OLIVICOLTURA, CONFAGRICOLTURA UMBRIA CONTRARIA A ORIENTAMENTI PER AIUTO ACCOPPIATO

confagricoltura umbria su aiuto accoppiato olivicoltura
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(umbriajournal.com) by Avi News  PERUGIA – “Auspichiamo che le scelte politiche per l’aiuto accoppiato riservato agli olivicoltori siano indirizzate alle aziende che producono e lavorano sul territorio e che quindi siano gli oliveti iscritti alla Dop a essere sostenuti. In tal senso chiediamo l’intervento del competente assessorato regionale, affinché si adoperi per tutelare una delle produzioni agricole più rappresentative dell’Umbria”. È questa la richiesta di Marco Caprai, presidente di Confagricoltura Umbria, a seguito della fase di discussione tecnica e politica che si è aperta negli stati membri dell’Unione europea dopo la promulgazione dei regolamenti Ue che dettano le fondamenta per la nuova Politica agricola comune (Pac) per il periodo 2014/2020. “Fase di discussione importante – ha detto Caprai – visto che si decidono gli stanziamenti e le priorità di intervento per ciascuna filiera per i prossimi sette anni. Per quanto concerne il settore olivicolo, i primi orientamenti per l’aiuto accoppiato sono per l’Umbria a dir poco preoccupanti. Si parla di un pagamento a ettaro solo per le regioni dove la superficie agricola utilizzata (Sau) adibita a oliveto è pari al 25 per cento di quella totale, con un plafond complessivo di 89 milioni di euro di cui 78 milioni riservati al pagamento di base (circa 130 euro a ettaro) e 11 milioni di euro destinati a un pagamento aggiuntivo di 60 euro a ettaro per gli oliveti situati in zone declivi”. Di fatto le sole regioni in grado di soddisfare tale requisito sono Liguria, Puglia e Calabria. “Nei confronti delle prime indiscrezioni trapelate dagli uffici ministeriali – ha detto Caprai – esprimo la mia opposizione e auspico quanto prima un dietrofront. Gli aiuti accoppiati devono rappresentare uno stimolo per gli imprenditori agricoli umbri che intendono fare qualità. Il settore olivicolo regionale ha, da tempo, fatto la sua scelta riconoscendosi nella Dop Umbria che, attraverso il disciplinare di produzione e la relativa certificazione, incarna a tutti gli effetti tipicità territoriale, sostenibilità sociale e ambientale, oltre che rappresenta il prodotto di punta per gli operatori della filiera”. “È innegabile – ha aggiunto Caprai – che l’olivicoltura umbra ha nei secoli plasmato il paesaggio e consolidato l’economia di diversi comprensori ognuno dei quali, ciascuno con le proprie specificità, ha saputo valorizzare le produzioni e le tante attività correlate, dal turismo all’artigianato all’industria”.

“Si aggiunga in fine – ha concluso Caprai – che gli oliveti della nostra regione sono difficilmente meccanizzabili e non è possibile comprimere ulteriormente i costi di produzione: se le caratteristiche orografiche e climatiche rendono unico il nostro olio è anche vero che contribuiscono a elevare gli oneri di gestione che quasi mai vengono ripagati dal mercato”. Antonio Bachetoni, presidente di Assoprol Umbria, organizzazione che associa oltre il 35 per cento della produzione olivicola di tutto il territorio regionale, sottolinea quanto sia importante che la politica si adoperi affinché si mantenga il presidio del territorio anche attraverso l’aiuto accoppiato. “Queste misure in aggiunta alla realizzazione di nuovi impianti e l’adozione di nuove tecniche di gestione più razionali ed efficienti – ha concluso Bachettoni –, contribuirebbero senz’altro a elevare la competitività del settore olivicolo regionale”.

 

 

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