Problema occupazionale tirocinanti dell’amministrazione giudiziaria

Problema occupazionale tirocinanti dell'amministrazione giudiziaria

Problema occupazionale tirocinanti dell’amministrazione giudiziaria

“I tirocinanti dell’amministrazione giudiziaria rischiano di aprire un altro serio problema occupazionale per l’Umbria, alle prese con la crisi economica del tessuto imprenditoriale. Per questo è opportuno il massimo impegno per i circa 60 lavoratori che dal 30 aprile 2015 sono inoccupati e privi di qualsiasi forma di sostegno al reddito”. Così il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) nel depositare una mozione che “impegna la Giunta alla tutela di questi lavoratori utilizzando le risorse del Fondo sociale europeo, per l’Asse 2 occupabilità”.

Attraverso la mozione, Smacchi chiede alla Giunta di “attivarsi presso la Corte di Appello di Perugia per la stipula di una convenzione finalizzata ad un progetto di efficientamento degli uffici giudiziari con conseguente reimpiego dei tirocinanti con l’utilizzo, per queste finalità, delle risorse del Fse asse 2 occupabilità.

Sulla questione – conclude Smacchi – è iniziata anche una proficua collaborazione con il sottosegretario al ministero della Giustizia Cosimo Maria Ferri, che si è impegnato al ricollocamento del più alto numero possibile di tirocinanti. A giorni dovrebbe uscire proprio il decreto con il quale verranno stabiliti i numeri e le condizioni relative al reinserimento di tali figure presso gli organi giudiziari”.

Smacchi ricostruisce la storia di questi tirocinanti: “soggetti che da maggio 2010 hanno svolto tirocini formativi negli uffici giudiziari.

Il percorso di questi lavoratori si è avviato con la convenzione tra le amministrazioni giudiziarie da una parte e le Province e le Regioni dall’altra, per tamponare la gravissima situazione di carenza di organico, ad oggi superiore a circa 10mila unità con un deficit che arriva fino al 30 per cento in alcuni grandi uffici. I protocolli di intesa tra le amministrazioni locali ed il singolo ufficio – spiega Smacchi – sono serviti a garantire la prosecuzione delle attività giudiziarie, tanto che dal 2013 i tirocinanti sono passati direttamente con il Ministero della Giustizia.

Il percorso di perfezionamento però ad oggi è completato e dal 30 aprile queste figure sono senza lavoro e senza sostegni. Il Consiglio regionale – aggiunge Smacchi – lo scorso 26 marzo ha deliberato già un ordine del giorno avente oggetto: ‘tirocinanti precari nell’amministrazione giudiziaria-adozione di iniziative da parte della giunta regionale’ nel quale si impegnava l’Esecutivo regionale a sostenere in sede nazionale, nel confronto con il Governo, la trasformazione del tirocinio formativo in contratto a termine”.

Smacchi chiede quindi di guardare all’esempio di altre Regioni come l’Abruzzo, la Basilicata e le Marche, “che hanno già progetti in corso di esecuzione finalizzati al reimpiego dei tirocinanti negli uffici giudiziari utilizzando fondi provenienti dal FSE, mentre altre come la Campania, Lazio, Puglia, Emilia Romagna, Lombardia, stanno attivando protocolli di intesa con le rispettive Corti di Appello.

L’Umbria – scrive Smacchi – è chiamata ad intervenire anche in relazione alla carenza storica di personale negli uffici giudiziari, la quale preclude il funzionamento della giustizia nei suoi servizi essenziali. Fatto denunciato anche dal presidente della Corte d’Appello perugina De Nunzio durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2015.

In tale contesto la Regione Umbria ha già siglato un positivo accordo per il trasferimento e il riordino delle funzioni oggi allocate nelle Province di Perugia e Terni con il conseguente reimpiego del personale verso altre amministrazioni, tra le quali anche quelli della giustizia. È evidente che la richiesta di ricollocazione dei tirocinanti dell’amministrazione giudiziaria è complementare e non in divergenza con tale accordo”.

Problema occupazionale tirocinanti

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