Sangemini, lo sciopero prosegue, forse una speranza dalle banche

Lavoratori Sangemini (5)(umbriajournal.com) PERUGIA – Erano arrivati a Perugia, in autobus, direttamente dal piazzale della stabilimento che stanno presidiando da martedì. «La vostra superbia e incapacità non cancelleranno 123 anni di storia», recita uno striscione che ricorda come il marchio esista fin dal 1890; mentre su un altro si legge: “Altre 136 famiglie sulla coscienza. Vergogna!”, perché 136 sono i posti di lavoro – quelli diretti, a cui se ne deve aggiungere un altro centinaio a rischio (leggi qui).

I vertici regionali, quelli sindacali e aziendali hanno poco tempo per trovare una soluzione: sabato scade l’ultimatum del tribunale e martedì, se non accade nulla di nuovo, la Sangemini potrebbe essere dichiarata fallita (guarda video della protesta).

Dopo la conferma della definitiva uscita di scena del gruppo Norda e la presa d’atto che altre proposte alternative non ce ne sono, l’attuale proprietà della Sangemini – rappresentata dal management, supportato da un rappresentante del gruppo armatoriale Rizzo-Bottiglieri-De Carlini, che ha in portafoglio le quote aziendali – ha spiegato di aver riaperto la trattativa con le banche creditrici, ed in particolare con Unicredit, che è l’istituto di credito maggiormente esposto, per tenere in vita l’azienda (guarda foto della protesta).

Alla Sangemini, insomma, potrebbe essere concesso ulteriore credito, ma nessun dettaglio è stato fornito al tavolo regionale. La proprietà, a questo punto, chiederà una nuova proroga al tribunale di Terni. Se il giudice accetterà la Sangemini dovrà poi presentare le nuove carte, i nuovi progetti e nuovi soldi per andare avanti.

La speranza è che – a conti fatti – il fallimento non converrebbe a nessuno: non alle banche e nemmeno ai creditori. Mentre concedere ulteriore ossigeno rappresenta l’unica strada percorribile.

“Bisogna provare a fare qualcosa e non solo per i lavoratori diretti, ma anche per tutte le persone che sono coinvolte, è una partita che riguarda almeno un 200 persone. Ha spiegato l’Assessore regionale Vincenzo Riommi. C’è un ulteriore iniziativa da parte del gruppo Rizzo-Bottiglieri-De Carlini che controlla l’attuale Sangemini. Le prime risposte sono possibiliste, ma non c’è ancora il via libero del sistema bancario coinvolto da questo punto di vista. Il fallimento è la peggiore di tutte le soluzioni ha detto – se in questi giorni matura questa ipotesi, con l’impegno di tutti, nel merito si ragionerà poi sulla ripartenza di quell’azienda” (Ascolta intervista Assessore Riommi)

Sabato pomeriggio, alle 15, al centro congressi ‘Sabin’, all’interno del parco delle fonti, si svolgerà un consiglio comunale straordinario, dove saranno presenti oltre ai sindaci di Acquasparta e Montecastrilli anche l’assessore regionale Vincenzo Riommi, i parlamentari umbri e i rappresentanti delle altre istituzioni locali, oltre a quelli delle associazioni imprenditoriali e di categoria. I sindacati hanno deciso che lo sciopero prosegue. Come il presidio davanti ai cancelli dello stabilimento.

 

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