Regione Umbria valorizza musei e luoghi di cultura con videogame

Già 140 musei hanno ispirato sviluppatori italiani e stranieri per creare videogiochi di indiscusso successo

Regione Umbria valorizza musei e luoghi di cultura con videogame

UMBRIA – “Tra gli strumenti di conoscenza e promozione dei musei e del patrimonio storico artistico si stanno facendo largo i videogames, anche la Regione Umbria,  attraverso il Servizio Musei archivi e biblioteche e grazie ai materiali presenti nel portale www.umbriacultura.it,  è impegnata ad arricchire la mappatura dei musei e dei luoghi di cultura che hanno caratteristiche interessanti per gli sviluppatori di videogiochi”: lo ha annunciato l’assessore regionale alla cultura Fernanda Cecchini.

“La Regione – ha spiegato Cecchini – ha infatti attivato una collaborazione con  Italian Videogame Program (Ivipro) – http://ivipro.it/it/home/ ), un progetto curato da un team di esperti di comunicazione e nuovi media che ha l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale italiano attraverso una mappatura di luoghi e storie che possono ispirare gli sviluppatori di videogames. La mappatura confluisce in un database che Ivipro mette a disposizione dei creativi e delle case di produzione di videogiochi,  così che questi possano trovare  ispirazione per ricostruire ambientazioni e scenografie o spunti videoludici nelle storie e negli oggetti proposti dai partner. Scopo della collaborazione – ha aggiunto – è anche di diffondere gli obiettivi del progetto e agevolare la partecipazione dei musei che desiderano incrementare il proprio potenziale videoludico attraverso iniziative correlate allo sviluppo del programma, con  il coinvolgimento dei cittadini e degli operatori culturali.

Molti musei umbri – ha sottolineato l’assessore – hanno già manifestato interesse per il progetto. Nei prossimi mesi verrà lanciata una campagna di sensibilizzazione e raccolta di segnalazioni, utili a costruire la strategia di valorizzazione del patrimonio museale umbro anche attraverso i videogiochi. L’iniziativa non riguarda solo i videogiochi che nascono per fini didattici, e che sono ormai  tra gli strumenti utilizzati per raggiungere il pubblico più giovane, ma anche quelli (Assassin’s Creed è il più conosciuto) che raggiungono milioni di giocatori grazie al loro potenziale di coinvolgimento emotivo ed a credibili ricostruzione di ambienti storici.  Il videogioco è un veicolo di storie e narrazioni dove si mescolano fiction e realtà – ha proseguito, con un grande potere evocativo capace di far conoscere luoghi e monumenti anche a persone distanti e che normalmente non frequentano siti culturali.

I videogiochi, inoltre, possono contribuire alle pratiche di accessibilità e inclusività, con la messa a disposizione di strumenti interattivi di esplorazione dei siti e di supporto a difficoltà sensoriali e cognitive. In questo quadro il patrimonio di storie, oggetti, luoghi e memorie presenti nei musei e negli altri luoghi della cultura dell’Umbria rappresenta  un potenziale inesauribile di spunti. In Italia – ha concluso Cecchini – , già 140 musei hanno ispirato sviluppatori italiani e stranieri per creare videogiochi di indiscusso successo che si richiamano più o meno direttamente ai luoghi o alle opere conservate”.

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