11 chiuderanno, confermati i tagli preannunciati

Poste italiane conferma quasi tutti i tagli agli uffici postali nei piccoli comuni dell’Umbria. Sono undici (con quattro eccezioni rispetto alle 15 complessive) gli uffici che chiuderanno. Male dunque il tavolo tra Poste, Regione e Anci, dopo che invece i quattro salvataggi (Gioiella a Castiglione del Lago, Ripa a Perugia, Schifanoia a Narni e Porchiano del Monte ad Amelia) di qualche giorno fa avevano fatto bene sperare.

“Siamo estremamente delusi dall’atteggiamento e dalla risposta di Poste Italiane, pervenutaci ieri pomeriggio, che in pratica ha confermato per intero il proprio piano di riorganizzazione ignorando completamente il nostro report e le motivazioni che avevamo presentato in accordo con Anci Umbria e soprattutto le alternative che insieme ai comuni avevamo costruito per rendere accettabile il Piano”. L’assessore regionale Antonio Bartolini commenta così, nel corso di una conferenza stampa, alla quale ha partecipato anche il sindaco di Montecchio, Federico Gori, in rappresentanza di Anci Umbria, la lettera, che è pervenuta ieri sera, alla Regione ed ad Anci Umbria.

Poste Italiane fa seguito all’incontro che si è svolto la scorsa settimana a Firenze e, “dopo verifica delle situazioni rappresentate – scrive il responsabile per Umbria e Toscana, Michele Deiana – Poste Italiane ribadisce che le istanze, che ANCI e Regione Umbria avevano precedentemente raccolto dai singoli comuni, sono state adeguatamente ed oggettivamente verificate, con la determinazione finale di accogliere 4 eccezioni rispetto ai 15 interventi previsti inizialmente dal Piano presentato ad AGCOM per il 2014. E’ stato inoltre confermato che il Piano nella sua specifica applicazione rispetta i parametri previsti dal Decreto Ministeriale del 7 Ottobre 2008 e dalla successiva Delibera AGCOM, sicché, a fronte dell’accertato equilibrio economico del servizio postale universale, si è concretizzata l’esigenza di riallineare l’offerta dei servizi alla effettiva domanda dei cittadini”.

Gli uffici a chiudere saranno: per quel che riguarda la provincia di Perugia uno a Castiglione del Lago (Villastrada Umbra); due a Foligno (Annifo e Capodacqua); uno a Castel Ritaldi, uno a Collazzone, due a Perugia (Perugia 2 a piazza Partigiani, Sant’Egidio); in provincia di Terni, invece, uno a Narni (Capitone), uno a Montecchio (a Melezzole); uno a Oriveto (Sugano), e uno a Terni (Collestatte). I Comuni presenteranno ricorso al Tar con la Regione che interverrà in supporto nel merito tecnico legale. La stessa Regione valuta anche l’ipotesi di rivedere la propria posizione di cliente di Poste.

“Poste Italiane – ha affermato l’assessore Bartolini – chiaramente sta interpretando in maniera molto strumentale i provvedimenti ministeriali e dell’AGCOM che disciplinano la materia. E lo fa senza tener conto che i parametri della dislocazione territoriale, dell’assenza di servizio di trasporto pubblico e dell’età anagrafica della popolazione, sono stati invece ritenuti validi da numerose sentenze a favore dei Comuni ricorrenti, emesse in questi ultimi tempi e lo stesso Consiglio di Stato, appena tre mesi fa, ha riconosciuto la validità di questi criteri. Non si è tenuto conto nemmeno della disponibilità espressa da alcuni Comuni di mettere a disposizione gratuitamente spazi di proprietà per l’ubicazione e dunque il mantenimento dell’ufficio postale. Ci sembra insomma una vera e propria forzatura quella che Poste Italiane intende mettere in atto dal prossimo 7 settembre – ha concluso l’assessore Bartolini. Forzatura che inevitabilmente produrrà disagi alle popolazioni interessate. Per questi motivi, la Regione continuerà la sua azione al fianco degli Enti Locali, Anci e singoli Comuni, che hanno già preannunciato ricorsi al Tar dell’Umbria per bloccare la riorganizzazione così come è stata proposta. Come Regione stiamo anche verificando i rapporti esistenti con Poste Italiane, di cui siamo un ‘cliente importante’, per valutare quali ulteriori azioni possiamo mettere in campo”.

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