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Trasporti, in Commissione Assemblea il Piano regionale

Ferrovie e catorci a gasolio, ora basta! Dura lettera M5s a Umbriamobilità

Trasporti, in Commissione Assemblea il Piano regionale
“Integrazione ed efficientamento dei servizi, rilancio della Ferrovia centrale umbra con progetti concreti e realizzabili; migliore e più razionale ripartizione delle risorse per il trasporto pubblico locale; accrescere il ruolo dell’aeroporto regionale San Francesco di Assisi; sostanziale sì a Rigutino come collegamento all’Alta velocità”. Sono alcune indicazioni emerse stamani dall’audizione-seminario promossa dalla Seconda Commissione, presieduta da Giuseppe Biancarelli, a Palazzo Cesaroni, in merito al Piano regionale dei trasporti 2014-2024. Numerosi i soggetti intervenuti, sia istituzionali che in rappresentanza di sigle sindacali, associazioni, comitati.

È stato l’assessore regionale ai Trasporti, Giuseppe Chianella ad aprire l’incontro, sottolineando che il Piano rappresenta “uno strumento decennale con start-up quadriennale e periodi di revisione e monitoraggio triennali”.

Una presentazione sintetica del documento programmatico è stata effettuata dall’ingegner Stefano Ciurnelli, che ne ha curato la stesura, il quale ha ribadito come gli obiettivi principali sono quelli del miglioramento dell’accessibilità con l’aeroporto di Fiumicino, attraverso l’introduzione progressiva di collegamenti ferroviari diretti; del potenziamento dell’accessibilità all’aeroporto San Francesco di Assisi; del miglioramento dei collegamenti con la rete Alta velocità per Firenze e Roma. In merito alla nuova stazione Media Etruria, Ciurnelli ha ribadito la soluzione Rigutino (12 chilometri a sud di Arezzo).

Ciurnelli ha detto che in merito al Trasporto pubblico locale è previsto un piano di riprogrammazione con particolare attenzione verso la Fcu, con una precisa strategia di interventi per ottimizzare l’infrastruttura anche attraverso una integrazione con gomma.

La soluzione, come ha suggerito, potrebbe essere il Metrobus, un sistema treno-tram con una interoperabilità tra reti ferroviarie e tranviarie. Per il trasporto su gomma, Ciurnelli ha spiegato che “il 31 per cento delle corse trasporta da 1 a 5 passeggeri ed il 14 per cento tra 6 e 10. Ovvero, il 45 per cento dei servizi presenta meno di 10 trasportati e solo il 25 per cento trasporta oltre 30 passeggeri”. Da qui, è stata ribadita la necessità di un vero “efficientamento ed ottimizzazione dei servizi”. Interventi:

GIUSEPPE GERMANI (Sindaco Comune Orvieto): “Nell’Orvietano passa la tratta stradale più importante del territorio. In merito ai trasporti ferroviari auspichiamo un collegamento Perugia-Roma passante per Terontola e quindi per Orvieto come risposta alle reali esigenze di moltissimi pendolari. L’Alta velocità è importante intercettarla in interconnessione con la ferrovia lenta. La mobilità alternativa è bella ed importante, come ad esempio la nostra funicolare, ma va integrata all’interno del trasporto pubblico regionale e non come cassa di prelievo di risorse”.

LUIGI FRESSOIA (Presidente Italia Nostra): “Abbiamo esaminato il Piano in collaborazione a comitati che su questo tema si sono meglio distinti a livello propositivo, a partire dal comitato ‘Ultimo treno’, soprattutto per quanto riguarda la variante ferroviaria del raddoppio Orte-Falconara. In merito alle tratte urbane, bene la previsione del tram-treno, mentre il tram-bus, da esperienze vissute, non sarebbe una positiva soluzione. Per quanto attiene all’Alta velocità non siamo per niente isolati e non c’è bisogno di intercettarla in nessun dove, basterebbe fare quanto sperimentato in altre città, prevedere cioè una coppia di treni Freccia Rossa e Freccia Argento”.

ALESSIO TRECCHIODI (Comitato ‘Ultimo treno’): “Ricordo la mia contrarietà alla realizzazione del Minimetrò, a partire dall’alto costo di gestione, e così si è poi verificato. La Ferrovia Centrale Umbra rimane ancora una risposta importante, soprattutto se legata a materiale rotabile tram-treno. Anche la stazione di collegamento allAlta velocità Media Etruria a Farneta era una mia idea. Tornare a parlare poi con concretezza della variante Orte-Falconara, passante per l’aeroporto e Gubbio è una nostra vittoria. Bisogna investire sulla ferrovia con caratteristiche di maggiore velocità e con più flussi. All’Umbria serve una ferrovia per l’Alta velocità di secondo livello”.

