Polizia Provinciale occupa il consiglio a Perugia

Troppe incertezze e tante domande. Quanti rimarranno nelle due Province? Quanti passeranno ai Comuni o alla alla Regione?

Polizia Provinciale occupa il consiglio a Perugia

La polizia provinciale ha occupato la sala del consiglio provinciale di Perugia. E’ successo poco dopo l’ora di pranzo di martedì 23 febbraio. Un segno di protesta legato all’incertezza sul futuro degli agenti, coinvolti dalla riforma Delrio. Non è ancora chiaro, infatti, quanti sono gli esuberi. Troppe incertezze e tante domande. Quanti rimarranno nelle due Province? Quanti passeranno ai Comuni o alla Regione?

Wanda Scarpelli della Cgil, Funzione Pubblica, annuncia che ci sarà un presidio costante all’interno della sala del consiglio provinciale, in piazza Italia a Perugia, da parte della Polizia Provinciale. Giovedì prossimo intanto hanno riconvocato l’assemblea, alla quale inviteranno l’assessore regionale Antonio Bartolini.

Polizia Provinciale

rosanna trovò«Tutti i 94 dipendenti della polizia provinciale di Perugia sono stati inseriti nel portale del Ministero della Funzione Pubblica . Lo ha detto il Maresciallo Maggiore, Rosanna Trovò. Non sappiamo esattamente il numero dei poliziotti provinciali che la Provincia terrà per lo svolgimento delle funzioni di vigilanza ambientale e ancora non sappiamo la disponibilià finanziaria della Regione  per lo svolgimento della funzione di vigilanza ittico-venatoria. Non sappiamo quanti posti saranno offerti dai Comuni per il trasferimento nella Polizia Municipale, così come previsto per legge per la collocazione dei poliziotti provinciali dichiarati in esubero, solo il Comune di Perugia ha messo a disposizione 6 posti – ha spiegato –  Tante incertezze e poche risposte, sicuramente più di 50 dipendenti dovranno trovare un’altra collocazione ma le strade al momento sono tutte sbarrate, inoltre ancora non è  stata applicata la normativa del Governo stesso, il decreto Madia che prevede il trasferimento automatico presso altri Enti per il personale che già vi prestava servizio. Ci sentiamo abbandonati dalle Istituzioni e non riusciamo a trovare delle risposte a questa nostra situazione».

E’ una cosa assurda e non c’è una via uscita ha detto ancora:  “E’ questa la percezione che abbiamo e non siamo assolutamente tranquilli. Lo stipendio per ora è garantito fino al 31 dicembre 2016 dopo – ha concluso – andiamo in mobilità con il 70/80 per cento dello stipendio base e come ultimo step il licenziamento».

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