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Retribuzioni dei dirigenti pubblici: pronti al confronto, ma senza demagogie

retribuzioni(UJ.com3.0) PERUGIA – Credo che ormai dobbiamo tutti quanti prendere atto che si è aperto, non solo nella nostra provincia, un dibattito sul ruolo della dirigenza e sulla retribuzione dei dirigenti stessi.

Un dibattito dal quale questa organizzazione non intende assolutamente sottrarsi, se fatto in modo serio, nelle sedi opportune e soprattutto non ricorrendo a prese di posizione demagogiche, strumentali e populiste.

 

Credo però sia innanzitutto necessario distinguere tra dirigenti e “manager” pubblici.

 

Dipendenti regolati dalle norme di legge e dal CCNL i primi, contratti privati, fiduciari e del tutto personali i secondi, le cui retribuzioni sono a dir poco scandalose.

 

Di esempi se ne potrebbero citare tanti che riguardano sia l’intero territorio nazionale che la nostra regione.

 

Dei veri e propri “Paperon de Paperoni”, molto spesso a spese dei contribuenti, sulle cui retribuzioni si sarebbe dovuto intervenire da tempo, ma che nulla hanno a che fare con i dirigenti degli enti locali o, per esempio, della scuola.

 

Se poi sia giusto che anche questi, in un tempo di crisi economica così devastante, che sta interessando anche la nostra regione, percepiscano uno stipendio di molto superiore ai «comuni mortali», è l’interrogativo che ci pongono quotidianamente – e al quale quotidianamente cerchiamo di dare una risposta – i lavoratori che appartengono ad altre categorie, i disoccupati i cassintegrati, i precari che ancora in tanti insistono nella pubblica amministrazione.

 

E’ un dibattito aperto al quale, come dicevo all’inizio, la Funzione Pubblica CGIL non si sottrarrà.

 

Ma con altrettanta franchezza dobbiamo dire che questa organizzazione non considera i dirigenti degli Enti Locali una casta sulla quale scaricare l’odio e la rabbia del mondo intero, come in tanti stanno cercando di fare, ma dipendenti come tutti gli altri che meritano rispetto, con le proprie funzioni e responsabilità, regolati da un contratto nazionale di lavoro.

 

Anch’essi sicuramente diversi tra loro nel modo di fare e di comportarsi.

 

Quindi diventa inevitabile stabilire dei metodi di valutazione oggettivi ed introdurre un vero sistema meritocratico e non lasciato, come accade molto spesso, al libero arbitrio della politica.

 

Questo vale ovviamente anche per i dirigenti del Comune di Perugia che non si spartiscono «un premio annuale» come erroneamente più volte detto, ma percepiscono quanto stabilito appunto dal proprio contratto di lavoro.

 

Norme contrattuali ormai datate, che possono essere riviste al fine di ridurre la forbice troppo elevata tra l’attuale salario e quello degli altri lavoratori, ma fino a quando questo non accadrà, le attuali norme devono essere applicate e rispettate. Questo vale per i dirigenti così come per tutti gli altri lavoratori.

 

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