La nostra opinione e la nostre priorità, scrive il Club Pallotta Perugia

Giampiero Tamburi, Impianti sportivi comunali
gianpiero TAMBURI

gianpiero TAMBURIda Giampiero Tamburi (Comitato permanente Club Pallotta Perugia)
Anche da parte nostra premettiamo che quello che diciamo è lontano da qualsiasi polemica di parte, anche perché ad un comitato cittadino non gli si addice e sarebbe alquanto controproducente il ruolo di partito politico, questo sia chiaro. Bellissime parole, non c’è dubbio e altrettanto bellissimi gli impegni che si vogliono prendere.

Ma il problema non è tanto quello di contestare il fatto che vogliono conoscere i meccanismi della spesa, sapere quanti e dove sono, cercando di governarli nel miglior modo possibile per fare in modo che, i fondi pubblici vengano impegnati con una razionalità che crei, quanto prima possibile, le premesse per ridurre il carico fiscale.

Questo è un modus operandi normale per una buona amministrazione della cosa pubblica. La grande incognita e nello stesso tempo, la grande sfida da vincere, sta nella partecipazione, che ha parole e forse con tutte le buone intenzioni possibile, i nostri amministratori auspicano ci sia da parte dei cittadini.

Chi ha occhi per vedere si sarà accorto che la passata amministrazione ha avuto su questa mancanza di dialogo, il primo motivo della sconfitta subita e si noti bene: soprattutto per i piccoli problemi non risolti che la gente vive quotidianamente sulla propria pelle!

Certo è che questa partecipazione l’abbiamo sempre cercata da chi amministrava, la cerchiamo da chi amministra ora e seguiteremo a cercarla da chi amministrerà in futuro e non saremo certamente noi a negare la nostra ma, in primis, dobbiamo fare chiarezza su alcuni aspetti della questione: ci devono dire da quale parte di noi cittadini vogliono questa partecipazione ed, in secondo luogo, quali strumenti idonei ci mettono a disposizione.

Non credo che quella che chiedono sia solamente dei soggetti facenti parte di gruppi o partiti politici che operano nel territorio: se così fosse basterebbe attivare le segreterie dei vari partiti ed il gioco sarebbe fatto. Sarebbe fatto ma non troppo bene e sicuramente destinato a fallire miseramente. Se invece è quella che può e deve venire da tutti, come è giusto che sia, dovrebbero favorire ed istituire consulte o quant’altro che servano allo scopo che è quello di coordinamento centralizzato per le discussioni e le relative decisioni da prendere.

Non basta dire – ci rivolgeremo, mano mano ne avremo la necessità, a chi rappresenta la comunità- perché nella nostra città esistono ed operano, anche discretamente, una miriade di Comitati ed Associazioni che agiscono secondo le proprie logiche di quartiere, ponendo l’attenzione su questioni che non soddisfano le esigenze di tutti per vari motivi contingenti.

Non che questo si sbagliato ma è solo un modo parziale di vedere la città che non rispecchia le complessità e la totalità delle necessità.

Poi c’è un altro aspetto che non è trascurabile: quello evidente che alcune di queste rappresentanze, vuoi perché da più tempo operanti, vuoi per altre ragioni, sono più incisive ed hanno la possibilità di essere più ascoltate da chi ha il potere. Aspetto molto poco piacevole per chi non ha la possibilità di arrivare a questo livello e che, ugualmente, hanno il diritto di esprimere la propria opinione per essere ascoltati e valutati al pari di altri. Solo realizzando questi efficienti strumenti si potrà garantire una vera partecipazione e dire che tutti noi cittadini potremo contare su quello che siamo capaci di dare e parallelamente, ai nostri amministratori, indicare il modo di gestire nella maniera più democratica possibile Perugia che, ribadiamo, è di tutti.

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