TURISMO, UMBRIA ALLA “BIT” DI MILANO, PRIMO PREMIO MIGLIOR ACCOGLIENZA

BIT 2014
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L’Umbria turistica ha vinto quest’anno il primo premio in Italia per la migliore accoglienza, accreditatogli da “Trivago”, un motore di ricerca specializzato, attivo in 40 paesi per circa 42 milioni di utenti, che seleziona le recensioni sulle strutture ricettive (dagli alberghi agli agriturismi, dalle pensioni alle dimore d’epoca), contenute nei portali di circa 200 partners. La cerimonia della premiazione (la notizia era già stata comunicata da “Trivago” alla Regione Umbria nei giorni scorsi) è avvenuta stasera presso lo “stand” dell’Umbria alla “Bit” (Borsa Nazionale del Turismo), che si è aperta a “FieraMilano”, alla presenza dell’assessore regionale al turismo Fabrizio Bracco: un “disco” di plexiglas, elegante opera di design, che incorona l’Umbria come la regione in cui l’accoglienza e qualità sono migliori, con un punteggio (82,7 su 100), grazie al quale la terra di San Francesco l’ha spuntata sull’Alto Adige e la Campania (l’anno scorso il riconoscimento fu assegnato al Piemonte).

“Che l’Umbria fosse una terra ricettiva e accogliente – ha scherzato Fabrizio Bracco, ricevendo il premio dalle mani di una rappresentante della “Trivago” – lo sapevamo già, ma – ha proseguito – un conto è pensarlo, un conto è che te lo dicano gli altri. Si tratta di un riconoscimento – ha detto – che premia la nostra regione, soprattutto gli imprenditori del settore, che con il loro impegno e passione tengono alto il nome dell’Umbria, e che ci incoraggia nella nostra azione”. “È uno stimolo per fare meglio – ha commentato Andrea Sfascia, presidente di Federturismo di Confindustria -, per impegnarci ancora di più, in un momento tutt’altro che facile e in cui c’è ancora molto da fare”. Simone Fettuccia, vicepresidente dell’Associazione Albergatori, anch’egli presente alla cerimonia, ha detto che il riconoscimento è “il frutto sia dell’impegno degli albergatori che del fattivo supporto assicurato dalla Regione”.

Nel corso di una conferenza-stampa, che è seguita alla premiazione, l’assessore Bracco ha quindi partecipato alla presentazione di “Umbria Lifestyle”, marchio di un nuovo “network” strategico, che raggruppa, in nome dello “stile di vita” e dello “Scopri l’arte di vivere”, cinque consorzi turistici: Umbria Convention&Events Bureau, Umbria&Francesco’s Way, Umbria&Bike, Umbria&Tastes e Umbria Culture, propongono, anche attraverso un nuovo portale, pacchetti di viaggio integrati e di qualità. Itinerari cicloturistici, naturalistici, enogastronomici, così come percorsi alla scoperta dei luoghi francescani, itinerari del benessere, dello sport e del “loisir”: l’Umbria viene presentata come una “destinazione multitematica”, in cui ciascuno può ritagliarsi il viaggio e la vacanza che lo appassiona. “Iniziative trasversali” – hanno sottolineato i responsabili di “Umbria Life Style”, che si avvale del sostegno di Confcommercio della provincia di Perugia e di Confindustria Umbria -, che hanno lo scopo di “moltiplicare le opportunità turistiche per quanti scelgano l’Umbria, come meta di vacanza, ma anche per ‘meeting’, viaggi ‘incentive’ e turismo congressuale”.

Ma non sono, nel turismo attuale, tutte rose e fiori. Gli assessori del Coordinamento interregionale per il turismo, presieduto da Mauro Di Dalmazio (Abruzzo) hanno stamani, in una conferenza-stampa alla “Bit”, duramente criticato l’assenza di una responsabile risposta da parte del Governo alle esigenze poste delle Regioni. “Le Regioni finora hanno supplito con le proprie risorse all’assenza del governo – ha detto, nel suo intervento, l’assessore della Regione Umbria Fabrizio Bracco -; sono le Regioni a reggere il peso maggiore del turismo, sul quale pendono gravi questioni aperte, come la riforma istituzionale legata al Titolo Quinto della Costituzione, che sembra tuttavia – ha aggiunto – solo un modo di sviare la discussione su una corretta cooperazione interistituzionale fra Regioni e Governo, che fughi ogni pulsione centralistica, sul ruolo dell’Enit, che dev’essere messo in grado di funzionare al meglio, e sul problema della perdita di quote del flusso turistico straniero”.

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