Tartufo patrimonio Unesco, Sereni, nella candidatura tutto il valore di una terra

Vicepresidente Camera per designazione a patrimonio immateriale umanità

Tartufo patrimonio Unesco, Sereni, nella candidatura tutto il valore di una terra

La presentazione della candidatura del tartufo all’Unesco quale patrimonio immateriale dell’Umanità è la piacevole conclusione della Mostra “In volo sull’Umbria” che chiuderà i battenti venerdì. Credo si possa dire che le foto aeree della nostra bellissima terra, catturate dal maestro Ficola, in queste settimane abbiano conquistato tutti coloro che hanno avuto l’occasione di vederle qui alla Biblioteca della Camera dei Deputati. Per questo, grazie alla collaborazione dell’Associazione Metamorfosi, nelle prossime settimane la mostra si sposterà ad Amalfi, dal 21 luglio al 10 settembre, e tornerà in Umbria, a Spoleto, dal 6 al al 30 ottobre. Voglio ricordare che le foto si possono acquistare e che il ricavato sarà destinato al restauro di un’opera d’arte danneggiata dal terremoto dello scorso anno”.

 Lo ha detto la vice presidente di Montecitorio Marina Sereni, aprendo l’incontro di presentazione della candidatura che si è svolto presso la sala del Cenacolo della biblioteca della Camera con la partecipazione, tra gli altri del presidente dell’Anct Michele Boscagli, la segretaria generale del Mibact Antonia Pasqua Recchia, e il sottosegretario al Ministero dell’Interno Gianpiero Bocci.

“Così come le foto di “In volo sull’Umbria” intendono mostrare la bellezza dei borghi e dei paesaggi del ‘cuore verde’ d’Italia, la candidatura della ‘Cerca e cavatura del Tartufo in Italia’ a patrimonio immateriale dell’umanità, promossa dall’Associazione Nazionale Città del Tartufo (Anct) e inviata qualche mese fa dal Mibact all’Unesco, evidenzia il valore delle tradizioni, della cultura, delle leggende che uniscono i territori e le comunità locali in cui si pratica da sempre la ricerca del tartufo ”.

La candidatura – ha concluso – ha il duplice pregio della dimensione nazionale, mettendo insieme 53 città di 14 regioni del nostro Paese, e di un forte radicamento nella storia e nelle identità locali, e questo la rende una proposta che può arrivare a buon fine perché risponde perfettamente agli obiettivi dell’Unesco.”

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