Presentato accordo per stipula contratti a canone concordato

la presentazione dell'accordo

(umbriajournal.com)by Avi News PERUGIA – La cedolare secca al 10 per cento è una realtà in tutti i Comuni della provincia di Perugia, a condizione che le parti applichino, nella stipula del contratto, le condizioni definite nell’accordo depositato dalle associazioni della proprietà edilizia e dei conduttori per la definizione della locazione a canone concordato. Asppi, Appc e Confedilizia, per la proprietà, Sunia, Uniat e Unione inquilini, per i conduttori, hanno presentato, mercoledì 20 aprile, nella sede dell’Anci a Perugia, l’accordo depositato nei giorni scorsi nei 50 Comuni, e quello rivisto e relativo al Comune di Assisi. In virtù di questo, ai comuni ad alta densità abitativa (Città di Castello, Corciano, Foligno, Gubbio, Perugia, Spoleto, Todi e Umbertide), nei quali era già possibile la stipula dei contratti di locazione con l’eventuale opzione della cedolare secca al 10%, si aggiungono 51 della provincia perugina dove si sono verificati eventi calamitosi, così come richiesto dalla legge numero 80 del 2014.

“È bene precisare – ha spiegato Giacomo Iucci, segretario di Asppi Perugia – che nei comuni riconosciuti ad alta densità abitativa è possibile stipulare contratti a canone concordato sia in tassazione ordinaria, ovvero con una riduzione dell’imponibile Irpef del 30%, che applicare la cedolare al 10%. Mentre nei comuni riconosciuti oggetto di eventi calamitosi è possibile applicare il canone concordato a condizione che le parti, ai sensi del decreto legislativo numero 23 del 2011 e della legge 80/2014, siano persone fisiche e applichino obbligatoriamente l’opzione della cedolare secca”.

“Un altro vantaggio, definito con la legge di stabilità 2016 – ha aggiunto Claudio Moretti, presidente di Appc Perugia –, è quello relativo alla riduzione del 25 per cento dell’Imu per gli immobili nei quali è stato sottoscritto un canone concordato”.

“L’accordo, che rimane in vigore fino al 31 dicembre 2017 – ha specificato Enzo Tonzani, presidente di Asppi Perugia –, ha il merito di permettere di utilizzare lo stesso metodo in tutti i territori. Suddivide, infatti, i 50 Comuni in zone omogenee, tenendo conto delle fasce Omi secondo semestre 2015 e stabilisce il limite minimo e massimo del corretto canone di locazione”. Il canone così determinato può essere aumentato del 25 per cento se l’immobile è arredato, del 3 per cento per ogni anno di maggiore durata della locazione  rispetto ai 3 previsti dalla legge e del 5 per cento se l’immobile è ricompreso entro la fascia energetica B. È possibile anche la locazione parziale dell’immobile solo nel caso in cui il proprietario, o parenti entro il primo grado, siano residenti nell’immobile e venga redatto un unico contratto per il conduttore.

Soddisfazione è stata espressa anche dalle associazioni dei conduttori, che pure hanno denunciato il grave stato delle persone in affitto sempre più interessate dal fenomeno della morosità incolpevole, perché l’accordo consente di raggiungere un canone calmierato per gli inquilini oltre che degli importanti benefici fiscali per i proprietari.

 

Carla Adamo

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