Sicurezza, Cgil, Fp e Silp, atteggiamento incomprensibile del governo Renzi

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L’atteggiamento del Governo e del Primo Ministro Renzi è incomprensibile: da un lato si fa una forte campagna rispetto alle necessità di sicurezza nel Paese, a maggior ragione in questo momento delicato di instabilità che c’è nel mondo, dove il centro dello scontro dista poco più di 1 ora di volo dall’Italia. Dall’altro tutto il comparto Sicurezza- Pubblico Impiego viene penalizzato rispetto alla propria quotidianità di lavoro.

Noi sappiamo, e siamo stati i primi, a dire che occorre sinergia collaborazione tra le diverse Forze di Polizia, ricordiamo che il Congresso del Silp/Cgil Nazionale svolto in Umbria,partiva da questa richiesta, cioè un unico Coordinamento di Sicurezza.

Vogliamo evidenziare che quando diciamo sopravvivenza quotidiana, pensiamo alle migliaia di lavoratori e lavoratrici che tutti i giorni garantiscono la sicurezza del Paese in vari ruoli e compiti con risorse e mezzi che non sono adeguati per un Paese come l’Italia, su questo grava il blocco degli automatismi contrattuali fermi dal 2010.

Renzi che ultimamente frequenta l’Europa, dovrebbe sapere che significa sicurezza e prevenzione di un Paese. Se il Governo pensa davvero di umiliare ulteriormente i dipendenti Pubblici sottoponendoli a continui rimandi sul proprio futuro e il loro diritto al contratto, la risposta non potrà essere che la mobilitazione.

E’ intollerabile che dopo aver promesso lo sblocco del contratto, fermo al 1° Gennaio 2010, ora la Ministra comunichi la prosecuzione del blocco della contrattazione per tutto il 2015.

A tutto questo si aggiunge il fatto che i mancati rinnovi contrattuali determinano una ulteriore penalizzazione sulle pensioni dei lavoratori Pubblici, in considerazione del nuovo calcolo mediante il metodo “ contributivo “. Anche per noi il Governo si mostra privo di proposte serie e non organiche per la riorganizzazione della Pubblica Amministrazione.

La CGIL,il SILP e la FP, nei prossimi giorni organizzeranno un incontro tra le varie rappresentanze di tutte le Forze di Sicurezza per ragionare di quali strumenti mettere in campo, per coordinare tutti insieme le varie esigenze del sistema Sicurezza, per riaprire un confronto con il Governo.

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