Stampa 3d, con il Tucep le nuove frontiere della tecnologia in umbria

(umbriajournal.com) by Avi News FOLIGNO – Aumentare la prestazione e la personalizzazione degli oggetti, che con tecnologie tradizionali non sarebbero realizzabili, invertire la delocalizzazione della loro produzione e valorizzare così la proprietà intellettuale di chi investe nella ricerca. Sono solo alcuni dei vantaggi della progettazione, o riprogettazione, con stampa 3d, già ampiamente utilizzata in Umbria, di cui si è parlato giovedì 18 settembre, a Foligno, nella giornata promossa dal Tucep (Tiber Umbria comett education programme), in collaborazione con il Dipartimento di ingegneria dell’Università degli Studi di Perugia e Confindustria Umbria. Il Cnos-Fap Casa del ragazzo ha ospitato un corso breve sul tema della ‘Manifattura additiva: un’opportunità per la crescita dell’industria meccanica, manifatturiera e biomedica’, rivolto a tutti, soprattutto a studenti e docenti, durante il quale rappresentanti di importanti aziende nazionali (Cad Manager, Avio Aero, General electric oil & gas) e locali (Dimension 4 e Umbra group) hanno parlato delle applicazioni industriali della nuova tecnologia che consente di produrre un oggetto solido, impiegabile nei campi più disparati: dalla meccanica motoristica e aeronavale alla biomedicina, fino all’artigianato artistico e al design. “Abbiamo voluto raccontare qualcosa che sta nascendo – ha detto Gianluca Rossi, presidente del Tucep e del corso di laurea in Ingegneria meccanica dell’ateneo perugino – e l’abbiamo voluto fare con i giovani, i nuovi progettisti di domani. Le più importanti aziende mondiali stanno investendo in maniera notevole su questa tecnologia. Un recente rapporto di Confindustria la annovera tra le poche cose che stanno crescendo anche in questo Paese e, nel nostro piccolo, stiamo cercando di investirci anche noi”. Al tavolo, dopo i saluti del vescovo di Foligno Gualtiero Sigismondi e di Umberto Desideri, direttore del Dipartimento di ingegneria dell’Università degli studi di Perugia, si sono succeduti, tra gli altri, gli interventi di Carolina De Fazio di Avio Aero, Giovan Battista Semplici di Cad Manager, Lorenzo Lorenzi di Ge oil & gas, Andrea Bucci di Dimension 4 e Federico Perni di Umbra Cuscinetti, che oltre a presentare le proprie aziende hanno illustrato l’uso della manifattura additiva nei vari settori di competenza.

“La nostra azienda – ha detto De Fazio – si sta specializzando nella policy aeronautica e spaziale. Le competenze di Avio Aero nell’‘e-manufacturing’ trovano inoltre applicazioni nel settore del ‘racing’, come per esempio nell’idraulica-pneumatica, nelle sospensioni e componenti aerodinamiche in generale”. “Il settore sul quale ci stiamo focalizzando – ha spiegato invece Bucci della tifernate Dimension 4 – è quello biomedicale, ma non solo, in cui abbiamo fatto un percorso di formazione e acquisito un software specifico che ci consente di realizzare dispositivi individuali, tra cui protesi, calibrati sulle esigenze del singolo paziente, senza un aggravio di costi”. Durante la giornata è stata messa a disposizione anche una stampante 3d di tipo professionale che riesce cioè a replicare con precisione, tutte le volte, gli stessi oggetti, come ha spiegato Semplici di Cad Manager. “Queste macchine – ha detto – lavorano col concetto della produzione additiva, contrariamente alla tecnologia tradizionale in cui il materiale viene asportato invece che apportato. Si fornisce alla macchina la geometria dell’oggetto che si vuole realizzare e lei calcola il percorso degli ugelli per depositare il materiale soltanto dove serve. Una delle novità che questa tecnologia fornisce è di svincolare il progettista dalle tecnologie tradizionali, consentendo di realizzare qualunque forma ideata”.

 

Maria Galeone

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