Frecciarossa da Perugia Milano solo alle ore 5 del mattino? Ecco perché

Mancano i treni, servono infrastrutture migliori e lo dice lo stesso assessore

Frecciarossa da Perugia Milano solo alle ore 5 del mattino? Ecco perché

Frecciarossa da Perugia Milano solo alle ore 5 del mattino? Ecco perché

di Morena Zingales
PERUGIA – In tanti si domandano perché quell’orario e non un altro. Qualcuno ha commentato uno dei nostri articoli proponendo di modificare l’orario di partenza del Frecciarossa 9500 da Perugia, non più alle 5.15, ma in pieno giorno. L’assessore ai trasporti, Giuseppe Chianella risponde che si tratta di una sperimentazione e «solo all’esito positivo dei risultati quantificabili in un numero adeguato di passeggeri, opportunamente confrontati con i costi sostenuti, potrà diventare definitivo».

E’ bastato guardare l’orario nel sito internet di Trenitalia e capire come mai si è scelto quello delle ore ore 6.11 da Arezzo e non un altro.

Semplice, è l’unico! Non ci sono altri treni Frecciarossa 9500 che partono da Arezzo e diretti a Milano. Tutti gli altri treni in partenza da Arezzo presentano dei cambi a Firenze Santa Maria Novella o a Bologna. Sono semplici treni regionali veloci o Intercity in direzione nel capoluogo toscano o emiliano per poi cambiare e diventare Frecciarossa.

Quindi il 9500, diretto e senza cambi da Arezzo a Firenze, è uno solo, non ce ne sono altri. Ecco perché la sperimentazione deve necessariamente essere fatta solo con quello, arretrandolo quindi alla stazione di Perugia con partenza alle ore 5.15, per poi arrivare regolarmente ad Arezzo alle ore 6.11 e quindi proseguire.

Come mai serve un’ora da Perugia ad Arezzo con Frecciarossa 9500? Non dovrebbe essere più veloce? Anche con il regionale veloce si impiega un’ora e allora? Questo fa presumere che le infrastrutture non siano nelle condizioni adatte per far transitare un Frecciarossa 9500 e che quindi andrebbe a una velocità ridotta come il regionale veloce. Tanto vale recarsi con l’auto ad Arezzo e prenderlo da lì.

Mancano i treni, servono infrastrutture migliori e lo dice lo stesso assessore Giuseppe Chianella: «Occorre puntualizzare che la tipologia di servizio che si prevede di istituire non è annoverabile in senso stretto come un servizio di Alta Velocità in quanto le caratteristiche dell’infrastruttura, anche se percorsa da materiale rotabile di nuovissima generazione, non consente standard prestazionali di tale livello per tutto il tratto che precede l’immissione in direttissima».

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