STEFANO CHIOCCHINI-MARCO BOCCIARELLI (Studi tecnici) hanno presentato un progetto sulla trasformazione della FCU in metropolitana di superficie tram-treno. “L’esperienza della metropolitana di superficie, attuata a Firenze ha abbattuto il numero delle auto in centro di 15mila unità. L’utente gradisce molto di più il trasporto su ferro che su gomma, per una maggiore sicurezza e per i tempi certi di spostamento. Il nostro progetto si basa su un veicolo bimodale, in grado di percorrere sia la linea ferroviaria che quella tranviaria”. ANTONIO GENTILI (Dirigente Comune Assisi): “Approfondire meglio la distribuzione delle risorse derivanti dal fondo nazionale dei trasporti. Prevedere, in questo momento storico, la mobilità alternativa all’interno del Tpl vorrebbe dire togliere fondi per altri servizi su gomma. La mobilità alternativa va finanziata in altro modo. Diciamo no a sistemi alternativi senza ricavi di esercizio. In merito alla distribuzione delle risorse vanno meglio spiegati gli indici. Nel Piano non si tengono in considerazione i ricavi di esercizio”.

FAUSTO SCRICCIOLO (Sindaco Città della Pieve): “Per la stazione di collegamento all’Alta velocità si punta su Rigutino perché la distanza tra la linea Av e quella normale è di 80 metri, quando ci sono territori in Umbria dove questa distanza è pari a zero e che collegano ben quattro province, sono a 40 chilometri da Perugia e a 5 chilometri di distanza da due caselli autostradali. Parliamo di un’area che accoglie un milione di turisti ogni anno. Per questo il punto di collegamento all’Alta velocità va rivisto”.

LEONARDO NALDINI (Dirigente Comune Perugia): “È importante chiarire la ripartizione delle risorse del fondo regionale, perché attualmente è iniqua. Ci sono Enti locali che non mettono un solo euro per il Tpl ed altri, che da soli, prevedono risorse maggiori di tutti gli altri messi insieme. Perugia ha un finanziamento per i trasporti su gomma che non raggiunge il 60 per cento. A livello nazionale si sta predisponendo un piano di riprogrammazione che prevede numeri chiari per poter usufruire di contributi per il Tpl. Perugia su 100 euro di spesa ne incassa 28, in altri si è poco sopra lo zero. La Regione continua a spendere troppi soldi per linee senza utenza, quando ci sono bacini con decremento dell’offerta perché non in grado di finanziarsi, ma con potenzialità numerica enorme. Elemento fondamentale del Piano è capire le necessità del Comune di Perugia. In merito alla mobilità alternativa, per alcune realtà è determinante per l’offerta di trasporto pubblico. Bisogna prevedere un minimo di tre milioni di euro annui per il funzionamento della mobilità alternativa”.

VANIO BROZZI (Pd Bastia Umbra): “Non bisogna fare gli stessi errori del passato. Manca una fotografia illustrativa del precedente Piano per quanto concerne soprattutto il trasporto ferroviario, per il quale non possiamo che sottolinearne un peggioramento, a livello di qualità del servizio, rispetto al passato. Gli umbri hanno diritto di arrivare in orario a destinazione, per questo servono treni idonei anche per la rete dell’Alta velocità. In merito alla stazione di collegamento con l’Alta velocità deve essere individuata in moda tale da poterci arrivare in treno”.

GIOVANNI BONTEMPI (Sindaco Nocera Umbra): “Confermo il documento sottoscritto da tutti i sindaci della Fascia appenninica per il mantenimento del progetto originario del raddoppio ferroviario Orte-Falconara che dovrebbe attraversare questo territorio. Si tratta di un progetto particolarmente importante per un’economia territoriale già particolarmente fragile. Un problema del territorio è rappresentato da un’opera incompiuta come il Traforo del Cornello, già realizzato nella parte marchigiana con l’Umbria che non ha invece mai dato inizio ai lavori. Di conseguenza non è stato realizzato l’importante svincolo di collegamento della Flaminia all’altezza di Nocera nord, lasciando così isolata la zona industriale ed artigianale del nostro comune. Per questo chiedo che i lavori per lo svincolo possano essere previsti nel Piano”.

CRISTIANO TARDIOLI (Filt-Cgil): “Condivisibile l’impostazione del Piano. È giusto riequilibrare le risorse del Fondo tenendo conto delle problematiche del capoluogo. La mobilità alternativa è diventata sostitutiva dei servizi di trasporto e di questo bisogna tenerne conto, perché c’è collegato anche un problema occupazionale. A Perugia era necessaria una diversa politica sui parcheggi. In merito all’infrastruttura ferroviaria, la situazione è drammatica. Diminuiscono i passeggeri. Su Fcu bisogna intervenire per far fronte al gap manutentivo e prevedere treni idonei per lo svolgimento del servizio. Bisogna mettere da parte i campanilismi e prevedere un nuovo materiale rotabile. Per quanto riguarda il Lago Trasimeno, la Provincia finanziava 200mila euro annui per la manutenzione delle sponde del lago. Si tratta di un problema di decoro ed immagine, ma anche e soprattutto di sicurezza per l’attracco dei battelli. Sulla viabilità, bene il progetto per il Nodo di Perugia, ma bisogna intervenire anche sul gap manutentivo della rete stradale esistente”.

