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TERNI – NARNI, BAYER, ROSSI (PD) SU IPOTESI CHIUSURA NERA MONTORO

Gianluca Rossi
Gianluca Rossi
Gianluca Rossi

(umbriajournal.com) TERNI-NARNI – “Le notizie della possibile chiusura della Bayer di Nera Montoro sarebbe un nuovo colpo all’economia locale e regionale. E’ diventata ormai una preoccupante consuetudine quella di incassare colpo su colpo la chiusura dei siti industriali umbri da parte delle multinazionali, che abbandonano al loro destino i lavoratori e le produzioni d’eccellenza”. Così il senatore del Partito Democratico Gianluca Rossi, nel commentare la notizia di una possibile chiusura dello stabilimento della Bayer di Nera Montoro.

“Alla Bayer i lavoratori sono giovani, istruiti e specializzati – prosegue Rossi – la qualità del loro prodotto è elevata, così come l’innovazione tecnologica che realizzano all’interno. Cosa manca loro per sfondare sul mercato mondiale? Nulla che possano reperire da soli. Infrastrutture che consentano di abbassare il costo del trasporto, abbassamento del costo dell’energia, semplificazione burocratica. Chi è preposto a fornire questi elementi?”

Il senatore democratico spiega: “La politica, le istituzioni locali, il governo, non possono più stare al capezzale delle aziende che chiudono e dei lavoratori che precipitano nella disoccupazione. Non è accettabile il rischio del venir meno di aziende di qualità nel settore chimico, che caratterizzano il nostro territorio. Dobbiamo saper offrire soluzioni onnicomprensive, che contemplino tutti i fattori critici fin qui messi all’indice”.

Rossi conclude sottolineando: “ Per chi avesse dubbi a riguardo, mi riferisco ovviamente al fatto che è sempre più manifesta l’esigenza per l’area di Terni-Narni dell’attivazione di strumenti a supporto di carattere non ordinario. Si accumulano infatti le evidenze che dimostrano come le nostre aziende, così come le multinazionali radicate nel nostro territorio, patiscono l’assenza di infrastrutture efficienti, elevati costi energetici, carenza in investimenti in ricerca ed innovazione, qualitá ambientale. Per i ‘detrattori dell’area di crisi complessa’ mi sembra diventi sempre più difficile dimostrare il contrario, offrendo valide e reali alternative”.

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