PERUGIA-ANCONA. SINDACATI: SERVONO RISPOSTE STRUTTURALI

Anas, CDA approva incorporazione Quadrilatero Marche-Umbria

quadrilatero-cantiere(UJ.com3.0) PERUGIA – Non basta chiedere che i lavori ripartano, né pretendere “tempi rapidi” per la conclusione dell’opera: la situazione della Perugia-Ancona necessita di un impegno straordinario e di un progetto ben preciso, che deve passare per l’ingresso di nuovi soggetti imprenditoriali solidi e credibili nell’esecuzione dell’opera, al fianco o in sostituzione di Impresa Spa, che al momento non è in grado di completare i lavori, al punto che in cantiere non c’è più la luce, né la nafta per muovere i mezzi. Solo in subordine e come ultima ratio si può pensare invece ad una rescissione dell’appalto con Dirpa (contraente generale di Quadrilatero), visto che questa soluzione estrema causerebbe un lungo stop dei lavori e quindi ritardi consistenti per il compimento di un’opera strategica come è la direttrice Perugia-Ancona, nella quale sono impiegati complessivamente circa 250 lavoratori.
E’ questa la posizione di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil di Perugia che stamattina hanno tenuto, presso la Camera del Lavoro di Perugia, una conferenza stampa per chiedere “soluzioni strutturali” e non semplici tamponi per questa annosa vicenda. Quindi: bene il pagamento del Sal (stato avanzamento lavori) di febbraio per dare la possibilità di una momentanea ripartenza, ma per portare a compimento l’opera serve ben altro.
“Prima di tutto è necessario chiarire che le responsabilità maggiori di questa situazione vanno ricercate nella Legge Obiettivo, varata dal governo Berlusconi nel 2001 e spacciata come soluzione a tutti i mali – hanno detto i tre segretari Gianni Fiorucci, Tino Tosti e Franco Righetti – una legge che attraverso una forte deregolamentazione avrebbe dovuto favorire lavori più rapidi e meno intoppi, ma come vediamo ha prodotto invece disastri epocali”. Detto questo, ora la situazione si può sbloccare, secondo Fillea, Filca e Feneal, solo con l’ingresso di qualche nuovo soggetto imprenditoriale. Ma servono imprese strutturate e di grandi dimensioni per reggere un appalto del genere (si fanno i nomi di Maltavolo e Glf), per cui non si può pensare – dicono i sindacati – che la soluzione possa essere trovata a livello locale. Le imprese umbre invece – questo è l’auspicio – potrebbero entrare in gioco al momento dell’assegnazione dei nuovi subappalti.
Se entro i primi giorni di luglio l’ipotesi dell’ingresso di nuovi soci in Dirpa non dovesse concretizzarsi, allora si aprirebbe la strada dell’amministrazione straordinaria per Impresa Spa (che ha già aperto la procedura di concordato preventivo in continuità) che potrebbe sfociare nella cessione di ramo d’azienda e quindi, comunque, in un’ipotesi di ingresso di nuovi soggetti, ma con tempi più lunghi. L’ultima ipotesi – la meno auspicabile secondi i sindacati per i ritardi colossali che determinerebbe – è quella della rescissione del contratto con Dirpa da parte di Quadrilatero, soluzione che viene appunto considerata solo come ultima ratio.
Nei prossimi giorni i sindacati, locali e nazionali, incontreranno Dirpa, insieme a Quadrilatero, per chiarire meglio la situazione del consorzio e verificare la fattibilità della prima ipotesi, quella dell’ingresso in corsa. Prima di questa verifica, però, i sindacati locali chiedono un incontro urgente alla Regione Umbria per richiamare anche le istituzioni a svolgere un ruolo maggiormente propositivo per la soluzione dei problemi in essere. “Pur rispettando lo spirito delle manifestazioni che si sono svolte nelle scorse settimane e alle quali hanno partecipato le istituzioni locali, i parlamenti e i rappresentanti delle imprese umbre – hanno concluso i sindacati – crediamo che sia finito il tempo degli slogan (lavorare subito e far entrare le imprese locali) e debba invece iniziare quello delle risposte strutturali e concrete per raggiungere l’obiettivo comune: il completamento dell’opera nei tempi previsti”.

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