ALESSANDRO EMILI (Uil trasporti): “Auspichiamo che si possa presto discutere su questioni reali. Va prevista una programmazione unica e condivisa senza divisioni tra territori con l’obiettivo di uscire dall’isolamento attuale. Bisogna puntare sul ruolo dell’aeroporto anche attraverso l’integrazione con la ferrovia. Per il collegamento con l’Alta velocità va bene quanto previsto. Per il trasporto ferroviario interno e Tpl è fondamentale una ottimizzazione dei servizi, garantendo risposte adeguate all’intero territorio regionale. Infine è necessario dare una svolta alla Fcu perché asse portante del trasporto regionale”.

GIANLUCA GIORGI (Fit Cisl): “Giudizio positivo su questo Piano, come lo è stato per quello precedente al cospetto di un contesto economico e finanziario particolarmente difficile. Va rilanciato con forza sia l’aeroporto che la ferrovia puntando ad una utenza esterna. In passato è stata privilegiata l’infrastruttura stradale rispetto a quella ferroviaria. Dobbiamo preoccuparci ed intervenire su Trenitalia perché sembra stia tagliando in Umbria due treni, il primo e l’ultimo della giornata, per il collegamento con Fiumicino. Per la Fcu bisogna predisporre progetti realizzabili e finanziabili. La scelta di Rigutino per il collegamento con l’Alta velocità mi sembra appropriata. Bisogna guardare a Terni come punto di riferimento per lo sviluppo dell’Italia centrale, sia a livello politico che sanitario, in considerazione soprattutto delle difficoltà oggettive e generali che sta vivendo la Capitale”.

PIERINA LODOVICHI (Coordinatrice Forza Italia Castiglione del lago): “Chiediamo che nel Piano regionale dei trasporti venga ricompresa una variante stradale utile a decongestionare il traffico all’interno del centro abitato di Castiglione del Lago e quindi per la sicurezza dei cittadini. Una esigenza frutto di una apposita petizione popolare”. UMBERTO RICCI (Federconsumatori): “Il trasporto ferroviario è già di per se una mobilità alternativa, per questo va potenziato ed incentivato. A Terni la Fcu è in condizioni drammatiche. Per il tragitto Terni-Perugia occorrono due ore. Serve più rapidità nei collegamenti. È necessario anche prevedere interventi sulla strada Spoleto Terni (ss Flaminia) perché molto pericolosa e dove quasi giornalmente avvengono incidenti, molti dei quali particolarmente gravi o mortali. La città di Terni va vista come punto di riferimento per una Capitale che sta esplodendo. Necessario quindi rafforzare ogni asse di collegamento”.

SCHEDA SINTETICA DEL PIANO REGINALE DEI TRASPORTI 2014-2024 Per quanto attiene alla modalità aerea si punterà al miglioramento dell’accessibilità ferroviaria all’aeroporto di Roma Fiumicino, ad affermare il ruolo dell’aeroporto ‘San Francesco’ all’interno del bacino ‘Centro Italia’ sia come scalo per il traffico turistico e business, sia come scalo sussidiario rispetto al sistema aeroportuale di Roma per il traffico low cost. Gli obiettivi previsti per la modalità ferroviaria riguardano il miglioramento dell’accessibilità alla rete Alta velocità da parte del bacino centro-settentrionale dell’Umbria, attraverso la realizzazione di una fermata nel tratto Roma-Firenze a sud di Arezzo. Le ipotesi per la stazione ‘Medioetruria’, emerse all’interno di un tavolo comune tra le Regioni Umbria e Toscana e Trenitalia, portano a Rigutino (12 km a sud di Arezzo). Tra gli altri obiettivi previsti nel documento, il collegamento ferroviario verso il nodo Alta velocità di Roma; l’accessibilità all’aeroporto ‘San Francesco’ da parte del bacino regionale da e per Roma/Firenze; l’accessibilità verso l’hub aeroportuale di Roma Fiumicino.

In merito alla modalità stradale si punta a migliorare l’accessibilità alle reti centrali trans-europee di trasporto terrestre e marittima; migliorare le caratteristiche prestazionali e di sicurezza della rete stradale di interesse nazionale; affermare il ruolo della ‘Piattaforma Logistica Umbra’ come sistema a servizio di tutto il bacino del Centro Italia; garantire adeguati livelli di fluidità e di sicurezza della viabilità primaria in corrispondenza del nodo di Perugia.

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