Umbria mobilità … Bus Italia dopo il danno … la beffa

UMBRIA MOBILITA’ … BUS ITALIA DOPO IL DANNO … LA BEFFA! L’Unione Sindacale di Base ha già denunciato e condannato, in un precedente comunicato, la scelta scellerata che ha portato le Amministrazioni della nostra regione a “spalmare” sui territori i tagli lineari ai servizi pubblici, imposti dai vari governi, ultimo quello di Renzi, colpendo anche fondamentali diritti di cittadinanza, come quello della mobilità. I tagli delle corse di TPL e l’aggravio del loro costo, finiscono inesorabilmente per ricadere sulle classi più deboli e svantaggiate, che stanno sopportando il drammatico peso della crisi che ha travolto il nostro Paese.

Al quadro sconcertante del continuo depauperamento dei servizi pubblici, si aggiungono i problemi sofferti dai lavoratori, stretti nelle maglie di una sempre più forte contrazione di diritti e tutele, con una caduta verticale delle proprie condizioni lavorative e di vita. In Bus Italia è ormai in vigore un nuovo “Accordo” che, di fatto, comporta un arretramento di quarant’anni delle condizioni dei lavoratori! Un accordo reso possibile dalla complicità dei sindacati Confederali ed Autonomi che non hanno esitato, con questo atto, a svendere i diritti dei lavoratori dell’Azienda, e non hanno fatto la doverosa opposizione, nemmeno al duro taglio ai servizi per i cittadini.

L’estrema flessibilità richiesta con un “nuovo” orario di lavoro, che prevede anche un aumento giornaliero di 30 minuti, la defalcazione dei riposi annui, l’obbligo di svolgere mansioni di controllori, sia sulle linee Urbane che Extraurbane, senza porsi minimamente il problema della sicurezza dei lavoratori (si ricordino le recenti aggressioni ad autisti dell’ATAC a Roma…), tutto questo mentre si continuano a tagliare i servizi e ad aumentare le tariffe per la cittadinanza. Ciò è inaccettabile! L’USB lancia un appello affinché i cittadini/utenti ed i lavoratori si attivino insieme, per cancellare questo pessimo accordo che colpisce le condizioni materiali dei lavoratori e per rivendicare il diritto alla mobilità, a servizi efficienti e con costi che tengano conto anche e soprattutto delle fasce più deboli e svantaggiate! E’ indegno aver deciso di colpire le famiglie con figli a carico, aver reso maggiormente oneroso il servizio i nuclei familiari con più figli in età scolare, aver tagliato le corse condannando alcuni territori all’isolamento! Tutto questo significa colpire i diritti fondamentali di cittadinanza!

Il trasporto pubblico locale e regionale riveste fondamentale importanza per la vita economica, sociale e produttiva dei nostri territori e del Paese tutto. E’ necessario attivare il conflitto per poter restituire dignità ai lavoratori e garantire un servizio efficiente ed economico ai cittadini, contrastando in ogni modo la filosofia del “lucro” ad ogni costo! Basta privatizzazioni, riduzione e tagli dei servizi, aggravi di costi per i cittadini , compressione di diritti, salari e sicurezza per i lavoratori!

I lavoratori dei trasporti non vogliono più accettare lo stato di degrado in cui sono stati abbandonati dalla latitanza dei Governi e delle Istituzioni locali, dalla mala gestione nelle Aziende Pubbliche e dai miseri fallimenti delle privatizzazioni, dall’assenza di controlli da parte degli Enti preposti.

Non è più possibile lasciar degenerare le vertenze nelle singole realtà aziendali; la difesa dei servizi pubblici essenziali come i trasporti, l’igiene ambientale, la sanità, la scuola, i servizi sociali e per l’infanzia, è una battaglia generale, dei lavoratori e dei cittadini tutti, perché la crisi economica e sociale non avrà fine se i temi del lavoro, dell’occupazione, del reddito, dei diritti sociali e di cittadinanza, dei servizi pubblici per tutti, non ritroveranno dignità ed attenzione al centro di una politica economica che guardi ai reali e urgenti bisogni delle persone in carne ed ossa, e non ai profitti. ATTIVIAMOCI!

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