PERUGIA: CONTRATTI E APPALTI IN UMBRIA, CROLLO DI OLTRE IL 50 PER CENTO IN UN ANNO

Assessore Stefano Vinti

stefano vinti(umbriajournal.com) PERUGIA – “I dati e le considerazioni contenute nel rapporto annuale riferiti ai vari tipi di appalti aggiudicati nel corso dell’anno 2012 da stazioni appaltanti che operano sul territorio umbro indicano chiaramente lo stato della crisi che ha colpito tutti i settori e la drammatica diminuzione di finanziamenti, nazionali e locali, che arrivavano in Umbria e qui venivano impiegati dando un apporto ed un impulso determinante all’economia della nostra regione”, Stefano Vinti assessore regionale ai lavori pubblici, commenta così i dati elaborati dall’Osservatorio regionale dei Contratti pubblici della regione Umbria e che fanno parte del Rapporto messo a disposizione dell’Autorità per la vigilanza.

I contratti monitorati sono quelli relativi ai lavori, alle prestazioni di servizi ed alle forniture di beni avvenuti nel 2012. “Abbiamo rilevato una diminuzione del 55 per cento degli appalti, sia in termini finanziari che numerici. Alcuni indicatori possono aiutare a capire meglio l’attuale situazione. I comuni sono passati da 91 a 21 milioni di risorse impegnate nei settori tradizionalmente di loro competenza quali strade, acquedotti fognature ecc. Mentre i mutui contratti dagli enti locali umbri sono scesi dai 23 del 2011 ai 10 del 2012. Nell’edilizia residenziale pubblica si è passati dagli 11 milioni del 2010 ai 3 del 2012. Le risorse statali trasferite agli enti locali dell’Umbria sono ridotte a 42 milioni di euro rispetto ai 72 dell’anno precedente”.

I dati sono anche suddivisi tra i contratti stipulati da stazioni appaltanti di interesse comunale, provinciale e regionale e contratti stipulati da soggetti nazionali che hanno interessato il territorio dell’Umbria “Nel settore dei lavori pubblici, rispetto al 2011, per i contratti superiori a 150.000 euro, abbiamo rilevato un calo di  quasi il cinquanta per cento dei finanziamenti movimentati dagli enti  locali dell’Umbria, mentre per quello che riguarda gli appalti nazionali il calo è disastroso: oltre il settanta per cento in meno”, evidenzia Vinti. “Con questi numeri è chiaro che non ci può essere ripresa economica. Tagli, restrizioni, patto di stabilità non fanno altro che alimentare la recessione, il lavoro precario e la disoccupazione. C’è bisogno dunque di cambio di rotta radicale da parte della politica nazionale e l’intervento e le risorse pubbliche devono tornare ad essere un volano per l’economia nazionale e quindi anche della nostra regione”.

Nel Rapporto si rileva che nel 2012 in Umbria sono stati affidati 509 contratti aventi importo a base d’asta superiore a 150.000 euro, per un importo complessivo di  519.274.172 euro, aggiudicati o affidati dalle Stazioni appaltanti di interesse comunale, provinciale e regionale ovvero aventi sede legale nel territorio umbro. Nel 2012 gli appalti per lavori pubblici di importo superiore a 150.000 euro aggiudicati o affidati, dalle Stazioni appaltanti di interesse comunale, provinciale e regionale  sono stati 179, per un importo complessivo a base asta di 84.105.620 euro,(l’importo medio risulta di 469.863 euro). Nel 2011 invece gli appalti erano stati 198 per un importo dei lavori aggiudicati o affidati di 165.134.013 euro ( l’importo medio risultava di 834.010). Le Stazioni appaltanti di interesse nazionale invece nel 2012 hanno aggiudicato o affidato 46 appalti per lavori pubblici, per un importo base asta di 28.600.764 euro, contro i 109.715.299 euro del 2011  realizzati con 81 appalti. L’appalto di maggior importo a base d’asta aggiudicato nel 2012 è stato quello del Comune di Spello con un importo base asta di  13.037.440 euro per l’intervento di realizzazione delle infrastrutture a rete e pavimentazioni del PIR di Spello Capoluogo II Stralcio aggiudicato alla Impresa Zambelli di Galeata in provincia di Forlì-Cesena.

