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Roberto Peccini sarà il nuovo presidente di Federmanager Perugia

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Da sinistra Roberto Dradi, Roberto Peccini, Guelfo Tagliavini, Igino Colella Garofalo, Andrea Boccotti

Dall’1 gennaio 2017. L’annuncio nel corso del convegno ‘Industria 4.0’ a Corciano – Al centro dell’incontro il cosiddetto ‘Piano Calenda’ e le sfide per i manager d’azienda

(umbriajournal by Avi News) – CORCIANO Roberto Peccini sarà il prossimo presidente di Federmanager Perugia assumendo la carica dal primo gennaio 2017. È stato lo stesso ingegnere ad annunciarlo in apertura del convegno ‘Industria 4.0, scenari, prospettive, sfide’ organizzato dalla Federazione dei dirigenti industriali al centro congressi Villa Pieve di Corciano.

I presenti Una platea di dirigenti, ingegneri sistemisti del software, imprenditori del settore informatico ma anche professori del Dipartimento d’ingegneria dell’Università degli studi di Perugia hanno partecipato all’incontro in cui si sono succeduti gli interventi di Andrea Boccotti, associated partner Ibm Global business services (Gbs) e membro del team Industry 4.0, Guelfo Tagliavini e Roberto Dradi, rispettivamente presidente e componente della Commissione Federmanger Industria 4.0, e Igino Colella Garofalo, presidente Italy Roundtable Council of supply chain management professionals (Cscmp).

I temi affrontati Il gruppo ha discusso dei cambiamenti in atto legati alla quarta rivoluzione industriale, caratterizzata dall’utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse e collegate a internet. E qui che entrano in gioco i manager, con il compito di guidare le aziende verso innovativi modelli di business, grazie anche all’applicazione del Piano nazionale industria 4.0, il cosiddetto ‘Piano Calenda’ per il quadriennio 2017-2020, che prevede ingenti investimenti e agevolazioni per aziende.

Automazione a tutti i livelli “Con questo meeting – ha dichiarato Peccini – abbiamo voluto aprire delle finestre sul presente e futuro dell’industria che cambia per effetto dell’avanzamento delle tecnologie. Stanno accadendo grandi cose. L’automazione sarà estesa a tutti i livelli, i manager controlleranno dai monitor tutto ciò che accade nella produzione e nei servizi annessi e cambierà completamente il modo di gestire l’azienda”.

Anche la supply chain management, di conseguenza, subirà cambiamenti. “In essa – ha spiegato Colella – operano facchini, magazzinieri e autisti che normalmente sono considerate persone il cui profilo di competenza è molto basso. L’industry 4.0 porterà queste figure a mettere in gioco una serie di competenze molto più elevate di quelle richieste in passato, non saranno più solo numeri ma persone pensanti”.

Il lavoro della Commissione Industria 4.0 “Federmanager – ha aggiunto Tagliavini – raggruppa quasi 200mila dirigenti a livello nazionale. All’interno di essa, una commissione formata da una trentina di manager ha lavorato oltre un anno al progetto sul tema industria 4.0 che abbiamo presentato alle componenti governative, affiancando la X Commissione attività produttive, commercio e turismo delle Camera dei deputati. Le nostre posizioni sono state recepite e puntiamo ad avere un riconoscimento formale all’interno della cabina di regia del ‘Piano Calenda’. Abbiamo già pronti i tremila manager che tale piano considera essenziali per la disruption digitale”.

Italia ‘in ritardo’ “Siamo in ritardo rispetto ad altri Paesi – ha specificato Dradi – ma questo piano ci può permettere un recupero in tempi rapidi. Occorre, però, un cambiamento culturale. L’errore grande sarebbe se, messe a disposizione le risorse finanziarie, non si pensasse a un’interconnessione tra aziende italiane ma anche europee”. “L’Ibm – ha concluso Boccotti – si pone a supporto di tutte le aziende che vogliono iniziare questo processo di digitalizzazione e le affianca nella raccolta e gestione dei dati per ridurre i costi di esercizio e migliorare la produttività”.

Rossana Furfaro

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