IL NONO PREMIO UIM È STATO ASSEGNATO A UN PROGETTO UMBRO

consegna del premio Uim all'Umbria
consegna del premio Uim all'Umbria
consegna del premio Uim all’Umbria

(umbriajournal.com) by Avi News PERUGIA – Coraggioso, innovativo, sociale, ambizioso e concreto. Così Gabriele Di Mascio di Uim, associazione interna a Uil che si occupa di italiani nel mondo, ha definito ‘Umbria brain back’, progetto vincitore del nono premio indetto dall’unione. L’idea umbra, realizzata da Agenzia Umbria ricerche (Aur) e cofinanziata dal Fondo sociale europeo (Fse) nell’ambito del Programma operativo regionale (Por), è nata, nella duplice veste di ricerca e applicazione progettuale sul territorio, allo scopo di arginare il fenomeno dei cosiddetti ‘cervelli in fuga’, umbri nello specifico, e favorire l’imprenditorialità sul territorio di giovani precedentemente emigranti all’estero. L’assegnazione del premio da parte di Claudio Bendini, segretario di Uil Umbria, a Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, è avvenuta, lunedì 12 maggio, al salone d’onore di palazzo Donini, nel corso di una cerimonia a cui hanno preso parte anche Alberto Sera e Maurizio Soru, rispettivamente vicepresidente e responsabile regionale umbro di Ital Uil, e Anna Ascani, direttore di Aur. “Siamo molto soddisfatti che Uim abbia scelto un progetto tutto umbro – ha detto Bendini – . Crediamo che sia importante per la regione perché avvia un processo di rete fra studenti e laureati che operano all’estero e che, in Umbria, possono creare una sistema di collaborazione fra impresa e università utile allo sviluppo del nostro territorio”. “Il premio – ha aggiunto Sera – viene assegnato alle Regioni che sempre di più devono riacquisire il loro ruolo nei confronti dell’emigrazione. Da tempo diciamo di fare attenzione a questo fenomeno che è cambiato e vede muoversi tanti giovani. C’è grande continuità fra il nostro lavoro di patronato, quello della Uim e questa iniziativa umbra per questo l’abbiamo premiato”. Tutti i dettagli relativi a ‘Umbria brain back’ sono stati raccolti in un testo, dal titolo ‘Talenti in fuga: quali strategie?’, in cui si possono leggere i dati relativi alla storia della nuova emigrazione e di quella umbra, le esperienze delle imprese che si sono avviate grazie al progetto, il racconto della nascita del network specifico e le principali strategie internazionali per attrarre e riattrarre i cervelli. “È un premio che va soprattutto all’ente regione e all’Aur – ha concluso Marini – che ha lavorato a questo progetto nell’ambito dei fondi europei per il ritorno di quelle intelligenze e competenze, spesso di giovani che sono andati all’estero per studio o lavoro e che tornano per investire nell’avvio di una nuova attività economica o imprenditoriale in Umbria. È un tema molto attuale perché oggi molti giovani vanno all’estero. Dobbiamo sostenerli con politiche che incentivino e sostengano la volontà di tornare a fare attività economica e investire nella nostra regione. Il progetto oltre a selezionare le idee di questi giovani talenti ne sostiene finanziariamente lo start up e la traduzione in attività economiche”.

 

Maria Cristina Costanza

 

 

 

 

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