L’appalto di maggior importo aggiudicato invece da stazioni appaltanti nazionali è quello di Snam Rete Gas  riguardante l’esecuzione delle opere edili ed impiantistiche relative alla costruzione della nuova sede del Centro manutenzione di Spoleto, per un importo complessivo di 4.114.000 euro di cui base asta 3.400.000 euro, aggiudicato alla  Romana Costruzioni. La stazione appaltante di rilievo nazionale con il maggior numero di interventi è ancora l’Anas che ha affidato 26 interventi per un importo di 10.750.782 euro. Complessivamente l’ANAS rispetto all’anno precedente registra un calo nell’importo di lavori da eseguirsi sul territorio regionale del 71,10%. “In questo settore, sottolinea Vinti, l’unico dato positivo è quello relativo ai costi per la sicurezza. Dal 2007 si rileva infatti un incremento dei costi della sicurezza rispetto agli anni precedenti, coincidente con la diversa impostazione della modalità di calcolo dei costi della sicurezza contenuta per la prima volta nell’Elenco prezzi della Regione Umbria . Nel 2012 oltre il 10 per cento è stato impiegato per la sicurezza dei lavori e dei lavoratori rispetto al 4, 64 del 2006”.

Nel 2012 le imprese umbre si sono aggiudicate 125 appalti di lavori pubblici (quasi il 70%)per un importo di 49.050.580 euro (58,32%), mentre le imprese provenienti da altre regioni ne hanno ottenuti 54 (30,17%). Nell’ordine le imprese provengono da Lazio (11), Campania (8), Toscana (7) ed Emilia Romagna (4).

Il Rapporto annuale dell’Osservatorio regionale contiene anche i dati relativi ai contratti aggiudicati per la prestazione di servizi e per la fornitura di beni affidati, nel corso dell’anno 2012, da parte delle stazioni appaltanti che operano sul territorio regionale.

Nei Servizi con importo superiore a 150.000 euro i contratti affidati hanno raggiunto i 234 milioni nel 2012 contro i 264 milioni dell’anno precedente. Dall’ esame dei dati, emerge, peraltro, la netta preponderanza dei contratti di interesse regionale, provinciale e comunale rispetto ai contratti di interesse statale visto che, in relazione all’importo complessivo, i contratti di interesse regionale sono oltre l’80%). E ciò anche se nel 2012 il decremento dell’importo complessivo dei contratti ha riguardato soprattutto i contratti di interesse regionale, che sono passati da  258.420.640 euro per l’anno 2011 a  196.060.945 euro  per l’anno 2012. I contratti di interesse statale invece sono considerevolmente aumentati da 6.472.413 euro a 38.007.947 euro. Anche qui è stata analizzata la distribuzione territoriale delle imprese aggiudicatarie dei contratti per la prestazione di servizi – distinta per provincia e per regione – che, tenendo conto dell’importo dei contratti, vede una percentuale del 38,34% dei contratti affidati ad operatori economici con sede in Emilia Romagna; tenendo invece conto del numero dei contratti, la prevalenza di essi risulta esser affidata ad operatori economici con sede in Umbria (46,24%).

Per quanto riguarda infine i contratti per la fornitura di beni con importo a base d’asta superiore a 150.000 euro, il quadro sembrerebbe rovesciato. Nel 2012 infatti sono state rilevato forniture per oltre 219 milioni di euro contro i 98 milioni dell’anno precedente, di cui oltre il 98 per cento di interesse  regionale, provinciale e comunale. Ma questo fattore, secondo l’Osservatorio, deriva soltanto dal diverso sistema di monitoraggio introdotto dall’Autorità di Vigilanza. L’assessore Vinti ha quindi annunciato che il 25 luglio partirà anche in Umbria, così come su tutto il territorio nazionale, il monitoraggio delle opere incompiute che si concluderà nel prossimo mese di settembre.

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