MARCO CAPRAI: LA PAC 2014-2020 DECIDERÀ IL FUTURO DELL’AGRICOLTURA UMBRA

Da sinistra Vincenzo Lenucci, Luigi Mastrobuono, Marco Caprai, Domenico Brugnoni, Giuseppe Cornacchia
Da sinistra Vincenzo Lenucci, Luigi Mastrobuono, Marco Caprai, Domenico Brugnoni, Giuseppe Cornacchia
Da sinistra Vincenzo Lenucci, Luigi Mastrobuono, Marco Caprai, Domenico Brugnoni, Giuseppe Cornacchia

(umbriajournal.com) by Avi News BASTIA UMBRA – “La nuova Politica agricola comune inciderà moltissimo sull’agricoltura umbra e con questo convegno vogliamo tirare le prime somme sulla contrattazione europea. Le aziende umbre, infatti, devono capire come interpretarla e che scelte fare nel prossimo settennio in maniera da migliorare i redditi, avere più capacità produttiva e poter mantenere un’agricoltura forte ed efficace”. Sono queste le parole con cui Marco Caprai, presidente di Confagricoltura Umbria, ha introdotto la conferenza nazionale “Pac 2014-2020. Aiuti diretti e sviluppo rurale”, organizzata dalla confederazione da lui diretta e da Cia Umbria, venerdì 28 marzo a Umbriafiere di Bastia Umbra, in occasione dell’inaugurazione di Agriumbria 2014. I lavori, moderati da Luigi Mastrobuono, direttore generale di Confagricoltura, si sono aperti davanti a centinaia di agricoltori con gli interventi di Caprai e del presidente di Cia Umbria Domenico Brugnoni. Erano presenti, inoltre, Alessandro Mastrocinque di Agrinsieme e Fernanda Cecchini, assessore alle politiche agricole della Regione Umbria. “L’agricoltura – ha dichiarato Cecchini – ha ritrovato la sua centralità. Finalmente si è capito che qualità del cibo e tutela dell’ambiente non sono valori che possono passare in secondo piano. Ora si tratta di cogliere le opportunità che la Pac offre per garantire reddito alle imprese, occupazione e sostenibilità ambientale”. “Gli agricoltori italiani – ha affermato invece Mastrobuono – si aspettano che si governi meglio e che le risorse vengano utilizzate bene. Siano destinate, cioè, alle imprese produttive, a realizzare il connubio tra territorio, produzione e valorizzazione sui mercati internazionali e alla crescita della rete delle aziende”. A tenere le relazioni principali su aiuti diretti e sviluppo rurale sono stati, quindi, rispettivamente, Vincenzo Lenucci, direttore dell’Area economica di Confagricoltura, e Giuseppe Cornacchia, responsabile del Dipartimento economico e sviluppo agroalimentare di Cia. “I pagamenti diretti – ha sottolineato Lenucci – sono una componente

La platea
La platea

essenziale della Pac per equilibrare il reddito degli agricoltori. Per l’Italia sono quasi 4 i miliardi di euro annui che arrivano direttamente nelle tasche degli operatori agricoli. Solo in Umbria, quasi 80 milioni di euro di pagamenti di base. La riforma ha però cambiato la redistribuzione dei fondi tra settori, territori e comparti. In Umbria ce ne sono alcuni, come allevamento, tabacchicoltura e olivicoltura, che hanno subito una riduzione dei trasferimenti. Dobbiamo risolvere questo problema altrimenti rischiamo di perdere unità produttive”. “Il programma di sviluppo rurale – ha spiegato poi Cornacchia – prevede per l’Italia circa 23 miliardi di euro da spendere in sette anni. Per l’Umbria, considerando anche il cofinanziamento nazionale e regionale, sono oltre 876 milioni di euro. Fino adesso abbiamo avuto grosse difficoltà con lo sviluppo rurale per problemi di burocrazia, errori di programmazione e anche per preoccupazione di spendere. Adesso, invece, dobbiamo spendere, e bene, questi soldi perché sono estremamente necessari ad assicurare crescita economica all’agricoltura e all’intero paese”. “Siamo ad un punto di svolta – ha commentato Brugnoni –. Il budget della Pac è stato definito e anche alcuni indirizzi generali. È importante, ora, fare delle scelte ma è necessario che la politica si confronti con le imprese e la loro rappresentanza”.

Nicola Torrini

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