Regione: Corte Conti, Umbria virtuosa ma troppi dirigenti

Marini: “Il bilancio regionale si conferma solido ed in equilibrio”

Nel panorama italiano “la Regione Umbria è tra le più virtuose” secondo la Corte dei Conti che oggi ha disposto la parificazione del rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2014. L’udienza pubblica nel corso della quale la magistratura contabile ha riferito della verifica sull’andamento dei conti pubblici si è svolta oggi a Palazzo Cesaroni. Hanno partecipato la presidente della Regione Catiuscia Marini, i prefetti di Perugia e di Terni Antonella De Miro e Gianfelice Bellesini, e numerose altre autorità. Per il presidente della Corte dei conti Salvatore Sfrecola “carenze” si rilevano nella gestione del patrimonio immobiliare, “sia nell’ambito della Regione – ha sostenuto – che delle Unità sanitarie locali che hanno tanti immobili sfitti e diversi affitti passivi.

Oneri che potrebbero essere meglio disciplinati. Per la Corte c’è poi sempre il problema di non essere collegati con le banche dati della Regione”. “Non ci sono patologie gravi – ha quindi rilevato il procuratore generale Antonio Giuseppone – ma sicuramente siamo in presenza di alcuni aspetti sui quali riflettere per migliorare la gestione della cosa pubblica. In particolare abbiamo evidenziato delle discrasie per quanto riguarda la corretta quantificazione del patrimonio immobiliare. C’è poi la questione spesso ricorrente del conferimento di incarichi esterni, dove si sono delle criticità”.

“Per il terzo anno consecutivo il giudizio di parificazione emesso dalla Sezione regionale della Corte dei Conti dell’Umbria dimostra come il bilancio regionale è affidabile, solido nei suoi elementi fondamentali e ciò anche in un periodo di notevoli tagli e sacrifici economici che le Regione italiane, come tutti gli Enti locali del nostro paese, hanno dovuto sopportare a causa della crisi economica”. La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ha espresso la sua soddisfazione per il giudizio di parificazione che la Corte dei Conti dell’Umbria ha emesso questa mattina, venerdì 10 luglio, al termine dell’Udienza Pubblica che si è svolta nella Sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni a Perugia. “Il bilancio regionale – ha affermato la presidente – si compone ormai quasi esclusivamente delle risorse dedicate alla sanità, al trasporto pubblico locale e delle risorse derivanti dai programmi nazionali ed europei.

E questo in alcuni casi rappresenta un vero e proprio handicap perchè è sempre più difficile mettere in campo politiche di investimento in altri settori che pure sono molto importanti per l’economia del nostro territorio. Penso ad esempio alla manutenzione ordinaria e straordinaria della viabilità regionale, assolutamente necessaria ma che non ha fondi disponibili. Ci sono due dati però – ha affermato la presidente – che possono essere considerati come indicatori primari di una buona gestione: i conti in equilibrio sulla sanità, che fanno dell’Umbria una delle Regioni più virtuose e modello per altre realtà ed il fatto che da dodici anni la Regione non ricorre ad alcuna anticipazione di cassa, tradizionale segnale di solidità economico-finanziaria dell’Ente.

Il giudizio espresso dalla Corte dei Conti – ha aggiunto la presidente Marini – sarà anche da stimolo per la legislatura che è appena iniziata. Sulla sanità vogliamo continuare ed anzi aumentare lo sforzo per raggiungere una organizzazione migliore del servizio e del sistema. Stesso discorso vale anche per il personale, dove abbiamo già raggiunto obiettivi importanti come la diminuzione del 25 per cento dei dirigenti, e la diminuzione del 7 per cento del personale complessivo, mentre sono diminuite dell’80 per cento le consulenze ed i contratti a tempo determinato che erano a carico del bilancio regionale. In questo settore ci attendono tempi di notevole cambiamento, visto che le recenti riforme nazionali trasferiranno alle Regione gran parte del personale proveniente dalle Province e questo indubbiamente comporterà per tutte le Regioni, Umbria compresa, un grande sforzo di riorganizzazione della struttura”. “Ma oggi – ha concluso la presidente – ci conforta accertare che le fondamenta economico-finanziarie dell’Umbria sono solide ed in grado di sostenere il peso delle grandi responsabilità che sono affidate alle Regioni”.

“La relazione presentata questa mattina dalla Corte dei conti sulla gestione economico finanziaria della Regione è a dir poco drammatica. I rilievi mossi relativamente al 2014 coincidono sostanzialmente con quelli dell’anno precedente, dimostrando una incomprensibile perseveranza nell’errore da parte della Giunta regionale dell’Umbria, che continua ad agire al di fuori di quanto previsto dalla normativa di riferimento”. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia all’Assemblea legislativa dell’Umbria, Marco Squarta, facendo riferimento al giudizio di parificazione del rendiconto 2014 della Regione Umbria illustrato questa mattina a Palazzo Cesaroni dalla magistratura contabile.

BILANCIO RIGIDO. “In particolare – sottolinea Squarta – la Corte evidenzia un bilancio con un elevato grado di rigidità con consistente diminuzione delle risorse libere, le uniche effettivamente utilizzabili per attuare politiche di crescita. Le uniche risorse effettivamente utilizzabili ammontano a poco meno di 14 milioni di euro, l’equivalente del finanziamento necessario a realizzare meno di 4 chilometri della strada Tre Valli. Il disavanzo finanziario presenta un saldo negativo di circa 169 milioni mentre l’avanzo contabile, rispetto al 2013, ha subito una contrazione di ben 147 milioni di euro”.

