SOLUZIONI DEL GOVERNO, OK DELLA CISL MA PIU’ ATTENZIONE AI PENSIONATI

congresso-cisl-6“Le soluzioni economiche e sociali adottate dal Governo vanno nella direzione giusta. Ma non si può pensare di fare distinguo iniqui tra lavoro dipendente e pensionati”. A sostenerlo il segretario generale regionale Cisl Umbria Ulderico Sbarra e il segretario generale regionale Fnp Cisl Umbria Giorgio Menghini che sottolineano che “un aumento di 83 euro netti mensili, per le categorie di lavoratori interessate, corrisponde a un rinnovo di contratto nazionale di lavoro della durata di tre anni. Da questa giusta direzione che punta a rilanciare i consumi, però, non possono essere esclusi i pensionati, soprattutto quelli con pensione minima o comunque al di sotto di millecinquecento euro”.

In Umbria, dati alla mani (forniti alla Cisl dall’Inps), sarebbero esclusi anche da un’eventuale ma non probabile rimodulazione dell’Irpef il 40, 5 per cento dei pensionati umbri. Ossia coloro che hanno una pensione al di sotto dei 500 euro mensili, dal momento che solo chi ha una retribuzione al di sopra dei 654 euro può essere agevolato dalla rimodulazione in questione. Questo alla luce di un quadro ben delineato dal sindacato cislino: al gennaio 2013, il 72,3 per cento dei pensionati percepiva un’entrata al di sotto dei mille euro.

“Per questo – sottolineano Sbarra e Menghini – diviene necessario dare un segnale forte anche ai pensionati, soprattutto quelli che percepiscono entrate mensili basse”.

Per aiutare queste persone e le loro famiglie, secondo il sindacato, andrebbe avviato un processo di revisione delle pensioni d’oro, ma anche quelle d’argento, per favorire quelle basse e permettere, in un principio di ripartizione solidale, in modo più diffuso possibile di arrivare alla fine del mese, senza elemosinare assistenza sociale.

“Forse – concludono i due sindacalisti – qualcuno si scorda che penalizzare i pensionati in molti casi significa colpire le famiglie ormai troppo spesso vittime di forte disagio economico, occupazionale e quindi sociale”. Per Sbarra e Menghini, quindi, il giudizio sulla proposta sarebbe stato positivo se, come da sempre ha sostenuto la Cisl, si fosse parlato di detassazione dei redditi da lavoro e da pensioni.

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