L’Umbria dello Zafferano, Camera di Commercio presenta pubblicazione

La Camera di Commercio di Perugia ha presentato pubblicazione che accompagna il lettore in un viaggio alla scoperta delle origini, caratteristiche, usi e modalità di coltivazione dello zafferano, l’unica spezia prodotta in Italia, la cui presenza documentata in Umbria risale ai primi anni del 1200.

Alla Conferenza Stampa di presentazione de “L’Umbria dello Zafferano” sono intervenuti Giorgio Mencaroni, Presidente della Camera di Commercio di Perugia, Sergio Mercuri, Presidente di Promocamera, Azienda Speciale della Camera di Commercio e la scrittrice e giornalista Rita Boini, curatrice dell’opera.

L’iniziativa rientra anche nel programma Unica Umbria per Expo 2015, attivato dalla Camera di Commercio di Perugia presso il Centro Servizi Camerali “G.Alessi” di Perugia in occasione dell’Esposizione Universale.

Storia, tecniche colturali e passione: sono questi gli elementi che collocano, a buon diritto, lo zafferano umbro nel gotha degli zafferani italiani e quindi tra i più pregiati del mondo.
La scrittrice e giornalista Rita Boini ha curato per Promocamera, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Perugia, “L’Umbria dello Zafferano”. “Lo zafferano è tornato a essere coltivato in Umbria da qualche decennio e si è messo subito in primo piano per la qualità eccellente” ricorda Rita Boini.

“Da autrice di libri di cucina, abituata a provare con piacere le ricette, posso dire che l’aroma dello zafferano dell’Umbria passa ogni esame. Come giornalista e autrice di storie ho avuto modo di notare le vicende, anche umane, che stanno dietro la rinascita delle coltivazioni dello zafferano in Umbria. Storie diverse tra di loro ma che hanno in comune la passione e l’entusiasmo. La coltivazione dello zafferano richiede pazienza e fatica, anche se poi viene premiata dalla magnifica fioritura, quando è stagione e dalla condivisione con altre persone di alcune fasi della coltivazione”.

In Umbria, le aree vocate alla coltivazione dello Zafferano sono Cascia e la Valnerina, Città della Pieve, lo spoletino, il territorio del comune di Gubbio, le Terre d’Arna nel comune di Perugia.

La rinascita della coltura – e cultura – dello Zafferano in Umbria avviene intorno agli anni ’70 su luoghi di coltivazione che possono identificarsi quasi specularmente con quelli di tanti secoli fa, quando l’Umbria era non solo uno dei principali centri di produzione, ma anche sede dei mercati più prosperi della preziosa spezia.

“Fin dal ‘200 – ha sottolineato il Presidente Giorgio Mencaroni – la coltivazione ed il commercio dello zafferano costituì un’attività economica di primaria importanza, come dimostrato, ad esempio, dal fatto che le pene previste nello Statuto di Cascia, redatto in epoca comunale, punivano con sanzioni pecuniarie altissime i casi di furto o di danneggiamento delle coltivazioni di zafferano. Spezia preziosa al punto di venir utilizzata come moneta e da costituire parte della dote che le monache dovevano recare per entrare in monastero”.

Coltura affascinante come poche altre, lo zafferano ha origini misteriose e antichissime che molti paesi rivendicano, Egitto, Kashmir, Grecia. In Umbria il documento più antico riferito allo zafferano è del 2 febbraio 1226 ed è una nota contabile del Monastero di Santa Maria di Valponte presso l’Abbazia di Montelabate nel contado perugino, in cui si parla dell’acquisto di un “uncia cafrani”.

Ovviamente agricoltura declinata sulla qualità, l’eccellenza e non sulla quantità. In Umbria lo zafferano viene coltivato in piccoli appezzamenti compresi tra i 100 e i 300 mq, con una resa di 70/80 grammi di spezia per 100 mq. Se si pensa che per ricavare un grammo di prodotto finito occorrono 150 fiori, non deve meravigliare il valore con il quale lo zafferano di qualità viene immesso sul mercato.

Sergio Mercuri, presidente di Promocamera, ha voluto ricordare il successo che sta ottenendo la collana dedicata ai prodotti d’eccellenza umbri “un vero strumento di promozione capace di richiamare l’attenzione di italiani e stranieri su qualcosa di realmente inimitabile”.

“Con “L’Umbria dello zafferano” – ha detto ancora il presidente Mencaroni – la Camera di Commercio di Perugia ha compiuto un nuovo passo nel progetto di valorizzazione dei prodotti d’eccellenza, che così profondamente caratterizzano la nostra terra: il tartufo, l’olio extravergine di oliva, il vino, i formaggi, fino alla birra e alla torta al testo. Oggi la nostra spezia straordinaria, lo zafferano, che in Umbria ha ritrovato il proprio habitat ideale”.

A presidiare tutte le caratteristiche qualitative dello zafferano dell’Umbria intervengono poi le Associazioni di produttori costituitesi nel frattempo e che oggi hanno circa 100 soci. Sono le Associazioni – cui la Camera di Commercio fornisce pieno appoggio e sostegno – che non solo garantiscono produzioni certificate, ma propongono, con la loro attività, un’offerta ricreativa integrata tra agricoltura e turismo, specialmente agroalimentare. Tutte le sei Associazioni dei produttori dello zafferano umbro hanno partecipato alla presentazione:
l’Associazione produttori Zafferano del Ducato per la zona dello spoletino;
l’Associazione produttori Zafferano di Spoleto per la zona dello spoletino;
l’Associazione Terre d’Arna per la zona del comune di Perugia;
l’Associazione Zafferano di Cascia, Zafferano Purissimo dell’Umbria per l’area della Valnerina;
l’Associazione Zafferano di Gubbio per il territorio del comune di Gubbio;
il Consorzio Il Croco di Pietro Perugino, Zafferano di Città della Pieve – Alberto Viganò per il territorio ampio della zona di Città della Pieve.

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