Tabacco, la filiera impegnata a livello europeo a difesa del settore

Oriano Gioglio
Oriano Gioglio

Più attenzione alle tematiche ambientali e più risalto al valore economico del comparto – Oriano Gioglio (Unitab): Unire le forze per avere più voce in capitolo tra le istituzioni

(Avi News) – Bruxelles, 13 giu. – Convocate dal presidente della Confederazione dei produttori di sigarette della Comunità europea (Ceccm) Giovanni Carucci, tutte le organizzazioni europee della filiera del tabacco si sono riunite a Bruxelles per ragionare su come si debbano muovere unitariamente per fare, con maggiore successo, attività di lobbying. “Vogliamo innanzitutto – ha spiegato Oriano Gioglio, presidente dell’Unione dei tabacchicoltori (Unitab) – rendere pubblica la nostra esistenza e far capire il valore aggiunto che il settore offre alle comunità e alle economie locali. Dobbiamo ricostruirci un’immagine nuova che tenga conto delle sensibilità dell’opinione pubblica. Anche il nostro comparto ha preso coscienza delle problematiche ambientali e paesaggistiche e le sta affrontando con grande attenzione. Non dobbiamo vergognarci del nostro lavoro di cui, anzi, siamo orgogliosi. Per questo desideriamo coinvolgere i cittadini e la politica, puntando sulla qualità delle lavorazioni agricole, sulla loro tracciabilità e certificazione. Il tabacco e il fumo sono prodotti come gli altri della nostra società”.

Le iniziative. In questo senso va la proposta lanciata durante il meeting di organizzare entro l’anno un grande evento promozionale proprio nella capitale belga e di realizzare delle pubblicazioni che mettano in luce il valore della catena del tabacco.

Unità. “Le realtà ‘anti tabacco’ – ha aggiunto Gioglio – hanno sempre più voce in capitolo tra le istituzioni europee e nazionali. Ma, mentre nei singoli Paesi resta comunque vivo un contatto fra istituzioni, industria e produzione agricola, a Bruxelles troviamo sempre più porte chiuse. Nella Commissione e nel Parlamento europeo aumenta il numero di coloro che non vogliono incontrarci e sentire ciò che abbiamo da dire. Da qui l’esigenza ormai improrogabile di muoverci tutti insieme per dare più forza alle nostre istanze”.

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