È a Ponte San Giovanni la ‘nuova casa degli imprenditori agricoli umbri’

Anche il presidente nazionale Giansanti all’inaugurazione della sede di Confagricoltura Umbria. Immobile di tre piani a Perugia con 2mila metri quadrati di uffici e servizi e 40 dipendenti

(umbriajournal.com) by AVInews PERUGIA – Duemila metri quadrati di nuovi uffici e servizi a disposizione di 3.500 soci imprenditori e altre mille imprese agricole umbre. La nuova sede regionale di Confagricoltura Umbria, a Ponte San Giovanni di Perugia, in via Catanelli 70, è stata inaugurata venerdì 30 giugno alla presenza dei vertici locali e nazionali della confederazione e delle più importanti istituzioni civili, militari e religiose del territorio.

Le autorità presenti. “Una giornata storica” l’ha definita il presidente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, intervenuto al taglio del nastro insieme a Marco Caprai, presidente di Confagricoltura Umbria, e, tra gli altri, Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, Fernanda Cecchini, assessore regionale all’agricoltura, Andrea Romizi, sindaco di Perugia, Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio di Perugia. “Da oggi – ha commentato Giansanti –, questa è la nuova casa degli imprenditori agricoli umbri, di coloro che ancora credono nell’agricoltura e che ogni giorno coltivano il Paese. Stiamo dimostrando di essere un’associazione che sa innovarsi e stare al passo con i tempi, che guarda allo sviluppo del territorio e agli interessi delle imprese associate. L’agricoltura è ancora il futuro di questa nostra Italia”.

La nuova sede e i servizi erogati. Nello stabile di tre piani, completamente rinnovato e di proprietà della Camera di commercio di Perugia, vi lavorano oltre 40 persone e vi trovano spazio tutti i servizi tecnici, di assistenza fiscale, di formazione e assistenza agricola messi in campo da Confagricoltura. Gli uffici rimangono aperti tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 13.30, e il lunedì, martedì e giovedì pomeriggio, dalle 15 alle 18. “È un contenitore straordinario – ha spiegato Caprai – che dispone delle tecnologie che ci permetteranno di connettere più velocemente la nostra agricoltura al mondo esterno e di portare maggiore innovazione nelle imprese agricole. Abbiamo ormai tecnologie che ci possono aiutare a far meglio e in maniera più competitiva il nostro mestiere, producendo prodotti ancora più buoni di quelli già eccellenti che abbiamo. Questa struttura ci aiuterà a far crescere e sviluppare le imprese in modo che continuino a dare occupazione e prosperità alla regione”.

La presidente della Regione Umbria. “Le associazioni di imprese, come lo è Confagricoltura – ha affermato Marini –, sono in grado di fornire sempre più servizi alle aziende contribuendo così alla loro efficienza e diminuendo il loro carico burocratico-amministrativo. È quindi un augurio positivo quello che rivolgo a Confagricoltura Umbria anche perché l’agricoltura rimane per noi il cardine dell’ipotesi di sviluppo della regione. Non è una storia passata ma il futuro”.

Bilancio di Confagricoltura Umbria. L’apertura al pubblico della nuova sede si è svolta a margine dell’assemblea annuale che ha approvato il bilancio 2016 e adottato quello preventivo 2017. “I nostri bilanci – ha spiegato il direttore di Confagricoltura Umbria Cristiano Casagrande – sono in attivo, sani e robusti. In dieci anni abbiamo ristrutturato o cambiato tutte le nostre 12 sedi. Questo di Perugia è solo l’ultimo e più consistente investimento. Complessivamente, tra dipendenti e consulenti, lavorano con noi oltre 80 persone che forniscono servizi alle imprese ma anche alla persona. Le 3.500 imprese nostre socie rappresentano nell’economia umbra quasi il 70 per cento delle giornate di lavoro dei dipendenti agricoli operai”. “La nostra sede, la più bella d’Italia – l’ha scherzosamente descritta Caprai –, è stata realizzata con risorse proprie grazie a una gestione positiva, attenta e oculata. La Camera di commercio ci ha messo a disposizione questo immobile e noi lo abbiamo restituito alla cittadinanza sottraendolo al degrado”.

Nicola Torrini
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