Pimo Maggio a Terni, Casapaund: “Che c’è da festeggiare?”

OLYMPUS DIGITAL CAMERATerni, 2 Maggio – “Anche quest’anno il primo maggio è stato l’occasione per far festeggiare i soliti noti e per arricchire i soliti sindacati”. Lo afferma Piergiorgio Bonomi, responsabile di CasaPound Terni nonché candidato Sindaco alle prossime elezioni amministrative, commentando l’azione choc che il movimento ha inscenato per le vie del centro: tre manichini impiccati raffiguranti lavoratori  vittime della crisi, ovvero Roberto, un operaio di 45 anni licenziato dall’azienda che ha scelto di delocalizzare la propria sede, Francesca, 39 anni e titolare di un’attività del centro di Terni vittima delle scelte scellerate del comune e del carico di tasse locali e nazionali, e Marco, lavoratore ‘atipico’ a partita Iva in un call-center, venditore precario di contratti telefonici senza fisso, senza contributi e senza speranza.

“Noi invece – aggiunge Bonomi – per questo primo Maggio abbiamo voluto denunciare le condizioni dei lavoratori del centro, vittime della crisi e delle scelte fatte a braccetto da sinistra e centrodestra, giovani che quando va bene si trovano per le mani lavori con le stesse condizioni di fine 800, senza tutele, senza fisso o senza contributi pagati. Decisamente una pagliacciata quindi festeggiare quella che più che una festa ormai, dovrebbe essere un momento di riflessione sul mondo del lavoro; e se ci fermiamo a riflettere, considerando anche il numero crescente di suicidi legati al mondo del lavoro, viene fuori chiaramente il messaggio della nostra azione, un messaggio forte, ma tristemente attuale”.

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