RESIDUI ATTIVI. “Ad aggravare questo quadro – aggiunge – c’è il rilievo della Corte secondo cui manca di fatto una reale verifica sull’entità dei residui attivi, ossia sussiste il dubbio concreto che i crediti vantati dalla Regione siano effettivamente esigibili. Cosa che, come si legge nella relazione, ‘metterebbe a rischio la tenuta dell’equilibrio e della gestione finanziaria della Regione Umbria’”. SISTEMA INFORMATIVO INADEGUATO. “La Corte dei conti denuncia addirittura – osserva Squarta – l’esistenza di un sistema informativo contabile inadeguato e l’impossibilità di effettuare i riscontri contabili necessari, impedendo alla Corte stessa di potersi pronunciare in merito all’effettiva attendibilità dei dati. Rilievo quest’ultimo che era stato mosso anche rispetto al rendiconto dell’anno 2013”.

GLI IMMOBILI. “Anche la consistenza del patrimonio immobiliare dell’ente – rimarca il consigliere di opposizione – non risulta concretamente rilevabile per l’utilizzo di dubbi criteri di quantificazione del valore catastale che portano a sovrastimare il valore e le quotazioni degli immobili di cui la Regione dispone. Un rilievo che solleva pesanti perplessità sull’efficacia dei programmi di politica patrimoniale attuati in questi anni dalla Giunta”.

IL DEBITO. “Sugli strumenti finanziarti derivati della Regione – prosegue – la Corte ha mosso i medesimi, gravissimi, rilievi già avanzati per il rendiconto 2013. In particolare, la nota informativa, obbligatoria per legge, relativa agli swap non offre il quadro chiaro degli effetti delle operazioni finanziarie attuate: gli unici elementi certi sono l’1,6 milioni di interessi passivi legati a scelte discutibili anche in questo settore e l’omissione, da parte della Giunta, delle indicazioni sulle penalità di estinzione (mark to market)”.

PARTECIPATE. “Pesa inoltre, sul giudizio della Corte, la mancata trasmissione dei bilanci delle società partecipate e la chiusura in perdita di UmbraFlor, Sviluppumbria e Umbria Tpl e Mobilità spa. In riferimento a quest’ultima l’assenza dei documenti di bilancio non ha consentito una valutazione sullo stato della situazione finanziaria della società”.

CONSULENZE. “Rispetto all’affidamento delle consulenze e degli incarichi – aggiunge Marco Squarta – i rilievi della Corte dei Conti sono gli stessi da anni: il mancato rispetto dei limiti di spesa, la assoluta discrezionalità nel conferimento degli incarichi, la mancata verifica dell’assenza di professionalità interne, l’unico elemento che legittimerebbe l’affidamento di un incarico. La spesa per questo capitolo è passata da 1,3 a 1,5 milioni (2013/2014)”.

SPESA FARMACEUTICA. “La tenuta dei conti della sanità regionale – conclude – viene aggravata, anche quest’anno e più del 2013, dalla spesa farmaceutica ospedaliera, per la quale l’Umbria ha superato il tetto di spesa del 3,5 per cento, attestandosi addirittura al 7,1, in un contesto generale nazionale in cui il valore medio della farmaceutica ospedaliera è pari al 4,4 per cento. La farmaceutica ospedaliera è passata dai 76 milioni del 2013 ai 118 del 2014”.

Claudio Ricci, portavoce del centro destra più le liste civiche, ha sottolineato che le indicazioni della Corte dei Conti dovranno rappresentare un ampio elemento di riflessione per “proporre in modo incisivo” i cambiamenti ormai necessari.

Eros Brega (PD): “Il giudizio di parificazione del rendiconto della Regione Umbria per il 2014 disposto oggi dalla Corte dei conti da atto della gestione corretta, rigorosa e sobria dell’Assemblea legislativa dell’Umbria. È questo un motivo di profonda soddisfazione per quanti, nell’anno di riferimento e nella passata legislatura hanno avuto responsabilità di primo piano nella gestione della massima Assise regionale”. Così il consigliere Eros Brega (presidente dell’Assemblea legislativa dal 2010 al 2015) sugli esiti dell’udienza pubblica della Corte dei conti, svoltasi stamani a Palazzo Cesaroni.
“I fatti – aggiunge Brega – parlano da soli. Quanto stabilito dalla magistratura contabile rimanda un’immagine della Regione nel suo complesso e
dell’Assemblea legislativa che colloca l’Umbria ‘tra le regioni più virtuose’. Aldilà delle piccole, modeste, irregolarità rilevate in alcune
spese di alcuni gruppi (come scritto nella relazione della Corte dei conti), per piccoli importi e regolarmente sanate, la valutazione generale sul
complesso della spesa dell’Organo legislativo non rileva elementi negativi. Nel 2014 si registra un’ulteriore razionalizzazione e diminuzione di alcune
spese, in linea con quanto fatto dal 2010 in avanti, e in linea con la tradizione di rigore e sobrietà che ha sempre caratterizzato l’Assemblea
legislativa. Una tradizione – conclude – che nel mio mandato di presidente ho cercato di riproporre, trovando sempre pieno consenso e
contributi positivi da tutti i gruppi politici, sia di maggioranza, sia di minoranza”.

 

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