Uil Fpl Umbria contesta il bando della casa di riposo ‘Andrea Rossi’ di Assisi per assunzioni oss

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Ritenuto una “discriminazione basata sull’età” il requisito di non aver più di 40 anni – Il sindacato richiama legge regionale che istituisce la figura dell’operatore socio sanitario

(Umbriajournal by Avi News) – ASSISI Uil Federazione poteri locali Umbria contesta la scelta della casa di riposo ‘Andrea Rossi’ di Assisi di aver indetto un avviso di selezione pubblica per l’assunzione a tempo determinato di operatori sociosanitari che ha posto il limite di non aver superato i 40 anni e parla, in una nota, di “discriminazione basata sull’età”. Il sindacato fa anche riferimento alla legge regionale dell’Umbria numero 13 del 2002 che istituisce e disciplina la figura professionale dell’operatore socio-sanitario e pone come requisito di accesso ai corsi di formazione per acquisire tale qualifica il compimento del diciottesimo anno ma non un limite massimo di età. Nella nota il sindacato ricorda inoltre che “alcune operatrici sociosanitarie che sono rimaste escluse dalla nuova selezione per via dell’età sono già state impegnate in passato, anche per diversi anni, con contratti a termine”.

“Che senso avrebbe – hanno dichiarato dal sindacato – formare lavoratori per una qualifica per la quale poi, in fase di assunzione, sia previsto un limite di età, del tutto ingiustificato? Senza considerare che, a seguito di una rapida ricerca, non è stato possibile reperire sull’intero territorio nazionale altri bandi per l’assunzione di Oss che prevedano un’età massima per poter partecipare, se non quella prevista per il pensionamento”.

“Al di là degli obblighi di legge – commentano inoltre da Uil Fpl –, ci saremmo comunque aspettati una particolare sensibilità da parte di una casa di riposo nel non lasciare per strada lavoratrici per il solo fatto che abbiano compiuto quarant’anni di età”.

“La Casa di riposo – spiegano ancora dall’organizzazione sindacale – è rimasta oltretutto sorda nei confronti di chi ha comunicato che le norme europee e nazionali vietano discriminazioni basate sull’età, rilevando le anomalie del caso. Non è stata fornita nemmeno una risposta né un’adeguata giustificazione”. “Auspichiamo – concludono da Uil Fpl – quindi che venga eliminata una barriera incomprensibile, che penalizza forza lavoro competente, professionale e vitale. In ogni caso, abbiamo dato mandato al nostro legale di fiducia, l’avvocato Antonio Polenzani, di esplorare tutte le vie possibili a tutela delle lavoratrici”.

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