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73 milioni di euro per il Nodo di Perugia, lo ha comunicato Marini

un'opera prioritaria per la Regione è l'adeguamento della E45

73 milioni di euro per il Nodo di Perugia, lo ha comunicato Marini

73 milioni di euro per il Nodo di Perugia, lo ha comunicato Marini PERUGIA – La Prima e la Seconda commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presiedute da Andrea Smacchi e Eros Brega, si sono riunite in maniera congiunta per ascoltare la Presidente della Giunta, Catiuscia Marini, e l’assessore Giuseppe Chinella, sulle prospettive e sulla valorizzazione delle infrastrutture regionali. Dall’audizione è emerso che ci sono 73milioni di euro per la parte del nodo di Perugia che riguarda lo svincolo di Collestrada, 50milioni per le infrastrutture umbre danneggiate dal terremoto, 100 milioni per la messa in sicurezza dell’E45, 76milioni per la Pian D’Assino, 51 milioni per l’infrastruttura Fcu. Inoltre la Perugia-Ancona sarà totalmente aperta entro il 2017 e che ci sono 114milioni per il raddoppio della galleria di Casacastalda.

La presidente Marini ha spiegato che “un’opera prioritaria per la Regione è l’adeguamento della E45. Messe da parte le idee faraoniche della legge obiettivo, il Governo ha raccolto le indicazioni delle Regioni, le nostre in particolare, programmando un investimento per l’adeguamento della Orte-Mestre per 1,6 miliardi, con un contratto di programma con Anas.

NODO DI PERUGIA

Dentro la riqualificazione della E45, che rappresenta un impegno finanziario storico, abbiamo chiesto di affrontare il NODO DI PERUGIA, nel tratto Madonna del Piano-Collestrada: ci sono 73 milioni di euro stanziati da Anas per Collestrada e riguardano l’adeguamento dell’intera zona, degli svincoli di accesso, e d’intesa con il Comune di Perugia anche delle infrastrutture parallele.

Chi proviene da Foligno e va alla zona commerciale di Collestrada dovrà avere una viabilità parallela e autonoma. Siamo in una fase avanzata di quel tratto del nodo, perché Anas ha affidato a uno studio di progettazione lo studio di fattibilità dell’adeguamento del nodo, da portare poi in partecipazione con gli enti interessati.

Dopo 15 anni di discussioni sul nodo di Perugia, il lavoro programmatorio si traduce in un atto importante per il capoluogo e per l’Umbria. La parte del nodo tra Madonna del Piano-S.Andrea delle Fratte, il cui costo stimato dovrebbe essere inferiore ai 300milioni di euro, è stato indicato dall’Umbria, nell’accordo Stato Regioni, come priorità delle priorità del sistema di infrastrutture viarie umbre.

La Regione ritiene che prima di fare qualunque altra strada, la priorità sia chiudere il nodo di Perugia. Per questo l’abbiamo fatto inserire nell’accordo di programma tra Regione Umbria e ministero la progettazione e realizzazione di una strada ex novo. Forse non ne vedremo il completamento entro la fine della legislatura, ma consegniamo all’Umbria un impegno importante, con risorse certe e una programmazione definita.

TERREMOTO

TERREMOTO. Per la prima volta il Governo non sta pensando solo all’emergenza, con la riparazione dei danni e la riapertura della viabilità compromessa dal sisma e la sua messa in sicurezza. Ma le Regioni interessate dal sisma, a partire dall’Umbria, insieme ai sindaci, hanno chiesto anche delle scelte di tipo strategico. In particolare va affrontato il tema strategico del collegamento tra Umbria e Marche.

Il Governo ha dato disponibilità finanziaria e programmatoria non solo per gestire l’emergenza, ma anche per fare scelte strategiche. Che per noi sono principalmente la messa in sicurezza e l’adeguamento del tracciato della Tre Valli.

La Regione vuole cogliere questa occasione difficile non solo per fare la gestione dell’emergenza, rimettendo in piedi viabilità ora chiusa, ma anche per fare scelte strategiche INFRASTRUTTURE VIARIE. Stiamo portando avanti una pianificazione importante che stiamo attuando interamente.

Un punto strategico è il completamento della Quadrilatero. Le nostre scelte hanno consentito di aprire il tratto umbro della Perugia-Ancona contemporaneamente alla Foligno-Civitanova, e costruire il finanziamento per il raddoppio.

Entro la fine del 2017 sarà completato il tratto marchigiano, con l’apertura dell’intera Perugia-Ancona. Inoltre nell’accordo di contratto di programma Anas 2015-2019 è stato finanziato interamente il completamento del tratto di Valfabbrica-Schifanoia che prevede il raddoppio della galleria di Casacastalda e dei tratti intorno, con due stralci funzionali di 42 e 72milioni di euro.

  • Il Governo, inoltre, ha finanziato altri stralci della Pian D’assino, in particolare con 76milioni per il tratto Mocaiana-Bivio Pietralunga mentre gli altri 2 stralci sono programmati e non finanziati.

Per la MESSA IN SICUREZZA E L’ADEGUAMENTO DELLA E45 c’è già un PRIMO STRALCIO DI 100MILIONI di euro che è già in capo ad Anas che sta usando i soldi per lotti funzionali. Inoltre c’è il tema dell’adeguamento della Terni-Orte, che è un’altra delle nostre priorità, a partire all’uscita dall’autostrada e l’innesto sull’E45, che attualmente non risponde alle nostre esigenze.

  • Nell’accordo, inoltre, c’è il completamento della Orte-Civitavecchia, che il Governo ha finanziato interamente.

La Terni-Rieti sarà completata entro il 2017. FERROVIE. Ci sono 51milioni di euro per l’ammodernamento e la messa in sicurezza dell’intera infrastruttura Fcu.

Questo ci permette di fare i lavori per introdurre elementi di sicurezza per l’adeguamento agli standard di Rfi. Così è possibile una gestione integrata del nostro sistema ferroviario, che ci permetterà di connettere in forma semicircolare il sistema su ferro umbro.

Stiamo ragionando di portare le nostre ferrovie nel sistema Rfi, per una gestione dell’infrastruttura unica, con standard unici.

AEROPORTO

AEROPORTO. Sul San Francesco la Regione ha fatto negli anni un lavoro straordinario e importante: abbiamo finanziato la realizzazione dell’aeroporto, ammodernamento le piste, e i servizi connessi con 47milioni di euro, di cui 15 a carico del bilancio regionale.

La Regione ha creduto molto nell’aeroporto e forse ha tenuto in piedi la Sase, che ricordo non è totalmente regionale, ma tramite Sviluppumbria ne deteniamo circa un terzo.

Il San Francesco è aperto e funziona, la Sase non ha rappresentato un problema finanziario per le società che la partecipano a differenza di molte altre situazioni similari di aeroporti che sono intorno a noi. Noi ci stiamo investendo anche per sostenere lo sviluppo dei voli, con 700 mila euro all’anno negli ultimi 4 anni, e con un impegno per il prossimo triennio di un milione di euro all’anno”.

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