Perugia, “L’olio: risorsa e benessere”, seminario in Provincia dedicato all’olio

olio-300x300(umbriajournal.com) PERUGIA – Alimento principe della dieta mediterranea e indiscusso protagonista delle nostre tavole l’olio, oltre ad avere un ruolo economico importante per il nostro paese, con i suoi valori nutrizionali contribuisce al benessere della persona.

A rivelare i segreti dell’olio extra vergine di oliva e le sue caratteristiche è stato l’espertolio Massimo Epifani durante il seminario “L’olio: risorsa e benessere”, organizzato dall’Unione Nazionale Consumatori, in collaborazione con la Provincia di Perugia e l’Associazione Sviluppo Welfare e Innovazione per l’Umbria, che si è svolto nella sala Falcone e Borsellino del palazzo provinciale di piazza Italia.

A introdurre i partecipanti nel mondo dell’olio è stato l’avvocato Damiano Marinelli, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Umbria, che ha ricordato l’importanza di conoscere un prodotto alimentare di uso quotidiano perchè solo così si potrà scegliere con cognizione. A mettere l’accento sulla netta differenza tra Evo – acronimo per indicare l’olio extra vergine di oliva – e l’olio di oliva è stato Epifani, spiegando che solo l’Evo nasce da frutti sani ed esclusivamente attraverso metodi meccanici in rispetto della tradizione.

L’olio d’oliva, al contrario, è ottenuto dal taglio di oli raffinati (trattato con sostanze chimiche) con olio d’oliva vergine. “L’olio extra vergine di oliva – ha affermato l’espertolio – appartiene alla famiglia degli alimenti energetici che devono essere sempre presenti nella dieta giornaliera. L’evo è il condimento da preferire, in quanto non solo esalta il piatto, ma a parità di calorie apportate è il miglior alimento antiossidante, rappresenta una vera trappola dei radicali liberi del nostro organismo e un vero antiruggine biologico per le nostre cellule”.

In conclusione il rappresentante della giunta provinciale ha commentato: “Sapere che quando si compra una bottiglia d’olio d’oliva si acquista un prodotto di raffineria e non di frantoio, nemmeno parente del frutto dal quale prende il nome, è allarmante. Praticamente scegliendo questo olio riusciamo ad ungere gli alimenti, ma non a condirli. Purtroppo le logiche commerciali e le leggi che regolamentano la produzione e commercializzazione di alimenti non sempre mettono in condizione di fare degli acquisti consapevoli ed è per questo che, come Ente, continueremo ad investire nella formazione finalizzata al binomio cultura alimentare-salute”.

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